{"id":237203,"date":"2024-08-17T09:00:29","date_gmt":"2024-08-17T07:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=237203"},"modified":"2024-08-17T08:32:09","modified_gmt":"2024-08-17T06:32:09","slug":"calabria-sismica-viaggio-sul-tirreno-cosentino-nei-violenti-terremoti-del-1783","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria-sismica-viaggio-sul-tirreno-cosentino-nei-violenti-terremoti-del-1783\/","title":{"rendered":"Calabria &#8216;sismica&#8217;: viaggio sul Tirreno Cosentino nei violenti terremoti del 1783"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Ben <strong>5 terremoti<\/strong> con magnitudo superiore a<strong> 5.9<\/strong> in <strong>soli 2 mesi<\/strong>. E <strong>scosse<\/strong> che andarono avanti per <strong>quasi tre anni<\/strong>. Era il <strong>1783<\/strong> e la Calabria meridionale veniva devastata da violenti eventi sismici e tsunami che rasero al suolo Reggio e Messina. Alcune aree del Reggino, dove vi furono oltre <strong>50mila morti<\/strong>, avevano cadaveri al bordo delle strade.<\/p>\n<p>In misura decisamente minore, <strong>anche la provincia di Cosenza<\/strong> fu <strong>duramente colpita<\/strong> da quello che l\u2019Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia inserisce tra i <strong>periodi sismici pi\u00f9 lunghi e disastrosi della storia italiana<\/strong>. Lo stato dei luoghi viene documentato e restituito al re delle Due Sicilie Ferdinando IV di Borbone da un gruppo di 13 studiosi della Reale Accademia delle Scienze e delle Belle Lettere di Napoli.<\/p>\n<h4><strong>Viaggio nel Tirreno cosentino dopo i terremoti<\/strong><\/h4>\n<p>Stralci di questo voluminoso atto descrivono gli <strong>effetti della catastrofe sulla fascia del Tirreno cosentino.<\/strong> Il viaggio nella Calabria martoriata e terrorizzata dai terremoti \u00e8 riportato dal segretario della Reale Accademia delle Scienze nelle Osservazioni fatte nelle Calabrie e nella frontiera del Valdemone sui fenomeni del tremoto del 1783. <strong>Partiti da Napoli il 5 aprile del 1783<\/strong>, credevano di trovarsi di fronte ad una <strong>ridente regione<\/strong> <strong>ornata di grazie della natura<\/strong>. Invece <em>\u201csi par\u00f2 davanti agli occhi nostri un tetro e denso velo di una nebbia e di un certo che di pesante\u201d<\/em>. Erano approdati a <strong>Scalea<\/strong>, che rispetto al resto della regione non aveva registrato particolari danni. <strong>La terra<\/strong>, colpita dai terremoti di febbraio e marzo, <strong>continuava a tremare<\/strong>. Una vivace scossa diede il benvenuto agli studiosi.<\/p>\n<h4><strong>Da Diamante a Cetraro i segni del terremoto<\/strong><\/h4>\n<p>Il gruppo di accademici prosegu\u00ec alla volta di <strong>Diamante<\/strong> dove trovano una <strong>popolazione spaventata.<\/strong> Per la prima volta dal loro arrivo videro che <em>\u201cgli uomini si erano ricoverati sotto la tutela di rozze capanne e di piccole baracche\u201d<\/em>. Non c\u2019erano state particolari devastazioni, ma la maggior parte della gente non intendeva rientrare nei propri<em> \u201cfragili tuguri\u201d<\/em> <strong>danneggiati dalle numerose scosse<\/strong>. A <strong>Cetraro<\/strong> gli edifici manifestavano i segni dello scomponimento causato dalle crepe createsi dopo i terremoti. <strong>L\u201911 aprile 1783<\/strong>, all\u2019indomani dell\u2019ennesimo sisma gli <strong>abitanti apparivano smarriti<\/strong>. Gli studiosi borbonici presenti rilevarono che \u201cil mare ha ben di molto cangiato\u201d. Osservano come la spiaggia si \u00e8 ristretta e in alcuni punti \u201cla sponda \u00e8 per poco tratto non ingombrata dal mare\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-237206  aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/terremoti-storia-tirreno-cosentino.jpg\" alt=\"\" width=\"406\" height=\"582\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/terremoti-storia-tirreno-cosentino.jpg 1080w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/terremoti-storia-tirreno-cosentino-209x300.jpg 209w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/terremoti-storia-tirreno-cosentino-714x1024.jpg 714w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/terremoti-storia-tirreno-cosentino-768x1101.