{"id":240291,"date":"2024-09-24T16:00:31","date_gmt":"2024-09-24T14:00:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=240291"},"modified":"2024-09-24T13:39:36","modified_gmt":"2024-09-24T11:39:36","slug":"riformare-piccoli-comuni-calabresi-aiello-fusioni-potrebbero-preservare-le-identita-locali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/riformare-piccoli-comuni-calabresi-aiello-fusioni-potrebbero-preservare-le-identita-locali\/","title":{"rendered":"Riformare i piccoli comuni calabresi, Aiello \u00abfusioni potrebbero preservare le identit\u00e0 locali\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>RENDE &#8211; &#8220;Nell&#8217;incontro di ieri a Catanzaro sull&#8217;ordinamento degli enti locali, il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha sottolineato <strong>l&#8217;urgenza di riformare l&#8217;assetto istituzionale e amministrativo dei comuni calabresi<\/strong>, evidenziando come la frammentazione degli enti locali limiti l&#8217;efficacia nell&#8217;offerta dei servizi pubblici. La presenza del Ministro dell&#8217;Interno, Matteo Piantedosi, ha sottolineato ulteriormente l&#8217;importanza di <strong>affrontare queste problematiche, aprendo a discussioni su come promuovere il miglioramento della capacit\u00e0 amministrativa degli enti locali<\/strong>. Gli interventi di Occhiuto e del Ministro Piantedosi si inseriscono nell&#8217;ampio dibattito sull&#8217;efficacia e l&#8217;efficienza dei servizi pubblici offerti dai comuni&#8221;. Si apre cos\u00ec la corposa riflessione del prof. Francesco Aiello che sottolinea come &#8220;questi temi hanno ottenuto crescente attenzione tra i ricercatori e le istituzioni&#8221;.<\/p>\n<h4><strong>Il &#8216;caso&#8217; Calabria<\/strong><\/h4>\n<p>Limitatamente al caso della Calabria, si \u00e8 rilevato che ben <strong>258 comuni<\/strong>, pi\u00f9 del 60% del totale, sono <strong>classificabili<\/strong> come &#8220;<strong>sotto livello<\/strong>&#8220;, poich\u00e9 registrano un&#8217;offerta di servizi e una spesa effettiva inferiori alle soglie standard. Questi comuni hanno una dimensione media di <strong>circa 39 km\u00b2 e assorbono il 67% del territorio regionale<\/strong>. Inoltre, <strong>la popolazione media di questi comuni \u00e8 inferiore a 5.000 residenti,<\/strong> il che significa che il 64% della popolazione calabrese vive in aree in cui gli enti locali spendono poco e offrono servizi al di sotto degli standard. Pochissimi comuni calabresi mostrano un potenziale comportamento virtuoso, offrendo pi\u00f9 servizi e spendendo meno dello standard. L&#8217;inefficienza sistemica nell&#8217;offerta di servizi riguarda tutti i territori della Calabria, sebbene sia relativamente pi\u00f9 marcata nelle province di Reggio Calabria e Crotone&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;All&#8217;interno di questo quadro generale, particolare attenzione meritano i <strong>comuni piccoli<\/strong> e di <strong>montagna<\/strong>, poich\u00e9 affrontano difficolt\u00e0 aggiuntive nella gestione delle risorse e nell&#8217;erogazione di servizi. La causa \u00e8 <strong>l&#8217;impossibilit\u00e0 di sfruttare le economie di scala<\/strong>, che, insieme alle risorse umane e finanziarie insufficienti, incidono sul progressivo indebolimento del ruolo degli enti comunali&#8221;.<\/p>\n<h4><strong>Fusione dei comuni di piccole dimensioni<\/strong><\/h4>\n<p>&#8220;\u00c8 per tali ragioni che,<strong> per ottimizzare l&#8217;uso delle risorse e migliorare l&#8217;efficienza dei servizi,<\/strong> \u00e8 essenziale <strong>promuovere fusioni<\/strong> tra comuni di <strong>ridotte dimensioni<\/strong>. Peraltro, l&#8217;analisi delle distanze tra i comuni calabresi indica che<strong> 131 coppie di comuni<\/strong> (232 unit\u00e0 amministrative) <strong>sono distanti meno di 5 chilometri<\/strong>. Questa prossimit\u00e0 geografica offre un&#8217;opportunit\u00e0 unica per rivedere l&#8217;assetto amministrativo, facilitando la gestione dei servizi senza la necessit\u00e0 di investire in nuove infrastrutture di collegamento tra i centri urbani. In questo contesto, le fusioni potrebbero preservare le <strong>identit\u00e0 locali e le specificit\u00e0 culturali<\/strong>, contribuendo a costruire una <strong>governance pi\u00f9 robusta<\/strong>. Un esempio emblematico \u00e8 quello di Casali del Manco, un nuovo comune nato dalla fusione di cinque piccoli comuni vicini, che dimostra come, nel medio periodo, queste iniziative possano generare risultati positivi&#8221;.