{"id":24398,"date":"2013-07-17T05:43:31","date_gmt":"2013-07-17T03:43:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=24398"},"modified":"2023-01-17T13:21:56","modified_gmt":"2023-01-17T12:21:56","slug":"9805-arrestati-imprenditori-cosentini-riscuotevano-denaro-per-i-comuni-appropriandosene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9805-arrestati-imprenditori-cosentini-riscuotevano-denaro-per-i-comuni-appropriandosene\/","title":{"rendered":"Arrestati imprenditori cosentini, riscuotevano denaro per i Comuni appropriandosene"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Le tasse pagate scivolavano direttamente nelle loro tasche.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I soldi dei tributi versati su carte prepagate PostePay venivano per fare shopping on line, pagrae istititui di bellezza, viaggi e giocattoli. Tutto a titolo personale. Un raggiro della pubblica amministrazione ideato dai quattro imprenditori cosentini che con l&#8217;attivit\u00e0 criminosa messa in atto avrebbero provocato un ammanco di ben 15 milioni di euro nelle casse della pubblica amministrazione calabrese. La Guardia di Finanza ha cos\u00ec arrestato all&#8217;alba di stamane i quattro amministratori della SOGEFIL Spa di Rende, ex Segesa che, secondo i rilievi delle fiamme gialle, si sarebbero indebitamente appropriati del denaro dei contribuiti riscossi per conto enti locali tra Calabria, Basilicata e Campania. I Comuni coinvolti nella truffa sono 80 tra i quali spiccano il Comune di Catanzaro, il Comune di Scalea appena commissariato per continuit\u00e0 con la criminalit\u00e0 organizzata, Limbadi e Cariati. Due degli imprenditori finiti in manette, Giovanna Trovato e Leonardo Trovato, sono stati ristretti in carcere, mentre per gli altri due, Mari\u00f2 Lo Po e la 45enne Maria Grazia Lo Po, \u00e8 scattato il regime di custodia cautelare domiciliare. Le accuse per tutti e quattro gli esattori-truffatori sono di associazione per delinquere e peculato. I quattro sono strettamente legati da vincoli familiari in quanto la 33enne Giovanna Trovato, sorella del 36enne Leonardo pare sia sposata con il 50enne Mario Lo Po fratello di Maria Grazia. Un sodalizio criminale in cui la famiglia Trovato-Lo Po avrebbe, come definito dall&#8217;antimafia, trovato in SOGEFIL la propria &#8216;gallina dalle uova d&#8217;oro&#8217;. La nebulosa gestione societaria dell&#8217;azienda avrebbe infatti permesso di incassare, a volte direttamente in contanti quindi senza alcun tipo di tracciabilit\u00e0, le somme che i Comuni vantavano nei confronti dei contribuenti i quali ignari di tutto continuavano a versare le tasse dovute a favore dell&#8217;ente di riscossione. L&#8217;operazione denominata Redde Rationem, letteralmente &#8216;rendi conto&#8217; da un&#8217;espressione tratta dal Vangelo di Luca, sarebbe scaturita dallo sviluppo di alcunit tronconi dell&#8217;inchiesta &#8216;Eolo&#8217; sulle mazzette per la realizzazione di un parco eolico ad Isola Capo Rizzuto che vede coinvolti politici di spicco del panorama calabrese tra cui il democrat Nicola Adamo. Nel corso delle indagini durate circa sei mesi il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardi di Finanza di Reggio Calabria si sarebbe imbattuto in una tela di scritture contabili confuse e transazioni economiche mai registrate. Un quadro indiziario che fa pensare, come affermano gli stessi inquirenti, che la cifra stimata di 15 milioni di euro sottratti dalle casse comunali sia stata calcolata per difetto non avendo contezza di ci\u00f2 che gli amministratori avrebbero incassato senza rendicontare il saldo erariale. Oltre ai quattro amministratori arrestati le indagini hanno portato alla denuncia a vario titolo di 13 persone tra soci e componenti del collegio sindacale dell&#8217;azienda che oltre a drenare denaro dalle casse degli enti pubblici non avrebbe n\u00e8 versato al fisco i tributi dovuti n\u00e8 retribuito i dipendenti da mesi senza stipendio. Ad arricchire la vicenda i legami con i politici locali con i quali pare SOGEFIL avesse interlacciato rapporti finalizzati all&#8217;ottenimento dell&#8217;appalto per la riscossione dei tributi in cambio di assunzioni clientelari di personale. La mancata riscossione dei tributi avrebbe causato il dissesto finanziario di alcuni Comuni, mentre per altri quali ad esempio il Comune di Limbadi avrebbe determinato anomali esempi di virtuosismo non certificati da dati contabili. Insomma ad alcuni municipi, in verit\u00e0 pochissimi, il denaro veniva erogato quasi in maniera regolare, per altri invece si arriva a toccare picchi in cui SOGEFIL riscuoteva i tributi e ne intascava oltre il 60% dell&#8217;ammontare lasciando alle pubbliche amministrazioni solo alcune briciole. Tra gli enti colpiti risultano esservi anche alcuni consorzi di bonifica del cosentino che avrebbero subito lo stesso tipo di truffa. A finire sul banco degli imputati anche la ricapitalizzazione di SOGEFIL per 7,5 milioni resa necessaria dall&#8217;adeguamento alla normativa vigente. Un&#8217;operazione palesemente fittizia, per la quale gli amministratori dovranno rispondere dell&#8217;accusa di falso in bilancio. Nel corso delle perquisizioni sono stati confiscati diversi beni nella disponibilit\u00e0 degli indagati tra cui appartamenti, ville, box e terreni. Gran parte dei Comuni interpellati pare non fosse riuscita ad ottenere la documentazione relativa ai crediti da riscuotere affidati a SOGEFIL, neanche su esplicita richiesta. Un contesto di radicata approssimazione gestionale che ad oggi non \u00e8 dato sapere se sia frutto di distrazione o di connivenza. Preoccupa il ritrovamento nell&#8217;appartamento in uso ad uno degli indagati di numerose schede elettorali vidimate ma non votate relative alle ultime competizioni elettorali tenutesi in Calabria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Le tasse pagate scivolavano direttamente nelle loro tasche.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":24399,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42],"tags":[],"class_list":["post-24398","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24398","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24398"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24398\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24399"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}