{"id":242767,"date":"2024-10-24T12:07:10","date_gmt":"2024-10-24T10:07:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=242767"},"modified":"2024-10-24T12:07:10","modified_gmt":"2024-10-24T10:07:10","slug":"bastava-che-controllassero-il-mio-nome-cosi-banca-progetto-dava-aiuti-statali-alla-ndrangheta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/bastava-che-controllassero-il-mio-nome-cosi-banca-progetto-dava-aiuti-statali-alla-ndrangheta\/","title":{"rendered":"&#8220;Bastava che controllassero il mio nome&#8221;: cos\u00ec Banca Progetto dava aiuti statali alla &#8216;ndrangheta"},"content":{"rendered":"<p>MILANO &#8211; &#8220;Secondo me, se Banca Progetto prendeva il mio nome e cognome, faceva una &#8230; diceva &#8216;lasciamo stare tutto'&#8221;. E&#8217; una dichiarazione, emblematica secondo i giudici di Milano, resa in un&#8217;udienza lo scorso 14 marzo da <strong>Maurizio Ponzoni<\/strong>,<strong> ritenuto vicino ad una cosca della &#8216;ndrangheta e che avrebbe ottenuto,<\/strong> attraverso societ\u00e0 a lui riconducibili, <strong>10 milioni di euro di finanziamenti con garanzia statale da Banca Progetto spa<\/strong>, oggi finita in <strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/italia\/finanziamenti-a-societa-legate-alla-ndrangheta-commissariata-banca-progetto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">amministrazione giudiziaria<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>La Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese spiega che per quei finanziamenti &#8220;il meccanismo di concessione&#8221; era sempre lo stesso. Era lo stesso Ponzoni a relazionarsi &#8220;direttamente&#8221; coi funzionari della banca. Lui, tra l&#8217;altro, formalmente &#8220;nulla&#8221; aveva a che fare con le societ\u00e0 finanziate e, dunque, <strong>i funzionari avevano &#8220;ben chiaro che il vero referente-destinatario&#8221; dei prestiti era lui<\/strong>. E non hanno comunque &#8220;attivato alcun controllo sulla sua persona&#8221;. Sarebbe bastata, come ha detto lo stesso Ponzoni, una &#8220;semplice consultazione&#8221; da &#8220;fonti aperte&#8221;, anche perch\u00e9 i media &#8220;diffusamente&#8221; avevano parlato del suo arresto nel marzo 2023. Malgrado ci\u00f2, si legge ancora negli atti, Banca Progetto ha concesso prestiti a &#8220;Cfl Costruzioni srl&#8221; per 2,5 milioni di euro il 31 maggio 2023, a &#8220;Crocicchio srl&#8221; per quasi 2 milioni il 6 giugno, a Givi srl per mezzo milione il 13 ottobre dello stesso anno. Tutte societ\u00e0 legate, stando alle indagini, all&#8217;arrestato.<\/p>\n<h3><strong>Il &#8220;modus operandi&#8221; di Banca Progetto spa &#8220;opaco e discutibile&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p>Il &#8220;modus operandi&#8221; di Banca Progetto spa &#8220;opaco e discutibile&#8221; ha di fatto &#8220;trasferito il rischio di insolvenza, in concreto verificatosi, sullo Stato&#8221;, finanziando con fondi a garanzia statale societ\u00e0 legate alla &#8216;ndrangheta, e ha determinato &#8220;il paradosso che il denaro confluito nelle casse della consorteria criminale risulta di provenienza statale&#8221;. Lo scrivono i giudici della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano nel provvedimento di amministrazione giudiziaria dell&#8217;istituto di credito d&#8217;affari milanese, parlando di<strong> &#8220;denaro&#8221;<\/strong>, oltre 10 milioni di euro, <strong>&#8220;cannibalizzato&#8221; dai clan con &#8220;ingenti