<\/p>\n<h5><strong>&#8220;Ristrutturazione necessaria. La resistenza alle fusioni legata a dinamiche politiche&#8221;<\/strong><\/h5>\n<p>&#8220;Sulla base di queste considerazioni &#8211; sottolinea ancora il presidente di Open Calabria &#8211; appare chiaro che <strong>non ci sono ragioni economiche che ostacolino le fusioni tra piccoli comuni<\/strong>. Infatti, la teoria economica e l&#8217;analisi dei dati suggeriscono che aggregare i comuni di dimensioni ridotte, creando nuovi enti con una popolazione di circa 12.000 abitanti, sarebbe molto vantaggioso. Questa <strong>ristrutturazione \u00e8 necessaria<\/strong>, poich\u00e9 il territorio della Calabria non pu\u00f2 pi\u00f9 essere gestito da comuni con capacit\u00e0 amministrativa limitata. Tuttavia, gli ostacoli alle fusioni provengono spesso dalle popolazioni locali, che temono di perdere la propria identit\u00e0, sebbene questo timore sia infondato, poich\u00e9 si tratta solo di cambiare il modello organizzativo delle comunit\u00e0. \u00c8, altres\u00ec, importante notare che le resistenze alle fusioni derivano anche da dinamiche politiche locali. L&#8217;esperienza dimostra che gli <strong>attori politici tendono di fatto a opporsi alle fusioni<\/strong>, temendo una perdita di potere dovuta alla riduzione delle cariche per <strong>sindaci e assessori&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;In questo contesto, <strong>l&#8217;istituzione di un osservatorio permanente presso la Regione Calabria<\/strong> <strong>potrebbe offrire assistenza tecnica ai piccoli comuni<\/strong>, favorendo cos\u00ec la consapevolezza degli effetti potenziali delle fusioni. \u00c8, inoltre, fondamentale che la riforma degli enti locali sia facilitata dalla Regione Calabria con una chiara regolamentazione legislativa e con fondi regionali aggiuntivi rispetto a quelli nazionali, come gi\u00e0 avviene in altre regioni italiane. L&#8217;invito al Presidente Occhiuto \u00e8 di fare proprie queste proposte, rendendo disponibili nel bilancio regionale risorse dedicate alle fusioni e promuovendo attivamente l&#8217;osservatorio permanente. <strong>Questi interventi sarebbero cruciali per garantire un&#8217;amministrazione efficace e reattiva alle esigenze delle comunit\u00e0 locali&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;Riconsiderare gli assetti istituzionali \u00e8, quindi, cruciale. Il <strong>numero elevato di sindaci<\/strong> e comuni &#8211; conclude il prof. Aiello &#8211; porta a una <strong>gestione inefficace delle risorse<\/strong>, evidenziando l&#8217;urgenza di ristrutturare il sistema di gestione e amministrazione del territorio. In linea con le dichiarazioni di Occhiuto, \u00e8 necessario affrontare la frammentazione amministrativa e migliorare la governance locale come passi necessari per adottare nuovi modelli organizzativi delle comunit\u00e0 e dei territori estremi della Calabria. Solo un impegno concertato e una visione a lungo termine possono contribuire a superare le attuali difficolt\u00e0 dello spopolamento che impera in Calabria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RENDE &#8211; &#8220;Nell&#8217;incontro di ieri a Catanzaro sull&#8217;ordinamento degli enti locali, il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha sottolineato l&#8217;urgenza di riformare l&#8217;assetto istituzionale e amministrativo dei comuni calabresi, evidenziando come la frammentazione degli enti locali limiti l&#8217;efficacia nell&#8217;offerta dei servizi pubblici. 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