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/terremoti-storia-tirreno-cosentino-1072x1536.jpg 1072w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/terremoti-storia-tirreno-cosentino-293x420.jpg 293w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/terremoti-storia-tirreno-cosentino-150x215.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/terremoti-storia-tirreno-cosentino-300x430.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/terremoti-storia-tirreno-cosentino-696x998.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/terremoti-storia-tirreno-cosentino-1068x1531.jpg 1068w\" sizes=\"auto, (max-width: 406px) 100vw, 406px\" \/><\/p>\n<h4><strong>Le scosse a Paola, Fuscaldo, San Lucido e Amantea<\/strong><\/h4>\n<p>A <strong>Fuscaldo<\/strong> si rendono conto che procedendo verso sud crescevano i disastri.<em> \u201cErano cadute in parte alcune fabbriche della Chiesa e del Convento de\u2019 PP. Paolotti. In molte case apparivano sensibili lesioni\u201d<\/em>. Giunti a <strong>Paola<\/strong> \u201c<em>non solo era aumentato il numero delle lesioni, ma alcune erano degenerate in un\u2019immagine di sconquasso non compiuto. Il castello appariva ruinante. Il Collegio degli Espulsi rimase in parte diruto: nel Palazzo dei Rocchetti tre muri erano gi\u00e0 adagiati al suolo e in molte altre case vedevansi sensibili lesioni\u201d.<\/em><\/p>\n<p>A <strong>San Lucido<\/strong> il terremoto del <strong>5 febbraio<\/strong> <strong>squarci\u00f2 il castello<\/strong> e ne fece crollare il lato occidentale. Furono rasi al suolo tutti i piccoli edifici dove si lavorava la seta. E i Templi ne rimasero oltraggiati. Sul Tirreno Cosentino il <strong>sisma colp\u00ec<\/strong> in maniera diffusa anche <strong>Belmonte<\/strong> parte del suo castello divenne pericolante, un\u2019altra diroccata. E mentre a Lago poche e leggere erano le alterazioni registrate, ad <strong>Amantea<\/strong> le scosse avevano provocato danni tali che gli \u201cavanzi dell\u2019antica Nepezia, per molta parte, non sono pi\u00f9 affatto abitabili\u201d.<\/p>\n<h4><strong>\u201cTutto \u00e8 sparso di enormi voragini\u201d<\/strong><\/h4>\n<p>Le <strong>condizioni<\/strong> riscontrate sul territorio di <strong>San Lucido<\/strong> <strong>incuriosirono gli accademici borbonici<\/strong>. <em>\u201cIl tutto<\/em> \u2013 scrivono &#8211; <em>\u00e8 in gravissimo rovescio. Il monte, detto di San Giovanni, \u00e8 in molte parti sgretolato. Il lago dello stesso nome perdette talmente l\u2019antica sua profondit\u00e0 che oggi non v\u2019ha altra traccia di esso, che fango e laguna<\/em>\u201d. Nel frattempo in altro luogo, si era creato subito un altro lago. I corsi fluviali sono stati mescolati dal terremoto, le acque uscendo dal proprio letto sono confluite in altri torrenti. <em>\u201cLa perdita de\u2019 terreni utili non solo \u00e8 immensa, ma altres\u00ec irreparabile\u201d.<\/em> Gli alberi erano perlopi\u00f9 schiantati a terra, rovesciati per met\u00e0 o coperti da fango.<\/p>\n<p><em>\u201cTutto \u00e8 sparso di enormi voragini\u201d<\/em>. Ci\u00f2 che fece orrore all\u2019autore fu il considerevole numero di case rurali diventate rimasugli, \u201c<em>rovinevoli o sconquassate<\/em>\u201d. Resistevano in molti casi solo porzioni di edifici, alcuni dei quali inclinati dai movimenti tellurici. I maggiori danni registrati vennero dagli studiosi borbonici attribuiti alla <strong>conformazione delle terre<\/strong>. Definite \u201cmovitine\u201d sarebbero per loro natura \u201c<em>mobili, molli, vagabonde<\/em>\u201d. E dal loro canto i numerosi torrenti naturali hanno avuto il triste potere di trasformarle in un <em>\u201cliquamento di facile mobilit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Ben 5 terremoti con magnitudo superiore a 5.9 in soli 2 mesi. E scosse che andarono avanti per quasi tre anni. Era il 1783 e la Calabria meridionale veniva devastata da violenti eventi sismici e tsunami che rasero al suolo Reggio e Messina. 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