{"id":24396,"date":"2013-07-16T14:14:41","date_gmt":"2013-07-16T12:14:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=24396"},"modified":"2023-01-17T13:21:55","modified_gmt":"2023-01-17T12:21:55","slug":"9804-crisi-e-turismo-crollano-vacanze-scolastiche-bene-viaggi-parrocchiali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9804-crisi-e-turismo-crollano-vacanze-scolastiche-bene-viaggi-parrocchiali\/","title":{"rendered":"Crisi e turismo: crollano vacanze scolastiche, bene viaggi parrocchiali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">ROMA &#8211; Dimezzato nel 2011 il Turismo Sociale e Associato in Italia. Il volume d&#8217;affari e&#8217; passato da 1,4 miliardi di euro a 762 milioni mentre il numero delle vacanze da 2,3 milioni scende a 1,3 milioni.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; quanto emerge da una indagine condotta da Unioncamere Isnart (Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche) in collaborazione con l&#8217;OITS&amp;A (Osservatorio Italiano del Turismo Sociale e Associato) presentata a Roma presso la sede dell&#8217;Enit\/Agenzia Nazionale per il Turismo. Secondo lo studio, si riducono in particolare i viaggi organizzati dalle scuole, mentre resistono o aumentano le vacanze promosse da parrochie e organizzazioni culturali. &#8220;La crisi ha fatto abbattere i prezzi &#8211; spiega Flavia Coccia dell&#8217;Isnart &#8211; e a parita&#8217; di offerta il turismo sociale, che aveva come vantaggio proprio il fatto di essere piu&#8217; economico, ha sofferto. Sopravvivono le parrocchie e quanti offrono vacanze legate a un tema&#8221;. Nel 2011 le imprese ricettive che si erano affidate al circuito del TSA erano state 3.000 (4% del totale) oggi sono scese a 1200 (1,6%). Tra i canali utilizzati dalle imprese, al primo posto troviamo le associazioni culturali (48%), in aumento rispetto alla precedente rilevazione, seguite dalle associazioni sportive (28,2%), cral (27,2%), scuole (20,4%), organizzazioni religiose (19,2%) e parrocchie (16,6%). Sul fronte della domanda, fra i canali utilizzati dai vacanzieri, al primo posto ci sono invece le parrocchie (28,6%), seguite dai cral (23,6%), entrambe in aumento rispettivamente di 12,9 punti percentuali e di 12,7 punti percentuali rispetto all&#8217;anno precedente. Sostanzialmente stabili le organizzazioni religiose (19,8% con un -0,2 punti percentuali) e i comuni (6% con un +3,6 punti percenutali), mentre in forte calo sono le scuole (10,4% con un -15 p.p). Pienamente giustificato il dato sulle scuole dopo il consistente ridimensionamento dei viaggi-studi attuato dalle scuole lo scorso anno. La vacanza organizzata tramite il circuito del TSA si svolge principalmente sul territorio nazionale (846 mila vacanze) pari all&#8217;1,3% del totale nazionale, a fronte di 462 mila vacanze effettuate all&#8217;estero pari al 2,1% del totale. Per quanto concerne le destinazioni nazionali, troviamo ai primi posti il Trentino Alto Adige (21%) e il Veneto (14,6%) seguite dalla Calabria (12,8%), la Lombardia (12,3%) e la Toscana (10,5%). Fra quelle estere al primo posto troviamo la Spagna (23,3%) seguita dalla Francia (11,5%) e dalla Grecia (11%). Tra i bacini di provenienza, invece, al primo posto c&#8217;e&#8217; la Puglia (14,6%) seguita da Campania (13%), Veneto (12%) e Piemonte (11%). Il Rapporto delinea anche la &#8220;carta d&#8217;identita&#8217;&#8221; del turista che si affida a tale rete: ne emerge che e&#8217; uomo nel 54,3% e donna nel 45,7%; e&#8217; giovane, principalmente fra i 35 e i 44 anni (23%) o tra i 15 e i 24 anni (21,4%). I maggiori fruitori del TSA restano quindi i giovani e gli anziani cui si aggiungono gli appartenenti alle fasce piu&#8217; deboli della popolazione che non vuole dire &#8220;povere&#8221;. Per quanto concerne il reddito, infatti, il rapporto evidenzia che il turista che si affida a questo circuito ha un reddito mensile familiare compreso fra i 1000 e i 2000 euro nel 38,4% dei casi e tra i 2000 e i 3000 euro nel 12,5%. Questi due dati, nel loro complesso, sono sostanzialmente analoghi a quelli del totale delle vacanze nazionali. Una forte differenza si nota, invece, nella fascia fra i 5000 e i 6000 euro e depone a favore dei fruitori del TSA (12,5%) contro il 2,9% di quello generale, a conferma che la capacita&#8217; di spesa del turista che si avvale di questo circuito, spesso, e&#8217; anche superiore rispetto alla media generale. Sempre riguardo all&#8217;identikit di questo turista, si rileva inoltre che non viaggia quasi mai da solo: viaggia, infatti, in coppia nel 28,3% dei casi e con la famiglia, bambini compresi, nel 28,1%.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Dimezzato nel 2011 il Turismo Sociale e Associato in Italia. 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