{"id":235414,"date":"2024-07-18T15:36:08","date_gmt":"2024-07-18T13:36:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=235414"},"modified":"2024-07-18T19:46:40","modified_gmt":"2024-07-18T17:46:40","slug":"bracciante-agricolo-muore-seguito-di-un-malore-avviate-le-indagini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/bracciante-agricolo-muore-seguito-di-un-malore-avviate-le-indagini\/","title":{"rendered":"Bracciante agricolo muore a seguito di un malore, avviate le indagini"},"content":{"rendered":"<p>STRONGOLI (KR) &#8211; Aveva 42 anni il bracciante agricolo, di nazionalit\u00e0 rumena ma residente a Crosia in provincia di Cosenza, deceduto stamattina, poco prima di mezzogiorno mentre era al lavoro in un terreno di propriet\u00e0 di un\u2019azienda di Strongoli, nel Crotonese, in contrada San Foc\u00e0. L\u2019uomo, <strong>sposato e con un figlio<\/strong>, era <strong>regolarmente assunto dall\u2019azienda<\/strong> e stava svolgendo il turno di lavoro seguendo l\u2019ordinanza del presidente della Regione che ha stabilito il divieto di lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12:30 alle ore 16:00 dal 15 luglio fino al 31 agosto 2024, sull\u2019intero territorio regionale.<\/p>\n<p>Il bracciante per\u00f2, ad un tratto ha accusato un malore e si \u00e8 accasciato a terra. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo. Sono in corso degli <strong>accertamenti medico legali<\/strong> per stabilire se la causa della morte sia stata causata da un colpo di calore da parte del personale del Servizio di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spisal) dell\u2019Asp di Crotone e dei carabinieri della Compagnia di Cir\u00f2 Marina, di concerto con l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria.<\/p>\n<h5><strong>Flai Cgil: \u00abSi valutino misure di prevenzione e cassa integrazione\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Il sindacato Flai Cgil Calabria e Flai Cgil Area Vasta ha espresso profondo cordoglio per la morte del giovane bracciante. &#8220;Dalle prime notizie \u2013 affermano \u2013 apprendiamo che era regolarmente assunto e che la sua azienda rispettava l\u2019ordinanza regionale che vieta il lavoro dalle 12.30 alle 16 con le alte temperature. Le autorit\u00e0 competenti dovranno verificare se si sia trattato di un colpo di calore. Come Flai, al di l\u00e0 di quello che sar\u00e0 l\u2019esito, <strong>chiediamo che venga data una maggiore importanza alle conseguenze che le alte temperature possono avere sui lavoratori<\/strong> e che si vengano adottate ulteriori strategie, oltre alle ordinanze regionali, per rendere il lavoro pi\u00f9 sicuro&#8221;.<\/h5>\n<p>&#8220;<strong>Le alte temperature di questi giorni non sono imbrigliabili in un range orario<\/strong>. Ecco perch\u00e9 riteniamo opportuno che le aziende ricorrano alla Cassa integrazione per eventi meteo \u2013 <strong>Cisoa per gli operai agricoli a tempo indeterminato<\/strong>. Le imprese possono richiedere all\u2019Inps il riconoscimento della Cassa integrazione per eventi meteo quando il termometro supera i 35\u00b0 centigradi e in caso di temperature anche inferiori ai 35\u00b0 ma \u201cpercepite\u201d come elevate (es: particolari lavorazioni, elevato tasso di umidit\u00e0)&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Riteniamo importante l\u2019adozione di misure di prevenzione che riducano al minimo i rischi dovuti alle ondate di calore che possano incidere negativamente sullo svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa, provocando conseguenze importanti sulla salute, malesseri o anche infortuni. Necessario \u00e8 informare i lavoratori sugli effetti del calore, controllare temperatura e umidit\u00e0, predisporre aree di riposo ombreggiate, organizzare orari e turni di riposo, mettere a disposizione acqua fresca, evitare lavori isolati. Particolarmente esposti al rischio in questione sono i lavoratori che svolgono l\u2019attivit\u00e0 lavorativa all\u2019aperto, come avviene in agricoltura e nella manutenzione del verde e coloro che sono impegnati in ambienti chiusi senza ventilazione adeguata. <strong>Da valutare i fattori di rischio<\/strong>, dalle ore notoriamente pi\u00f9 calde alle mansioni che richiedono attivit\u00e0 di intenso sforzo fisico, l\u2019ubicazione del luogo di lavoro, le caratteristiche di ogni lavoratore come l\u2019et\u00e0, lo stato di salute e il genere. Esprimendo la nostra solidariet\u00e0 ai familiari del bracciante, ribadiamo il nostro impegno affinch\u00e9 vengano quanto pi\u00f9 diffuse quelle forme di riduzione dei rischi di salute sui cui si pu\u00f2 lavorare anche con anticipo e che consentono ad azienda e lavoratori di tutelarsi&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STRONGOLI (KR) &#8211; Aveva 42 anni il bracciante agricolo, di nazionalit\u00e0 rumena ma residente a Crosia in provincia di Cosenza, deceduto stamattina, poco prima di mezzogiorno mentre era al lavoro in un terreno di propriet\u00e0 di un\u2019azienda di Strongoli, nel Crotonese, in contrada San Foc\u00e0. 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