{"id":238117,"date":"2024-08-25T08:54:04","date_gmt":"2024-08-25T06:54:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=238117"},"modified":"2024-08-25T08:59:18","modified_gmt":"2024-08-25T06:59:18","slug":"le-acque-del-crati-si-autorigenerano-per-resistere-allinquinamento-video","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/le-acque-del-crati-si-autorigenerano-per-resistere-allinquinamento-video\/","title":{"rendered":"Le acque del Crati si autorigenerano per resistere all\u2019inquinamento &#8211; VIDEO"},"content":{"rendered":"<p>TARSIA (CS) \u2013 <strong>La maladepurazione minaccia il Crati.<\/strong> Lungo 82 chilometri, il fiume pi\u00f9 grande della Calabria difende i suoi delicati habitat con una particolare forza rigenerativa. <strong>Una sorta di autoguarigione attraverso un naturale processo di fitodepurazione.<\/strong> Gli scarichi incontrollati dei reflui fognari e dei liquami industriali, l\u2019agricoltura intensiva e in aree golenali, le attivit\u00e0 turistiche, le discariche abusive, lo sfruttamento eccessivo della risorsa acqua, la circolazione stradale rischiano per\u00f2 di alterare l\u2019ecosistema dell\u2019area che vanta la maggiore biodiversit\u00e0 d\u2019Europa, unica nel suo genere nell\u2019intero Mediterraneo. Eppure il corso d\u2019acqua nonostante sia compromesso per circa il 60%, incassa i colpi dell\u2019inquinamento e mantiene una funzionalit\u00e0 ottimo-buona nel 15% del suo tracciato. A<strong>d illustrarne il meccanismo \u201cautopulente\u201d \u00e8<\/strong> A<strong>gostino Brusco direttore delle <a href=\"https:\/\/www.riservetarsiacrati.it\/\" rel=\"noopener\"><u>Riserve naturali regionali del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati<\/u><\/a><\/strong>, 580 ettari in provincia di Cosenza tra Cassano Jonio, Corigliano Rossano, Tarsia e Santa Sofia d\u2019Epiro, di significativo valore ecologico a livello internazionale ed inseriti nelle Zone Speciali di Conservazione comunitarie.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/OyV6doUbvYs?si=8_mWm7mIzczfJ4Rg\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<h3><strong>L\u2019autorigenerazione del Crati<\/strong><\/h3>\n<p>\u201c<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/depuratori-in-calabria-ecco-quali-non-sono-conformi-e-i-fondi-per-adeguarli-elenco\"><u>La maladepurazione<\/u><\/a> e il cattivo uso del corso fluviale \u2013 spiega Brusco &#8211; potrebbero provocare fenomeni anomali e minare la tutela di questi ecosistemi. Osserviamo e monitoriamo periodicamente lo stato di salute delle acque. Abbiamo fatto una sorta di radiografia del Crati rivolgendo particolare attenzione alle due Riserve e al ruolo che giocano nel far defluire il Crati verso il mare. Le analisi biologiche, chimiche e le ricerche sull\u2019accumulo di metalli anche negli invertebrati hanno rivelato che ha una grande capacit\u00e0 di rigenerarsi. Subisce un\u2019enorme pressione perch\u00e9 <strong>attraversa Cosenza, Montalto e Rende prima di arrivare al Lago di Tarsia e poi alla Foce<\/strong>, per\u00f2 non si prosciuga, mantiene sempre il deflusso minimo vitale. In pi\u00f9 riceve <strong>lungo il suo cammino delle acque pure e limpide sia dalla Sila<\/strong> con il Mucone, sia dai torrenti della catena costiera, sia dal Pollino con il Coscile. E<strong> ci\u00f2 gli consente di auto-depurarsi<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-238125 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-2.jpg\" alt=\"Crati\" width=\"524\" height=\"341\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-2.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-2-300x195.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-2-768x500.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-2-645x420.jpg 645w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-2-150x98.