{"id":235770,"date":"2024-07-23T07:00:51","date_gmt":"2024-07-23T05:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=235770"},"modified":"2024-07-23T07:12:23","modified_gmt":"2024-07-23T05:12:23","slug":"vermocane-in-calabria-rischia-di-infestare-i-nostri-mari-ecco-4-cose-da-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/vermocane-in-calabria-rischia-di-infestare-i-nostri-mari-ecco-4-cose-da-sapere\/","title":{"rendered":"Vermocane in Calabria, rischia di infestare i nostri mari: ecco 4 cose da sapere"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il vermocane \u00e8 arrivato in Calabria. <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/voracissimo-prolifera-per-il-caldo-e-si-rigenera-se-tagliato-in-due-vermocane-un-flagello-che-minaccia-anche-la-calabria\">Il millepiedi marino ricoperto di aculei velenosi<\/a><strong> si sta diffondendo sia sullo Jonio sia sul Tirreno. Divorare tutto ci\u00f2 che incontra dai coralli ai pesci intrappolati nelle reti e la sua presenza desta preoccupazione. Rappresenta infatti una minaccia sia per l\u2019ecosistema sia per la filiera della pesca. A chiarire i contorni del fenomeno \u00e8 Elvira Brunelli professore ordinario di Zoologia presso il <\/strong><a href=\"https:\/\/dibest.unical.it\/\" rel=\"noopener\">Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra<\/a><strong> dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria. <\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3><strong>Il vermocane \u00e8 presente nei nostri mari dal 1800<\/strong><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>\u201cIl vermocane \u2013 spiega la professoressa Brunelli &#8211; non pu\u00f2 considerarsi una vera e propria \u201cspecie aliena\u201d, ossia proveniente da altre aree geografiche e sarebbe pi\u00f9 corretto definirla un invasore nativo. In effetti \u00e8 da tempo presente nel Mediterraneo e le prime segnalazioni risalgono a circa la met\u00e0 del 1800. Tuttavia <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/vermocane-si-moltiplicano-nel-mare-della-calabria-biologi-lanciano-campagna-di-informazione\">i rinvenimenti di questa specie sono notevolmente aumentati<\/a> negli ultimi anni a causa dell\u2019innalzamento delle temperature medie del mare che favoriscono questa specie fortemente termofila. Per questa ragione il suo areale si sta espandendo sempre pi\u00f9 a Nord fino a raggiungere le coste dell\u2019Adriatico e del Tirreno. In alcune aree del Mediterraneo \u00e8 per\u00f2 diventato invasivo. Il suo nome scientifico \u00e8 <em>Hermodice caruncolata<\/em>. \u00c8 un Anellide Polichete, appartenente alla famiglia degli Amphinomidae, ordine Aciculata. Ha il corpo allungato, formato da numerosi segmenti, ed \u00e8 dotato di setole silicee a forma di uncino che contengono dei metaboliti secondari caratteristici chiamati carunculine. Le setole urticanti sono disposte lateralmente lungo i segmenti del corpo e formano abbondanti ciuffi bianchi\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-235772 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Vermocane-Calabria.jpg\" alt=\"\" width=\"518\" height=\"345\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Vermocane-Calabria.jpg 1600w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Vermocane-Calabria-300x200.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Vermocane-Calabria-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Vermocane-Calabria-768x512.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Vermocane-Calabria-1536x1023.jpg 1536w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Vermocane-Calabria-630x420.jpg 630w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Vermocane-Calabria-150x100.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Vermocane-Calabria-696x464.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Vermocane-Calabria-1068x712.jpg 1068w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Foto di <a href=\"https:\/\/www.francescosesso.it\/\" rel=\"noopener\">Francesco Sesso<\/a>, gi\u00e0 Campione del Mondo di Fotografia Subacquea<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3><strong>Vermocane e inquinamento<\/strong><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>\u201cTutte le specie animali \u2013 ricorda Brunelli &#8211; sono in qualche misura influenzate dalle modificazioni del loro ambiente ad opera dell\u2019uomo e dunque dall\u2019inquinamento. Il vermocane ha beneficiato del cambiamento climatico ampliando il proprio territorio. \u00c8 fondamentale monitorarne la diffusione e valutare eventuali azioni di gestione e controllo, utili a limitare danni agli ecosistemi naturali. Bisogna tener conto del fatto che il vermocane \u00e8 un vorace predatore\/scavenger generalista che si nutre di una grande variet\u00e0 di organismi, tra cui ricci di mare, gorgonie e stelle marine, ma anche pesci (come il sarago nella FOTO avvolto per essere mangiato). Questa grande flessibilit\u00e0 della dieta, l\u2019ampia area di distribuzione e le crescenti dimensioni delle sue popolazioni potrebbero avere importanti ripercussioni sulle dinamiche delle comunit\u00e0 marine.