{"id":239292,"date":"2024-09-21T16:00:11","date_gmt":"2024-09-21T14:00:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=239292"},"modified":"2024-09-20T15:18:08","modified_gmt":"2024-09-20T13:18:08","slug":"gli-scomparsi-di-mafia-tre-giorni-di-impegno-dialogo-e-riflessioni-promossi-da-libera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/gli-scomparsi-di-mafia-tre-giorni-di-impegno-dialogo-e-riflessioni-promossi-da-libera\/","title":{"rendered":"&#8220;Gli scomparsi di mafia&#8221;: tre giorni di impegno, dialogo e riflessioni promossi da Libera"},"content":{"rendered":"<p>VIBO VALENTIA &#8211; &#8216;Contromafiecorruzione&#8217; di Libera si svolger\u00e0 <strong>dalle ore 14 del venerd\u00ec 18 ottobre alle ore 13 di domenica 20,<\/strong>\u00a0presso la Scuola di Polizia di Vibo Valentia con magistrati, rappresentanti istituzionali, associazionismo, mondo della chiesa, per ribadire l\u2019importanza della rete sociale contro la \u2018ndrangheta. Sono pi\u00f9 di 50 gli &#8220;omicidi senza cadavere&#8221;: siamo in quella porzione della provincia di Vibo Valentia, nota alle cronache come il \u00ab<strong>triangolo della lupara bianca\u00bb<\/strong>, che comprende anche altri comuni come <strong>Francavilla Angitola e Curinga,<\/strong> incastonati tra viali impervi e distese boschive teatro di una criminalit\u00e0 brutale, di noti clan di \u2019ndrangheta e sanguinose faide.<\/p>\n<h4><strong>\u201cGli scomparsi di mafia\u201d<\/strong><\/h4>\n<p>E&#8217; il <strong>titolo dell&#8217;inchiesta<\/strong> nell&#8217;ultimo numero de <strong>lavialibera<\/strong>, periodico di Libera e Gruppo Abele, che <strong>accende i riflettori sulla provincia di Vibo Valentia<\/strong> che registra il pi\u00f9 alto numero di omicidi in cui non viene ritrovato il corpo degli uccisi, seppelliti vivi o gettati in pasto ai maiali. Una casistica tutta calabrese, divenuta nota dopo il caso di Maria Chindamo, <strong>imprenditrice della quale si sono perse le tracce il 6 maggio 2016<\/strong> davanti al cancello dei suoi terreni agricoli a Limbadi.<\/p>\n<p>Vicende segnate dalle <strong>lacrime di figli, sorelle, fratelli, madri<\/strong> che si rivolgono agli aguzzini dei propri cari per poter avere indietro le loro spoglie mortali. Come spiega a lavialibera Marisa Manzini, sostituto procuratore generale di Catanzaro, \u00abl\u2019assenza di un corpo impedisce di fare gli accertamenti e di capire quali siano state le dinamiche del delitto, l\u2019arma, le modalit\u00e0 della morte della persona. Cos\u00ec \u00e8 molto pi\u00f9 semplice per chi commette il reato rimanere impunito\u00bb. Dietro a questo modus operandi si cela \u00abuna crudelt\u00e0 non da poco\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I pentiti raccontano di persone interrate prima ancora di esalare l\u2019ultimo respiro<\/strong>, di <strong>corpi ridotti a brandelli e dati in pasto ai maiali<\/strong>. \u00abSi bruciano e dopo si rompono e si seminano\u00bb e i resti diventano \u00abletame per le piante di noce\u00bb, racconta il collaboratore Carlo Vaval\u00e0 ricostruendo la dinamica dietro alla scomparsa, il 23 gennaio 1990, del giovane meccanico di Porto Salvo Francesco Covato. \u00abAggiungere all\u2019uccisione anche l\u2019occultamento del cadavere rende la cosa ancor pi\u00f9 crudele e confonde chi la subisce \u2013 continua Manzini \u2013, nelle faide interne lascia il dubbio su chi possa essere