{"id":24334,"date":"2013-07-15T12:00:55","date_gmt":"2013-07-15T10:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=24334"},"modified":"2023-01-17T13:21:52","modified_gmt":"2023-01-17T12:21:52","slug":"9773-fusti-radioattivi-in-toscana-il-governo-decide-di-non-recuperarli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9773-fusti-radioattivi-in-toscana-il-governo-decide-di-non-recuperarli\/","title":{"rendered":"Fusti radioattivi in Toscana, il Governo decide di non recuperarli"},"content":{"rendered":"<h1>LIVORNO &#8211; &#8220;Sono introvabili, resteranno l\u00ec&#8221;.<\/h1>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un punto dell\u2019Arcipelago Toscano, a circa 600 metri di profondit\u00e0, ci sono ancora 71 dei 198 fusti tossici persi dalla portacontainer Venezia della Grimaldi Lines il 17 dicembre del 2011. E l\u00ec resteranno per sempre, forse. Le ricerche sono infatti molto complicate, in un punto in cui il fondale si inabissa anche per 900 o metri di profondit\u00e0. &#8220;E&#8217; come cercare un ago in un pagliaio&#8221;, dicono dalla Capitaneria di porto di Livorno<strong>. Non vi \u00e8 al momento in Italia una strumentazione che possa fare il &#8220;miracolo&#8221;. Per ritrovare i bidoni \u00e8 stata utilizzato anche un robot Rov (realizzato in Italia) in grado di individuare la presenza di sacchetti o fusti tossici in un abisso profondo 430 metri ed \u00e8 la prima volta al mondo che si tenta un recupero di carico a una profondit\u00e0 cos\u00ec elevata.<\/strong> <strong>Ad oggi l\u2019unica possibilit\u00e0 concreta di ripescarli \u00e8 affidata alla sorte: si pu\u00f2 sperare che quel che resta del carico perso dal cargo Venezia resti impigliato nelle reti di qualche peschereccio.<\/strong> La buona notizia, chiamiamola cos\u00ec, \u00e8 che le analisi sulla qualit\u00e0 dell\u2019acqua e sul pescato (che fino ad oggi non hanno dato risultati allarmanti) proseguiranno a carico dell\u2019armatore fino al 2015. L&#8217;incidente era stato a lungo avvolto nel pi\u00f9 profondo silenzio. L\u2019Eurocargo Venezia della compagnia Grimaldi Lines salp\u00f2 da Catania, destinazione Genova, con un carico di 226 bidoni provenienti dal polo petrolchimico di Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa. Il carico conteneva metalli pesanti (nichel-molibdeno) che a Genova avrebbero dovuto essere \u201cripuliti\u201d per essere poi utilizzati nuovamente. Il carico di bidoni venne posizionato in due semirimorchiatori in coperta e non nella stiva del cargo. A causa della tempesta le catene con cui era fissato il carico si spezzano e 198 dei 226 bidoni finiscono in mare. I cittadini livornesi verranno a conoscenza di questo grave incidente avvenuto a meno di 20 miglia dalla costa solo 11 giorni dopo il fatto e quasi per caso: \u00e8 la redazione di Cecina del Tirreno che \u201cintercetta\u201d alcune circolari dei Comuni della zona. Questo nonostante i fax inviati il giorno dell\u2019accaduto (il 17 dicembre) dalla Capitaneria al Comune di Livorno e alle istituzioni regionali e nazionali. Sono stati recuperati da allora 124 fusti su 198. La procura di Livorno ha aperto un&#8217;inchiesta per danno ambientale (intorno alla quale vige il massimo riserbo). Sono 4mila le firme raccolte dal comitato \u201cTogliete quei bidoni\u201d. \u201cNon \u00e8 giusto che il mare sia un ricettacolo di immondizia. L\u2019Arcipelago Toscano \u00e8 un parco marino, ci sono balene e delfini. Sarebbe opportuno che i cargo girassero un po\u2019 pi\u00f9 al largo\u201d auspica Fabio Canaccini che insieme ad altre persone ha raccolto le firme e creato il comitato. \u201cSiamo una rappresentanza della cittadinanza attiva \u2013 spiega Solimano \u2013 abbiamo raggiunto un obiettivo importante: i controlli sulla salute delle acque marine continueranno per altri tre anni&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LIVORNO &#8211; &#8220;Sono introvabili, resteranno l\u00ec&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":24335,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,16],"tags":[],"class_list":["post-24334","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24334","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24334"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24334\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24335"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24334"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24334"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24334"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}