{"id":240039,"date":"2024-09-20T19:00:32","date_gmt":"2024-09-20T17:00:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=240039"},"modified":"2024-09-20T17:56:45","modified_gmt":"2024-09-20T15:56:45","slug":"ndrangheta-arresti-in-calabria-il-controllo-delle-cosche-si-traduceva-in-racket-e-usura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/ndrangheta-arresti-in-calabria-il-controllo-delle-cosche-si-traduceva-in-racket-e-usura\/","title":{"rendered":"&#8216;Ndrangheta, arresti in Calabria: il controllo delle cosche si traduceva in racket e usura"},"content":{"rendered":"<div id=\"txt_cont\">CATANZARO &#8211; Sono partite da un episodio estorsivo ai danni di un imprenditore di Cutro le indagini dei carabinieri che stamani hanno portato all&#8217;esecuzione di<strong> 31 misure cautelari emesse dal gip su richiesta della Dda di Catanzaro &#8211; 15 in carcere, 7 ai domiciliari e 9 all&#8217;obbligo di dimora &#8211; nei confronti di presunti affiliati a cosche del crotonese<\/strong>.Le indagini, condotte dalla Sezione operativa del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Crotone, si sono ben presto allargate oltre l&#8217;episodio fotografando le dinamiche del locale di<strong> &#8216;Ndrangheta di Cutro dopo l&#8217;arresto del boss egemone Nicolino Grande Aracri,<\/strong> e il suo successivo tentativo di collaborazione, poi venuto meno per acclarata inattendibilit\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u00c8 emersa cos\u00ec la presenza della famiglia Martino, gi\u00e0 collegata a Grande Aracri, al cui vertice, secondo l&#8217;accusa, c&#8217;\u00e8 il capo detenuto Vito Martino, composta principalmente dalla moglie e dai due figli, attivi sul territorio di Cutro in contrapposizione ai Ciamp\u00e0- dragone, che ha cercato di affermarsi sempre pi\u00f9 come famiglia di &#8216;ndrangheta autonoma.<strong>L&#8217;inchiesta, condotta con intercettazioni telefoniche e ambientali oltre che su riscontri alle attivit\u00e0 di osservazione e pedinamento<\/strong>, si \u00e8 avvalsa anche del contributo dei collaboratori di giustizia Giuseppe Liperoti, Salvatore Muto, Angelo Salvatore Cortese, Antonio Valerio e Gaetano Aloe.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Sono stati cos\u00ec raccolti gravi indizi di colpevolezza in ordine a reati commessi con le modalit\u00e0 tipiche dell&#8217;associazione mafiosa, ed in particolare all&#8217;esistenza di una <strong>&#8220;bacinella&#8221;, finanziata anche tramite lo spaccio e lo smercio, in forma associativa, d&#8217;ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, sulla direttrice Cutro &#8211; Cosenza &#8211; Catanzaro &#8211; e, soprattutto, nel Capoluogo, per il sostegno economico di affiliati e famiglie dei detenuti<\/strong>.Dagli accertamenti svolti \u00e8 emersa la capacit\u00e0 di controllo del territorio grazie alle intimidazioni, tradotta nell&#8217;estorsione ai danni di titolari di attivit\u00e0 commerciali e usura.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Gli indagati, inoltre, avevano la disponibilit\u00e0 di armi, documentata da due sequestri effettuati nel 2021 e nel 2022.<strong>Gli investigatori hanno anche scoperto il danneggiamento delle auto di componenti di spicco della famiglia Martino, avvenuto con l&#8217;avallo del boss Domenico Mico Megna<\/strong>, ritenuto &#8220;significativo&#8221; per interpretare i rapporti tra le varie cosche della provincia e l&#8217;evoluzione dei rapporti di forza tra le stesse.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; Sono partite da un episodio estorsivo ai danni di un imprenditore di Cutro le indagini dei carabinieri che stamani hanno portato all&#8217;esecuzione di 31 misure cautelari emesse dal gip su richiesta della Dda di Catanzaro &#8211; 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