stato l\u2019autore; esprime la volont\u00e0 di fare doppiamente male, anche ai familiari, che non possono piangere il defunto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sono tanti i casi raccontati ne lavialibera<\/strong>: <strong>Francesco Aloi<\/strong>, 22enne scomparso a Filadelfia il 16 settembre 1994; <strong>Francesco Vangeli<\/strong>, 26enne artigiano scomparso il 9 ottobre 2018 a San Giovanni di Mileto, <strong>Pino Russo Luzza<\/strong>, 21enne operaio edile scomparso ad Acquaro il 15 gennaio 1994. La pratica \u00e8 usata dai clan anche per aver ragione di conflitti interni, per eliminare testimoni scomodi \u2013 spesso anche involontari \u2013 delle attivit\u00e0 criminali, mettere in atto vendette, come sarebbe stato nel caso di Roberto Soriano, scomparso nel 1996 per volere del clan di San Gregorio d\u2019Ippona.<\/p>\n<p>Dietro molti casi di <strong>desaparecidos calabresi<\/strong>, venuti alla luce tra l\u2019Angitolano e le Preserre vibonesi, ci sono relazioni pericolose in un contesto intriso di cultura mafiosa e animato da un concetto perverso di onore, dove la donna \u00e8 spesso concepita come merce da investire in unioni forzate e matrimoni combinati. \u00abLeindagini sulla sparizione di diversi giovani uomini \u2013 spiega Manzini \u2013 hanno portato a supporre che siano stati uccisi e fatti sparire perch\u00e9 avevano intessuto relazioni pericolose con donne di \u2019ndrangheta\u00bb \u201cLe modalit\u00e0 crudeli e violenti nell&#8217;agire nei casi di \u201clupara bianca\u201d evidenziano \u2013 dichiara Giuseppe Borello, coordinatore di Libera Calabria -il carattere contraddittorio dell\u2019agire \u2018ndranghetista. Da un lato capace di invadere i mercati finanziari anche grazie all\u2019utilizzo delle pi\u00f9 moderne tecnologie, dall\u2019altro asservita a una sottocultura patriarcale e antiquata che si manifesta soprattutto nei casi di lupara bianca. Una modalit\u00e0 atroce per far fuori una persona che secondo quei codici e leggi si sarebbe macchiata di una colpa talmente grave da rendere necessario cancellarne ogni traccia. Oltre al corpo, se possibile, anche la memoria, fonte di fastidio e imbarazzo per i cosiddetti uomini d\u2019onore.\u201d<\/p>\n<p>L&#8217;inchiesta de lavialibera sar\u00e0 presentata durante Contromafiecorruzione di Libera che si svolger\u00e0 da venerd\u00ec 18 a domenica 20 ottobre presso la Scuola di Polizia di Vibo Valentia. <strong>Tre giorni di riflessione, incontri, lavori di gruppo per una nuova proposta di rinnovamento<\/strong> dei <strong>percorsi<\/strong>, dei <strong>linguaggi<\/strong> e degli <strong>strumenti legislativi<\/strong> nella lotta alle mafie e alla corruzione e per ribadire l\u2019importanza della rete sociale contro la \u2018ndrangheta e per porre al centro alcune questioni. Per iscriversi e partecipare <a href=\"https:\/\/www.libera.it\/schede-1883-mafie_corruzione_ndrangheta_calabria\" rel=\"noopener\">Clicca Qui<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VIBO VALENTIA &#8211; &#8216;Contromafiecorruzione&#8217; di Libera si svolger\u00e0 dalle ore 14 del venerd\u00ec 18 ottobre alle ore 13 di domenica 20,\u00a0presso la Scuola di Polizia di Vibo Valentia con magistrati, rappresentanti istituzionali, associazionismo, mondo della chiesa, per ribadire l\u2019importanza della rete sociale contro la \u2018ndrangheta. 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