{"id":237861,"date":"2024-08-25T13:00:48","date_gmt":"2024-08-25T11:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=237861"},"modified":"2024-08-23T08:09:55","modified_gmt":"2024-08-23T06:09:55","slug":"allarme-transizione-digitale-si-cercano-699mila-specialisti-ma-non-se-ne-trova-il-51","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/allarme-transizione-digitale-si-cercano-699mila-specialisti-ma-non-se-ne-trova-il-51\/","title":{"rendered":"Allarme transizione digitale, si cercano 699mila specialisti ma non se ne trova il 51%"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; La<strong> transizione digitale delle imprese italiane<\/strong> rischia di rallentare a causa della <strong>crescente difficolt\u00e0 nel reperire personale qualificato<\/strong>. E&#8217; <strong>l&#8217;allarme lanciato da Confartigianato<\/strong> che, in base ad una rilevazione, ha calcolato che le aziende hanno necessit\u00e0 di <strong>699mila lavoratori con competenze digitali avanzate 4.0, ma non riescono a trovarne pi\u00f9 della met\u00e0 (51,8%).<\/strong> Si tratta di 362mila lavoratori che devono essere capaci di gestire tecnologie come l&#8217;intelligenza artificiale, il cloud computing, l&#8217;Industrial Internet of Things (IoT), la data analytics, i big data, la realt\u00e0 virtuale e aumentata e la blockchain. Il quadro si fa ancora pi\u00f9 critico per le micro e piccole imprese, dove il 54,9% delle mansioni che richiedono competenze digitali rimangono scoperte. A livello territoriale \u00e8 il Trentino-Alto Adige, con la provincia di Bolzano in testa, a segnare la maggior difficolt\u00e0 a reperire queste professionalit\u00e0, con il 65,8% di ricerche a vuoto (69,2% a Bolzano) seguita dal il Friuli-Venezia Giulia, con una quota pari al 62,6% del totale richiesto che non trova adeguate professionalit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8220;Le nostre aziende &#8211; sottolinea il Presidente di Confartigianato Marco Granelli &#8211; devono poter contare su lavoratori in grado di padroneggiare le nuove tecnologie. Serve un&#8217;adeguata politica formativa e un dialogo sempre pi\u00f9 stretto tra la scuola, il sistema dell&#8217;istruzione professionale e le imprese&#8221;. Imprese che, secondo il rapporto di Confartigianato, per reagire alla carenza di personale, attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con pi\u00f9 elevate skills ed esperienza, hanno adottato una serie di strategie. In particolare, il 32,6% dei piccoli imprenditori punta su aumenti salariali, il 28,5% su flessibilit\u00e0 degli orari di lavoro e il 24,9% sulla collaborazione con le scuole, soprattutto quelle ad indirizzo tecnico e professionale. Secondo Confartigianato, infatti, per il 72% dei lavoratori necessari alle piccole imprese \u00e8 richiesto un titolo secondario tecnico o con qualifica o diploma professionale o una laurea in materie scientifiche, tecnologiche ed ingegneristiche (STEM).<\/p>\n<h4><strong>Allarme transizione digitale, la classifica di regione e province in difficolt\u00e0<\/strong><\/h4>\n<p>Della classifica stilata da Confartigianato sulle regioni e province in cui il problema del personale introvabile \u00e8 pi\u00f9 acuto e supera la media nazionale, emerge che, se il<strong> Trentino-Alto Adige<\/strong> \u00e8 la regione con il maggior mismatch tra ricerca e offerta, se si guarda ai numeri assoluti <strong>\u00e8 la Lombardia la regione nella quale mancano pi\u00f9 figure con e-skill:<\/strong> 80.250 specialisti, vale a dire il 52,3% del totale ricercato. Dopo il Trentino-Alto Adige, seguono il<strong> Friuli-Venezia Giulia<\/strong> (7.350 le figure professionali introvabili, pari al 62,6% del totale richiesto dalle imprese della regione),<strong> l&#8217;Umbria<\/strong> (3.750, pari al 60,3%), <strong>le Marche<\/strong> (9.030, pari al 57,1%),<strong> il Veneto<\/strong> (31.720, pari al 56,3%) e <strong>l&#8217;Emilia-Romagna<\/strong> (29.760, pari al 55,8%).<\/p>\n<p>Mostrano percentuali superiori alla media nazionale anche la Toscana (22.550, pari al 54%), la Liguria (7.900, equivalente al 53,1%), il Piemonte (25.860, pari al 53%), la Lombardia (80.250, vale a dire il 52,3%) e l&#8217;Abruzzo (6.930, pari al 52%). Il problema \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente su scala provinciale.<\/p>\n<p><strong>Bolzano guida la classifica delle province<\/strong> con il pi\u00f9 alto mismatch tra domanda e offerta di manodopera qualificata, con il 69,2% dei posti di lavoro altamente qualificati difficili da coprire, pari a 7.110. Seguono <strong>Trieste<\/strong> (1.390, pari al 68,3%),<strong> Terni<\/strong> (880, pari al 67,5%), <strong>Udine<\/strong> (3.420, pari al 66,5%) e <strong>Cuneo<\/strong> (4.030, pari al 66%). Anche province come <strong>Lucca<\/strong> (64,2%), <strong>Lodi<\/strong> (63,6%), <strong>Gorizia<\/strong> (61,9%) e <strong>Trento<\/strong> (61,4%) riscontrano gravi difficolt\u00e0 nel trovare lavoratori con competenze digitali avanzate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; La transizione digitale delle imprese italiane rischia di rallentare a causa della crescente difficolt\u00e0 nel reperire personale qualificato. E&#8217; l&#8217;allarme lanciato da Confartigianato che, in base ad una rilevazione, ha calcolato che le aziende hanno necessit\u00e0 di 699mila lavoratori con competenze digitali avanzate 4.0, ma non riescono a trovarne pi\u00f9 della met\u00e0 (51,8%). 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