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-2-696x453.jpg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/><\/p>\n<h3><strong>La fitodepurazione naturale<\/strong><\/h3>\n<p>\u201cLa foce del Crati \u00e8 una foresta ancestrale pianeggiante \u2013 ricorda Brusco &#8211; dove le piante fungono da depuratori naturali. Un\u2019azione che riesce a sopportare e smaltire i contaminanti che provengono da monte e che vengono sversati in acqua lungo il suo cammino verso il mare. Sono dati scientifici estrapolati dallo studio dei sedimenti, della flora, della fauna e di tutto lo stress subito dall\u2019ecosistema. Da queste analisi emerge che vi sono dei punti dove la qualit\u00e0 delle acque \u00e8 pessima, mentre quando approda alla foce <strong>si depura grazie all\u2019alta funzionalit\u00e0 fluviale e al perfetto dinamismo vegetazionale<\/strong>. Nell\u2019ultimo tratto, prima di sfociare nello Jonio, \u00e8 come se venisse filtrato da un impianto di fitodepurazione da questo relitto di bosco planiziale\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-238127 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-3.jpg\" alt=\"Crati 3\" width=\"540\" height=\"345\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-3.jpg 1167w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-3-300x192.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-3-1024x655.jpg 1024w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-3-768x491.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-3-657x420.jpg 657w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-3-150x96.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-3-696x445.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Crati-3-1068x683.jpg 1068w\" sizes=\"auto, (max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/p>\n<h3><strong>La qualit\u00e0 delle acque del Crati<\/strong><\/h3>\n<p>\u201cSul fronte dell\u2019inquinamento nell\u2019area delle Riserve naturali regionali del Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati \u2013 rivela il direttore &#8211; non abbiamo mai registrato dati allarmanti. Non sono balneabili almeno lungo i primi 400 metri di entrambe le sponde, ma per legge, come succede in tutti i fiumi italiani. La pressione della presenza di attivit\u00e0 produttive o di insediamenti urbani lungo il Crati \u00e8 per\u00f2 evidente. Abbiamo acque \u201ceccellenti\u201d in Sila dove nasce, a Timpone San Bruno. Quando poi attraversa Cosenza, Rende, Montalto, Torano e Bisignano rileviamo una qualit\u00e0 scarsa che <strong>migliora solo prima di sfociare in mare<\/strong> quando viene appunto filtrata dalla vegetazione presente alla foce che ne compensa gli squilibri ecologici. Nella Media Valle del Crati, lo studio condotto nel biennio 2008-2010, ha infatti riscontrato una situazione di maggiore compromissione con valori elevati di: nitriti, fosfati, azoto ammoniacale, rame, nichel, cadmio, piombo e mercurio con un evidente inquinamento fecale indicato dall\u2019elevata presenza di escherichia coli. In sintesi tutta l\u2019area della valle del Crati da Cosenza alla Piana di Sibari, ad eccezione dei tratti compresi a monte nei pressi della sorgente e quelli all\u2019interno delle Riserve, si registra una funzionalit\u00e0 mediocre-scarsa\u201d.<\/p>\n<h3><strong>Lo stress delle acque del Crati<\/strong><\/h3>\n<p>\u201cIl fiume Crati dalla <strong>confluenza con il Busento al Lago di Tarsia<\/strong> \u2013 ricorda Brusco \u2013 attraversa un\u2019area ricca di insediamenti urbani e industriali. Tra Cosenza e Mongrassano nel 2010 sono stati censiti 35 insediamenti (alcuni operativi e altri dismessi) di prelievo e lavorazione di inerti e lungo tutta l&#8217;asta fluviale erano presenti <strong>rifiuti abbandonati<\/strong>. L\u2019altro tratto sottoposto a forti pressioni \u00e8 a valle <strong>tra Terranova da Sibari, Corigliano e la Piana di Sibari<\/strong> dove viene praticata <strong>un\u2019agricoltura intensiva<\/strong> con un utilizzo insostenibile del suolo e dell\u2019acqua. Non dobbiamo per\u00f2 dimenticare che il Crati \u00e8 stato sempre sfruttato dall\u2019uomo senza una precisa programmazione tecnica o con dei vincoli di tutela definiti, eccetto per le Riserve naturali del lago di Tarsia e della Foce. Nonostante tutto attualmente funge da fitodepuratore naturale e custodisce un patrimonio di biodiversit\u00e0 unico nel Mediterraneo. In generale \u00e8 bene sapere che qualsiasi impianto se messo a regime e gestito a norma di legge, con le odierne tecnologie d\u2019avanguardia non inquina. Il problema della depurazione \u00e8 nell\u2019amministrazione quotidiana delle pompe e dei flussi in arrivo, nonch\u00e9 del mancato collettamento di attivit\u00e0 commerciali, produttive e civili abitazioni alle reti fognarie\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TARSIA (CS) \u2013 La maladepurazione minaccia il Crati. Lungo 82 chilometri, il fiume pi\u00f9 grande della Calabria difende i suoi delicati habitat con una particolare forza rigenerativa. Una sorta di autoguarigione attraverso un naturale processo di fitodepurazione. 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