{"id":24116,"date":"2013-07-08T07:44:39","date_gmt":"2013-07-08T05:44:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=24116"},"modified":"2023-01-17T13:21:40","modified_gmt":"2023-01-17T12:21:40","slug":"9661-petizione-a-sostegno-dei-disoccupati-over-35","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9661-petizione-a-sostegno-dei-disoccupati-over-35\/","title":{"rendered":"Petizione a sostegno dei disoccupati over 35"},"content":{"rendered":"<p>BOLOGNA &#8211; In questi giorni si fa un gran parlare di disoccupazione giovanile. E&#8217; giusto, i giovani hanno bisogno di vivere lontano dal nucleo familiare originario e per questo E&#8217; necessario un lavoro.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma qualcosa stona con tutto questo entusiasmo verso la disoccupazione giovanile. Innanzi tutto stona il fatto che si pretenda che un giovane possa davvero essere autonomo con stipendi da fame che tutti noi conosciamo (800\/900 al mese); stona il fatto che i giovani a cui si faccia riferimento siano compresi tra i 15 ed i 24 anni, ossia quella fascia di et\u00e0 che l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Istat<\/strong> <\/a>dichiara siano 650 mila su un totale di 2 miloni e 950 mila (dati aggiornati al 31\/3\/13); stona infine il fatto che si continuino ad ignorare i restanti 2 milioni e 350 mila disoccupati o gli oltre 3 milioni di inattivi (che non sono disoccupati, ma inattivi, rinunciatari a cercare un lavoro).<br \/>Perch\u00e8? Perch\u00e8 un Governo che intende risollevare le sorti di un Paese ignora cos\u00cf palesemente le sorti di un numero discreto di individui la cui et\u00e0 oscilla tra i 35 ed i 60 anni, rimasti a casa dopo la chiusura di migliaia di aziende, con famiglia da sostenere, molti di questi con figli ancora a carico, la cui casa rischia di essere (o \u00e8 gi\u00e0 stata) pignorata perch\u00e8 impossibilitati a pagare il mutuo e il cui rientro nel mondo del lavoro \u00cb un&#8217;impresa pressoch\u00e9 impossibile?<br \/>Perch\u00e8 questo Governo segue fedelmente le direttive della Comunit\u00e0 Europea, addirittura affidandosi ai loro studi, ignorando il proprio tessuto sociale, la cui percentuale di povert\u00e0 si \u00cb notevolmente accresciuta e non certo perch\u00e8 manca uno stipendio di 800 euro, ma perch\u00e8 sono venute a mancare le entrate che rappresentavano il sostegno non solo alla famiglia. Perch\u00e8 dimenticare che se viene a mancare il sostegno economico alle famiglie, vengono meno i consumi, viene meno l&#8217;innalzamento del livello scolastico, viene meno tutto l&#8217;indotto economico che una famiglia rappresenta.<br \/>E allora da dove nasce tutta questa attenzione per la<strong> disoccupazione giovanile<\/strong>? Un giovane non si aspetta solo lavoro, ma crescita, meritocrazia, considerazione. Ed oggi noi sappiamo che lavorare in Italia non restituisce nulla di tutto questo. E certo non \u00cb garantendo uno stipendio ottenuto grazie a dei sussidi temporanei alle aziende che si garantisce l&#8217;evoluzione professionale di un giovane.<br \/>Il mondo del lavoro ha escluso puntualmente i lavoratori al di sopra dei 35 anni. Questa \u00cb una realt\u00e0. E&#8217; sufficiente sfogliare gli annunci di lavoro per rendersi conto della indicazione &#8220;max 35 anni&#8221;. A nulla valgono i consigli &#8220;preziosi&#8221; delle societ\u00e0 di consulenza pieni di buon senso: &#8220;aggiornatevi&#8221;, &#8220;presentatevi bene&#8221;, &#8220;abbiate coraggio&#8221;. Ma che ne sanno loro? Non hanno idea di cosa voglia dire presentarsi all&#8217;ennesima agenzia di selezione e sentirsi dire a 40 anni come a 50, dopo 30 anni di esperienza: &#8220;lei \u00cb troppo vecchio per lavorare&#8221;.<br \/>E&#8217; una realt\u00e0 ignorata dai pi\u00f9, tranne che dai diretti interessati. Migliaia di professionalit\u00e0 finite per strada, esperienze preziose che all&#8217;esterno vengono valorizzate ed utilizzate, mentre in Italia sono gettate al vento. Sinergie generazionali che non vengono minimamente prese in considerazione, perch\u00e8 un giovane costa poco e al diavolo se ne risente la qualit\u00e0 e la produttivit\u00e0\u2026 basta che costi poco.<br \/>E che evoluzione possiamo garantire cos\u00cf? Se un giovane \u00cb costretto a ripartire da zero, senza le indicazioni dell&#8217;esperienza; come potremmo competere con il resto del mondo dove l&#8217;esperienza non \u00cb gettata nella spazzatura ma &#8220;utilizzata&#8221; per migliorare? Eppure siamo un popolo di vecchi. Una contraddizione: un popolo di &#8220;vecchi&#8221; disoccupati guidati da ultra settantenni che non vogliono lasciare spazio alle nuove generazioni.<br \/>Un Paese che non riesce a vedere oltre il proprio naso, che ha perso l&#8217;orgoglio delle proprie capacit\u00e0 con una politica che viaggia a km di distanza dalla realt\u00e0 dei propri cittadini.<br \/><strong><a href=\"http:\/\/www.change.org\/it\/petizioni\/a-sostegno-dei-disoccupati-over-35\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La petizione<\/a><\/strong> vuole avere l&#8217;obiettivo di porre in evidenza il problema, perch\u00e8 da troppo tempo inspiegabilmente invisibile, nella speranza che, laddove non arrivi la politica, arrivino a comprendere i cittadini, tutti. <br \/>Perch\u00e8 essere impiegati oggi, non vuol dire essere esenti dal problema disoccupazione. Perch\u00e8 avere 20 anni oggi, non significa che non si abbia un padre o una madre disoccupati, incapaci di sostenere la vita ed i sogni dei propri figli, come invece \u00cb accaduto alla generazione precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(Daniela Di Santo)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BOLOGNA &#8211; In questi giorni si fa un gran parlare di disoccupazione giovanile. 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