{"id":235915,"date":"2024-07-24T10:49:48","date_gmt":"2024-07-24T08:49:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=235915"},"modified":"2024-07-24T10:49:48","modified_gmt":"2024-07-24T08:49:48","slug":"liste-dattesa-calabria-quasi-uneccellenza-cittadinanzattiva-nutre-dubbi-sui-dati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/liste-dattesa-calabria-quasi-uneccellenza-cittadinanzattiva-nutre-dubbi-sui-dati\/","title":{"rendered":"Liste d&#8217;attesa: Calabria quasi un&#8217;eccellenza? Cittadinanzattiva nutre dubbi sui dati"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La <strong>Calabria<\/strong> \u00e8 t<strong>ra le poche Regioni in Italia a garantire ai propri cittadini quasi tutte le visite mediche nei tempi previsti dalla legge<\/strong>. Un dato che per molti risulta persino <strong>sorprendente<\/strong> e che emerge da un&#8217;indagine effettuata da Cittadinanzattiva che ha analizzato i <strong>dati relativi a 6 prestazioni campione<\/strong>. Per ciascuna di esse sono stati valutati i tempi di attesa per ciascuna delle classe di priorit\u00e0 definite dal Piano Nazionale Governo Liste di attesa.<\/p>\n<p><strong>I tempi nelle tre Asp calabresi<\/strong>, secondo i dati dunque, sono eccellenti: a <strong>Reggio Calabria<\/strong>, qualunque sia la classe di priorit\u00e0, basta un solo giorno per ottenere una visita oncologica o ginecologica. A <strong>Catanzaro<\/strong>, se si ha una ricetta per una visita con priorit\u00e0 &#8216;Breve&#8217;, cio\u00e8 da erogare entro 10 giorni, in 1 giorno si ottiene una visita oncologica, in 2 una ginecologica, in 3 un&#8217;ecografia addome, in 4 giorni una visita cardiologica, in 5 una visita pneumologica. Gli unici ritardi si riscontrano nella Asp di <strong>Vibo Valentia<\/strong> per alcuni esami programmati, da eseguire entro 120 giorni: la prima visita ginecologica (eseguita in 167 giorni); l&#8217;ecografia addome (138 giorni); la mammografia (230 giorni). <strong>Non vengono citate per\u00f2 Cosenza e Crotone. <\/strong>Cittadinanzattiva per\u00f2 spiega che &#8220;da precedenti indagini e da articoli di stampa, che restituiscono l&#8217;immagine di una <strong>crisi sempre pi\u00f9 cronica della sanit\u00e0 calabrese,<\/strong> ci si aspettava che, anche i dati ricavabili dalla piattaforma regionale, restituissero un quadro problematico. Quello che invece emerge da questa indagine \u00e8 una <strong>situazione di quasi-eccellenza&#8221;.<\/strong><\/p>\n<h4><strong>&#8220;Dubbi sull&#8217;attendibilit\u00e0 dei dati&#8221;<\/strong><\/h4>\n<p>&#8220;Ci si chiede dunque, se <strong>l&#8217;attendibilit\u00e0 fornita dalla piattaforma sia reale o<\/strong> se siano necessari ulteriori approfondimenti&#8221;. Per Cittadinanzattiva, infatti, &#8220;<strong>questi dati potrebbero nascondere una mobilit\u00e0 sanitaria molto accentuata in Regione<\/strong>. Oppure, le modalit\u00e0 di raccolta dei dati potrebbero essere in qualche modo differenti da quelle utilizzate dalle altre piattaforme regionali&#8221;.<\/p>\n<h4><strong>Italia a macchia di leopardo, fino a 498 giorni per un&#8217;ecografia<\/strong><\/h4>\n<p>C&#8217;\u00e8 chi deve aspettare <strong>quasi un anno e mezzo per un&#8217;ecografia<\/strong> programmabile e chi riesce, invece, a <strong>fare la stessa visita in 13 giorni<\/strong>. Per una <strong>visita cardiologica<\/strong> programmabile, in alcune aree del Paese <strong>si attende un anno<\/strong>, <strong>in altre una settimana<\/strong>. Per una <strong>mammografia<\/strong> si pu\u00f2 ottenere un appuntamento <strong>per il giorno seguente o per sei mesi dopo e ci\u00f2 accade anche nella stessa Regione.<\/strong> Non esistono infatti trend univoci a dominare il fenomeno delle liste d&#8217;attesa in Italia: ci sono picchi di disservizi ed eccellenze sparse a <strong>macchia di leopardo in tutta la Penisola<\/strong>.