guadagni&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p>Come si legge nel provvedimento dei giudici Pendino-Cucciniello-Profeta, eseguito oggi dalla Gdf di Milano e su richiesta del pm Paolo Storari, la Banca Progetto avrebbe tenuto una &#8220;condotta agevolatoria&#8221; del<strong> &#8220;sodalizio&#8221; con a capo Maurizio Ponzoni, legato a un clan della &#8216;ndrangheta del Varesotto e arrestato nel marzo 2023,<\/strong> assieme al &#8220;sodale&#8221; Enrico Barone. Il clan, che operava a Busto Arsizio, avrebbe commesso una serie di reati tributari, fallimentari e di trasferimento fraudolento di valori, anche con l&#8217;aggravante mafiosa. E Ponzoni avrebbe ricevuto, attraverso societ\u00e0 &#8220;a lui riconducibili&#8221;, finanziamenti da Banca Progetto, tra il 2019 e il 2023, per circa 10 milioni di euro.<br \/>\nFinanziamenti, con fondi a garanzia statale, concessi con una &#8220;gestione superficiale e sprovveduta da parte dell&#8217;istituto di credito che avrebbe totalmente abdicato le basilari procedure relative all&#8217;istruttoria&#8221; su quei prestiti, &#8220;svalutando i rischi di credito&#8221; e senza &#8220;adeguata verifica della clientela&#8221;. E &#8220;perseverando&#8221;, inoltre, &#8220;nonostante gli accessi ispettivi e i rilievi mossi da Banca d&#8217;Italia&#8221; tra il 2021 e il 2022.<strong> La banca<\/strong>, in sostanza, scrivono i giudici che condividono le analisi del pm,<strong> ha seguito la logica della &#8220;massimizzazione del business&#8221;<\/strong>, indifferente ai &#8220;rilievi&#8221; mossi da Bankitalia e Uif, come &#8220;dimostra l&#8217;erogazione dei finanziamenti anche in epoca successiva all&#8217;attivit\u00e0 ispettiva&#8221; e tra questi il &#8220;pi\u00f9 consistente&#8221; per 3,5 milioni di euro il 10 febbraio 2023.<\/p>\n<h3><strong>La cosca della &#8216;ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo<\/strong><\/h3>\n<p>Come risulta dagli atti, <strong>Enrico Barone &#8220;sodale&#8221; di Ponzoni<\/strong> \u00e8 stato condannato lo scorso giugno dal Tribunale di Busto Arsizio (Varese) a 11 anni di reclusione per bancarotta con l&#8217;aggravante mafiosa, mentre Ponzoni ha patteggiato nel dicembre 2023. E sono entrambi indagati in un procedimento per <strong>&#8220;trasferimento fraudolento di valori&#8221; con aggravante mafiosa<\/strong>. Sempre Ponzoni, lo scorso aprile, \u00e8 stato sottoposto a misura di prevenzione per &#8220;pericolosit\u00e0 sociale&#8221; e gli sono stati sequestrati immobili, intestati a prestanome e alla sua compagna, per milioni di euro. Ponzoni, sempre stando agli atti, avrebbe agito per &#8220;agevolare&#8221;<strong> la cosca della &#8216;ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo<\/strong>, tra Milano e Varese. Sarebbe stato in &#8220;rapporti d&#8217;affari&#8221;, in particolare, con Vincenzo Rispoli, noto capo clan della &#8220;locale&#8221; del Varesotto e coinvolto nei pi\u00f9 importanti processi contro la &#8216;ndrangheta in Lombardia, e con Massimo Murano, anche lui condannato per associazione mafiosa. Sarebbero almeno nove, come risulta dal provvedimento del Tribunale, le societ\u00e0 riconducibili a Ponzoni e Barone che avrebbero avuto i prestiti dalla banca milanese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO &#8211; &#8220;Secondo me, se Banca Progetto prendeva il mio nome e cognome, faceva una &#8230; diceva &#8216;lasciamo stare tutto&#8217;&#8221;. 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