{"id":24318,"date":"2013-07-15T06:57:02","date_gmt":"2013-07-15T04:57:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=24318"},"modified":"2023-01-17T13:21:51","modified_gmt":"2023-01-17T12:21:51","slug":"9765-partono-i-bastimenti-mostra-sugli-italiani-emigrati-nelle-americhe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9765-partono-i-bastimenti-mostra-sugli-italiani-emigrati-nelle-americhe\/","title":{"rendered":"&#8220;Partono i bastimenti&#8221;: mostra sugli emigrati nelle Americhe"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">COSENZA &#8211; Un capitolo della nostra storia molto discusso ma che in realta\u2019 e\u2019 ancora poco conosciuto, quello del \u201cgrande esodo\u201d degli italiani verso le Americhe, verra\u2019 illustrato e messo a fuoco dalla grande mostra \u201cPartono i bastimenti\u201d, in programma dal 17 luglio al 15 settembre a Cosenza, presso il Museo Nazionale \u2013 Palazzo Arnone.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna, che ha gia\u2019 riscosso un notevole successo nelle sue sedi precedenti (in ultimo a Napoli), si deve alla collaborazione tra la Fondazione Roma-Mediterraneo e la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Calabria.&nbsp;Significativo il patrocinio dato all\u2019iniziativa, oltre che da Regione Calabria, Provincia e Comune di Cosenza, della National Italian American Foundation, organizzazione leader dei 26 milioni di americani di origine italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra racconta <strong>la storia dell\u2019emigrazione nelle Americhe<\/strong>, dalla tipicita\u2019 delle Little Italy alla capacita\u2019 tutta italiana di diventare protagonisti anche in contesti nuovi lasciando un segno profondo nella cultura dei Paesi ospitanti. Seguendo un percorso di foto ed altre immagini su pannelli che va dalle partenze di folle di disperati sulle \u201ccarrette del mare\u201d di fine \u2018800 ed arriva ai successi raggiunti in tutti i campi, soprattutto negli Stati Uniti, dai discendenti dei nostri emigrati, si svela una storia affascinante e per certi versi sconosciuta. Una storia che si snoda attraverso i periodi pi\u00f9 difficili del \u2018900, come le due guerre mondiali, il fascismo e la grande crisi economica degli anni \u201920, che vide milioni di emigrati italiani in lotta a fianco degli altri lavoratori americani.&nbsp;A corredare questo percorso una ricca raccolta di documenti e oggetti originali: modelli in scala di navi storiche dell\u2019emigrazione, passaporti di diverse epoche,&nbsp; biglietti&nbsp; e documenti di navigazione, riproduzioni di puzzle di Ellis Island, opuscoli di norme per gli emigranti, libri, giornali ed oggetti delle Little Italy, insegne ed etichette di prodotti italiani degli anni \u201820 (pasta e pomodori). E poi lettere e foto rare, quadri ad acquarello e ad olio di famosi transatlantici, poster delle compagnie di navigazione, orari di arrivi e partenze, valigie e bauli contenenti cose tipiche&nbsp; degli emigranti, dai corredi agli strumenti musicali, dai libretti da messa al quadro del santo protettore del paese di origine. Piccoli e grandi cimeli che gli italiani portarono con loro nelle nuove Patrie, insieme alla loro innata passione per la musica e il canto. Cosi\u2019 la rassegna presenta una ricca collezione di \u201ccopielle\u201d, cio\u00e8 piccoli spartiti originali di canzoni, quasi tutte in dialetto napoletano, in voga nella Little Italy dei primi decenni del secolo scorso.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mostra anche diversi bellissimi spartiti originali di tango: non tutti sanno, infatti, che la maggior parte delle canzoni&nbsp; e delle musiche del tango sono di autori italiani, emigrati o discendenti di emigrati che nelle loro composizioni cantarono la vita di tutti i giorni nel nuovo mondo, passioni, illusioni e delusioni, ma anche la nostalgia per la Patria perduta.&nbsp;Per la prima volta in una rassegna del genere viene dedicato anche un focus a una categoria particolare di \u201cemigranti\u201d: le migliaia di soldati dello sconfitto esercito borbonico che nel 1861, da Napoli, furono imbarcati&nbsp; per New Orleans con la prospettiva di essere arruolati nell\u2019esercito degli stati&nbsp; secessionisti del Sud, nella guerra civile americana. Uomini che furono catapultati da una guerra all\u2019altra in terre che forse non avevano mai neanche sentito nominare per scrivere un pagina davvero poco conosciuta della storia italiana. I superstiti di quel conflitto immane si ritrovarono all\u2019improvviso senza una patria, ma in molti scelsero di restare in America e possono considerarsi tra i primi italo americani. Solo in nove alla fine della guerra decisero, infatti di tornare in Italia. Altre due vetrine sono dedicate alle guerre degli Stati Uniti combattute anche da emigranti italiani, per l\u2019indipendenza dall\u2019Inghilterra alla guerra civile, fino al secondo conflitto mondiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Un capitolo della nostra storia molto discusso ma che in realta\u2019 e\u2019 ancora poco conosciuto, quello del \u201cgrande esodo\u201d degli italiani verso le Americhe, verra\u2019 illustrato e messo a fuoco dalla grande mostra \u201cPartono i bastimenti\u201d, in programma dal 17 luglio al 15 settembre a Cosenza, presso il Museo Nazionale \u2013 Palazzo Arnone.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":24319,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42],"tags":[],"class_list":["post-24318","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24318","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24318"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24318\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24319"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24318"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24318"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24318"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}