<\/p>\n<p>Dall&#8217;indagine realizzata da Cittadinanzattiva, condotta a met\u00e0 giugno, l&#8217;attenzione si \u00e8 concentrata <strong>sull&#8217;analisi dei tempi di attesa per sei prestazioni<\/strong>. Per ciascuna di esse \u00e8 stato valutato il rispetto dei tempi previsti dal Piano nazionale del governo sulle liste di attesa a seconda delle diverse classi di priorit\u00e0:<\/p>\n<p>&#8216;<strong>Urgente<\/strong>&#8216; (da eseguire nel pi\u00f9 breve tempo possibile);<br \/>\n&#8216;<strong>Breve<\/strong>&#8216; (entro 10 giorni);<br \/>\n&#8216;<strong>Differibile<\/strong>&#8216; (entro 30 o 60);<br \/>\n&#8216;<strong>Programmata<\/strong>&#8216; (120 giorni).<\/p>\n<p>In generale, dall&#8217;indagine emerge che le <strong>difficolt\u00e0<\/strong> <strong>nel rispetto delle tempistiche si riscontrano al Nord cos\u00ec come a Sud.<\/strong> In <strong>Friuli Venezia Giulia<\/strong> quasi tutte le prestazioni oggetto di indagine, a maggio, sono state erogate oltre i giorni previsti. Al contrario, in Veneto i tempi vengono rispettati per tutte le prestazioni e tutte le priorit\u00e0.<strong> Bene, dicevamo, anche la Calabria<\/strong>, anche se Cittadinanzattiva ritiene che siano necessarie ulteriori indagini su questa Regione. Tra i casi limite, quello dell&#8217;Azienda Universitaria Friuli Centrale, dove si attendono in media 498 giorni per un&#8217;ecografia addome e 394 giorni per una visita ginecologica programmabile; nell&#8217;Azienda Sanitaria 3 Ligure, invece, si aspettano in media 427 i giorni per una visita cardiologica programmabile.<\/p>\n<h4><strong>Dati negativi<\/strong><\/h4>\n<p>L&#8217;Asl di Bari riesce a erogare entro i 10 giorni solo il 9% delle visite pneumologiche con codice B; la Asl Napoli 1 Centro rispetta i tempi in appena il 14% delle visite oncologiche in codice B; la Asl RM4 rispetta i tempi soltanto per il 17,8% delle ecografie all&#8217;addome in classe B. C&#8217;\u00e8 poi il Molise, dove si garantisce nei 60 giorni della classe D solo il 34% delle ecografie addome, mentre nelle Marche solo il 41% delle mammografie programmabili. A fianco di questi esempi, tuttavia, ci sono numerose Asl, dislocate in tutta la Penisola, che rispettano pienamente i tempi per le visite. \u00c8 critico, invece, l&#8217;aspetto dell&#8217;omogeneit\u00e0 dei dati: &#8220;Dal Sud al Nord \u00e8 una Babele di dati e modalit\u00e0 di aggiornamento delle piattaforme online con cui le Regioni dovrebbero fornire un quadro della situazione in tempo pressoch\u00e9 reale&#8221;, scrive Cittadinanzattiva. Ci\u00f2 &#8220;rende difficile il confronto spesso anche all&#8217;interno dello stesso territorio&#8221;.<\/p>\n<p>Problematici anche i tempi di aggiornamento delle piattaforme: il Molise, per esempio, ha dati disponibili fino al 2023. &#8220;Questa nostra indagine conferma ancora una volta un quadro di estrema disomogeneit\u00e0 nelle modalit\u00e0 e nelle tempistiche con le quali le Regioni e le singole Asl restituiscono i dati sulle liste di attesa nel loro territorio&#8221;, afferma la segretaria generale di Cittadinanzattiva <strong>Anna Lisa Mandorino<\/strong>. &#8220;Una criticit\u00e0 che il decreto in via di approvazione definitiva ci auguriamo possa contribuire a risolvere. \u00c8 soltanto attraverso una fotografia reale, tempestiva e uniforme dei tempi di attesa che enti locali e Governo centrale possono intervenire, laddove necessario, per ripristinare e garantire a tutti i cittadini l&#8217;accesso ai servizi sanitari&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La Calabria \u00e8 tra le poche Regioni in Italia a garantire ai propri cittadini quasi tutte le visite mediche nei tempi previsti dalla legge. 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