{"id":24238,"date":"2013-07-11T06:30:07","date_gmt":"2013-07-11T04:30:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=24238"},"modified":"2023-01-17T13:21:46","modified_gmt":"2023-01-17T12:21:46","slug":"9723-chiesti-21-anni-di-carcere-per-i-familiari-di-maria-concetta-cacciola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9723-chiesti-21-anni-di-carcere-per-i-familiari-di-maria-concetta-cacciola\/","title":{"rendered":"Chiesti 21 anni di carcere per i familiari di Maria Concetta Cacciola"},"content":{"rendered":"<p>PALMI (RC) &#8211; Da donna del clan a simbolo dell&#8217;antimafia nazionale. Maria Concetta Cacciola era nata a Rosarno, feudo di due delle cosche di &#8216;ndrangheta piu&#8217; potenti dell&#8217;intera regione: i Pesce e i Bellocco.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>E proprio ai Bellocco, secondo quanto raccontato anche dalla stessa ex testimone di giustizia, fa capo la famiglia Cacciola. Il padre di Maria Concetta, Michele Cacciola, e&#8217; parente di Gregorio Cacciola, uno dei pezzi da novanta dell&#8217;omonimo clan. Maria Concetta nasce e cresce in un ambiente intriso di cultura mafiosa: sposa a 13 anni, madre a 14. Una vita da &#8220;vedova bianca&#8221;, suo marito Salvatore Figliuzzi e&#8217; in carcere da diversi anni perche&#8217; condannato per associazione mafiosa.<\/p>\n<p>Nell&#8217;estate di due anni fa, con un pretesto, si presenta alla caserma dei carabinieri di Rosarno. Vuole collaborare con la giustizia, vuole che i suoi figli crescano in modo diverso da lei. Viene trasferita in una localita&#8217; protetta, ma non riesce a non chiamare i suoi tre figli. Cosi\u2019, i familiari la rintracciano e lei ritorna a Rosarno. Aveva ripreso i contatti con le forze dell&#8217;ordine per ricominciare la collaborazione con la Dda di Reggio Calabria e andarsene via un\u2019altra volta. Cio\u2019, purtroppo, non si e\u2019 realizzato in quanto il 20 agosto 2011 nella casa paterna viene trovato il suo corpo senza vita. Maria Concetta e&#8217; morta bevendo dell&#8217;acido muriatico. Dopo qualche mese la Dda di Reggio Calabria e la procura di Palmi chiudono le indagini su quello strano suicidio: vengono arrestati suo padre Michele, suo fratello Giuseppe e sua madre Rosalba Lazzaro con l\u2019accusa di induzione al suicidio e violenza.<\/p>\n<p>Sono durissime le richieste di pene della procura di Palmi contro i familiari della vittima. Davanti alla Corte d&#8217;Assise di Palmi si e&#8217; celebrato il processo che vedeva alla sbarra lo stretto nucleo familiare della 30enne, la donna che aveva deciso di collaborare con l&#8217;antimafia di Reggio Calabria nonostante non fosse mai stata indagata. Le richieste sono state formulate dal procuratore capo Giuseppe Creazzo, dopo gli interventi dei sostituti Giulia Masci e Francesco Ponzetta. Sono stati chiesti per tutti e tre ventuno anni di carcere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALMI (RC) &#8211; Da donna del clan a simbolo dell&#8217;antimafia nazionale. 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