{"id":237603,"date":"2024-08-15T20:00:30","date_gmt":"2024-08-15T18:00:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=237603"},"modified":"2024-08-15T16:32:28","modified_gmt":"2024-08-15T14:32:28","slug":"a-san-pietro-in-guarano-il-rito-ultracentenario-de-u-ddirroccu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/a-san-pietro-in-guarano-il-rito-ultracentenario-de-u-ddirroccu\/","title":{"rendered":"A San Pietro in Guarano il rito ultracentenario de &#8220;U Ddirroccu&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>SAN PIETRO IN GUARANO (CS) \u2013 Una storia ultracentenaria quella de \u201dU Ddirroccu\u201d, dal <strong>significato profondo e ribelle<\/strong>, al fascino di una melodia unica, scritta da un cittadino del posto alla fine dell&#8217;800 appositamente per accompagnare proprio \u201dU Ddirroccu\u201d, un fantoccio fatto di canne e carta pesta che viene fatto sfilare per le vie del paese ogni sera del 16 agosto, giorno di San Rocco, a San Pietro in Guarano, centro della presila cosentina.<\/p>\n<h4>La storia<\/h4>\n<p>Negli ultimi anni grazie alla neo associazione\u201d U Ddirroccu\u201d sfilano pi\u00f9 fantocci, costruiti da un gruppo di ragazzi volenterosi e volontari, i quali hanno rivalutato la festivit\u00e0 facendo riferimento esclusivamente alla sua veste originale e tradizionale. L\u2019origine di questo vero e proprio rituale \u00e8 incerta, probabilmente il <strong>fantoccio risale addirittura al periodo medievale.<\/strong> Difficile dare con certezza il significato originario del rito del \u201cDdirroccu\u201d, alcuni affermano che rappresenta il personaggio locale malvisto, presumibilmente di nome don Rocco, il quale rappresentava un signorotto del paese, che alcuni pensavano sia originario della Spagna. Questo proprietario terriero tiranneggiava il popolo, per cui, non potendolo colpire realmente, il popolino lo trasformava in fantoccio e dopo averlo fatto girare per le vie del paese, veniva sconfitto (bruciato) e il bene finalmente trionfava. Secondo molti, con il tempo, il rito originario si \u00e8 trasformato, legato, volta per volta alle diverse circostanze storico-religiose.<\/p>\n<p><strong>Altre ipotesi legano \u201d u Ddirroccu\u201d alle festa di San Rocco,<\/strong> i paesani rappresentano il <strong>simbolo del male, della peste<\/strong>, per cui il <strong>pupazzo veniva bruciato<\/strong> ed esorcizzato coll\u2019aiuto del grande santo guaritore che \u00e8 San Rocco. Secondo altri \u201cu Ddirroccu\u201d era uno spirito maligno, apportatore di malattie, e, pertanto, attraverso la purificazione con il fuoco si distruggeva il male e ritornava la salute, la tranquillit\u00e0, la purezza. Il pupazzo, visto nel contesto sociale, \u00e8 la rappresentazione per esorcizzare un evento negativo e propiziarne un altro con effetto positivo. Tutti sono convinti che la rappresentazione \u00e8 una forma di purificazione, di catarsi annuale.<\/p>\n<h4>\u201dU Ddirroccu\u201d e il rogo dei pupazzi<\/h4>\n<p>Questi, simbolo di malvagit\u00e0, cattiveria ed oppressione vengono prima fatti sfilare per le vie del paese, accompagnati dal suono dei tamburi e da una melodia particolare della banda, per poi essere bruciati alla fine della manifestazione. La distruzione mediante il fuoco rappresenta proprio la liberazione dal male, il corpo si dissolve, l\u2019anima fuma in cielo e cos\u00ec il paese torna libero.<\/p>\n<h4><strong>Programma<\/strong><\/h4>\n<p>I giovani dell\u2019associazione \u201cU Ddirroccu\u201d , in collaborazione con l\u2019amministrazione comunale e con il contributo relativo al bando sul Turismo delle radici (nell&#8217;ambito del progetto Festival R&#8217;incontrArti, le radici del tempo &#8220;U Ddirroccu&#8221;) , hanno reso possibile un evento dal carattere prettamente originale, autentico.<\/p>\n<p>Novit\u00e0 di questo San Rocco del 2024 sono l\u2019ulteriore perfezionamento del laboratorio per i bambini, \u201ccume se fa u Ddirroccu?\u201d , con la premiazione finale prevista per la mattina del 16 nella piazza centrale del paese, e la collaborazione con altre due associazioni del posto. P<strong>rima dell\u2019uscita dei Ddirrocchi, prevista per le ore 22:00,<\/strong> ci saranno altri due mini spettacoli, il primo alle ore 21:00 con il ballo della neo melodia tradizionale<strong> \u201cA Tarantella de u Ddirroccu\u201d curata dal maestro Pietro Intrieri<\/strong> e poi successivamente la visione del cortometraggio \u201c Malevrusciatu, a leggenda de U Ddirroccu\u201d, attesa per le ore 21:40 in piazza Carrieri e curato dall\u2019associazione \u201cA Via Nova\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-237605 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/u-ddirroccu.jpg\" alt=\"\" width=\"538\" height=\"717\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/u-ddirroccu.jpg 1536w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/u-ddirroccu-225x300.jpg 225w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/u-ddirroccu-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/u-ddirroccu-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/u-ddirroccu-315x420.jpg 315w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/u-ddirroccu-150x200.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/u-ddirroccu-300x400.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/u-ddirroccu-696x928.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/u-ddirroccu-1068x1424.jpg 1068w\" sizes=\"auto, (max-width: 538px) 100vw, 538px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SAN PIETRO IN GUARANO (CS) \u2013 Una storia ultracentenaria quella de \u201dU Ddirroccu\u201d, dal significato profondo e ribelle, al fascino di una melodia unica, scritta da un cittadino del posto alla fine dell&#8217;800 appositamente per accompagnare proprio \u201dU Ddirroccu\u201d, un fantoccio fatto di canne e carta pesta che viene fatto sfilare per le vie del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":237604,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[28],"tags":[19],"class_list":["post-237603","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-provincia","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/237603","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=237603"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/237603\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/237604"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=237603"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=237603"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=237603"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}