<\/p>\n<p>Per l\u2019inquinamento rappresenta invece una specie utile per il biomonitoraggio delle microplastiche. Questa ipotesi \u00e8 stata testata in un recente lavoro dal quale, tuttavia, \u00e8 emerso che, nonostante sia un\u2019importante componente delle comunit\u00e0 macrobentoniche (l\u2019insieme di insetti, crostacei, molluschi, ecc. con dimensioni superiori ad 1 millimetro) le informazioni sulla presenza di microplastiche ingerite da questi animali non sono ancora sufficienti. Sicuramente, un punto di forza per contrastare le preoccupazioni delle comunit\u00e0 locali legate alla presenza del vermocane sulle spiagge italiane, \u00e8 promuovere la consapevolezza pubblica riguardo la biodiversit\u00e0 marina e l&#8217;importanza della conservazione degli habitat marini. Sarebbe molto utile favorire una maggiore consapevolezza circa la presenza di nuove specie nei nostri mari e promuovere azioni di citizen science per raccogliere informazioni sulla diffusione e le abitudini di questa specie\u201d.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3><strong>I pericoli per l&#8217;essere umano<\/strong><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>\u201cIl vermocane utilizza le sue setole urticanti sia come meccanismo di difesa anti-predatorio, sia per immobilizzare e ferire le prede. Possono causare irritazione e reazioni eritematose dopo il contatto con l\u2019animale, ma esso \u2013 chiarisce Brunelli &#8211; non rappresenta un vero pericolo per l\u2019uomo. Molto spesso, quando si avvista un vermocane, \u00e8 probabile che esso si ritiri rapidamente nelle fessure tra le rocce in quanto si sente minacciato. Bisogna invece porre l\u2019attenzione alla minaccia rappresentata dal vermocane per l\u2019economia e la salute dei pescatori. Molto spesso infatti numerosi vermocani vengono ritrovati nelle reti da pesca dove procurano un danno diretto cibandosi del pescato e mettono a rischio gli operatori che devono rimuoverli dalle reti. Riguardo alla fauna marina, \u00e8 certamente una specie da almeno due secoli presente nel Mediterraneo, ma il numero di individui \u00e8 aumentato molto nel corso del tempo. Sarebbe importante monitorare attentamente la sua diffusione e considerare azioni di gestione e controllo\u201d.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<h3><strong>Cosa fare quando si avvista un vermocane<\/strong><\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u201cIl vermocane pu\u00f2 superare anche i 30 di centimetri di lunghezza infatti \u00e8 tra i Policheti pi\u00f9 grandi. La sua colorazione pu\u00f2 variare dal rosso brillante al verde oliva, adattandosi all&#8217;ambiente circostante. L\u2019altro nome che lo contraddistingue \u00e8 \u201cverme di fuoco\u201d, proprio a causa della sua appariscente colorazione rossa o arancione brillante che appare ancora pi\u00f9 vivace quando lo si avvista tra le rocce o le piante marine. Questa specie preferisce gli ambienti rocciosi relativamente vicino alla riva, ma popola anche i fondali sabbiosi o fangosi. Se si vede un vermocane \u2013 consiglia Brunelli &#8211; non bisogna mai tirarlo fuori dal suo nascondiglio: lo renderebbe vulnerabile e pertanto anche aggressivo. Quando si viene accidentalmente toccati dalle sue setole, alcune di queste potrebbero rimanere nella cute. \u00c8 necessario in questo caso utilizzare delle pinzette per estrarle, ma \u00e8 consigliato un controllo in guardia medica o al pi\u00f9 vicino Pronto Soccorso<strong>\u201d. Chi avvista un vermocane pu\u00f2 segnalarne la presenza tramite<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ogs.it\/it\/avvistapp\" rel=\"noopener\">AvvisAPP<\/a>, l\u2019app ideata dall\u2019OGS per il monitoraggio delle specie del Mediterraneo, e compilare il<a href=\"https:\/\/docs.google.com\/forms\/d\/1lkoF0QdEXCpsHi-mOAqD7kwPv51s4cKGocnZ6jDBC5E\/edit#responses\" rel=\"noopener\">\u00a0questionario on-line<\/a>\u00a0sulla percezione del fenomeno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il vermocane \u00e8 arrivato in Calabria. Il millepiedi marino ricoperto di aculei velenosi si sta diffondendo sia sullo Jonio sia sul Tirreno. Divorare tutto ci\u00f2 che incontra dai coralli ai pesci intrappolati nelle reti e la sua presenza desta preoccupazione. Rappresenta infatti una minaccia sia per l\u2019ecosistema sia per la filiera della pesca. 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