{"id":244009,"date":"2024-11-08T20:00:58","date_gmt":"2024-11-08T19:00:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=244009"},"modified":"2024-11-08T20:25:12","modified_gmt":"2024-11-08T19:25:12","slug":"cocaina-dallecuador-al-porto-di-livorno-il-traffico-agevolato-dalla-ndrangheta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cocaina-dallecuador-al-porto-di-livorno-il-traffico-agevolato-dalla-ndrangheta\/","title":{"rendered":"Cocaina dall&#8217;Ecuador al porto di Livorno: il traffico agevolato dalla &#8216;ndrangheta"},"content":{"rendered":"<p>FIRENZE &#8211; Sono almeno quattro gli indagati dell&#8217;inchiesta della Dda di Firenze accusati anche con l&#8217;aggravante di agevolazione della criminalit\u00e0 organizzata nell&#8217;inchiesta sul <strong>traffico di cocaina da Ecuador e Colombia verso Livorno e altri porti europei<\/strong>. Tra le <strong>30 misure cautelari<\/strong> eseguite dalla guardia di finanza di Pisa &#8211; <strong>23 in carcere, sei ai domiciliari, un obbligo di firma<\/strong> &#8211; emergono, a vario titolo, nell&#8217;accusa di associazione a delinquere per traffico internazionale di droga anche le aggravanti della transnazionalit\u00e0 e dell&#8217;agevolazione mafiosa.<\/p>\n<h3><strong>Le indagini scattate dal controllo dei finanzieri a Calambrone<\/strong><\/h3>\n<p>A dare il via all&#8217;inchiesta della Dda toscana antimafia sul traffico internazionale di stupefacenti, nel 2021 un controllo della guardia di finanza a Calambrone, a ridosso del porto. <strong>I militari sorprendono un gruppo di albanesi intenti a scaricare partite di droga da un container.<\/strong> Poi hanno corroborato le indagini le<strong> rivelazioni di un collaboratore di giustizia, un napoletano che faceva parte della &#8216;ndrina Mol\u00e8 di Gioia Tauro<\/strong> (Reggio Calabria). Una volta arrestato, avrebbe ammesso di aver partecipato, nel 2022, per conto della cosca a due operazioni di recupero sventate dalle forze dell&#8217;ordine, indicando anche due &#8216;finanziatori&#8217; calabresi del traffico di droga.<\/p>\n<p>Nel corso delle indagini sono state sequestrate olt<strong>re 2 tonnellate di cocaina, 45 chili di hashish, 20 chili di marijuana, che avrebbero fruttato circa 70 milioni di euro.<\/strong> La cocaina arrivava dalla Colombia fino al porto di Livorno dove intervenivano &#8216;squadre&#8217; specializzate nel recupero della droga dai container, composte da<strong> albanesi, romeni e gli italiani<\/strong>, che, secondo l&#8217;accusa, erano i<strong> referenti della &#8216;ndrina Mol\u00e8<\/strong>, cosca calabrese di Gioia Tauro. A coordinare i recuperi nel porto di Livorno, hub cruciale del narcotraffico, secondo quanto emerge dalle indagini della guardia di finanza di Pisa, era un albanese di 44 anni, Albert Turja &#8211; tra gli arrestati in carcere -, residente a Santa Croce sull&#8217;Arno (Pisa) e gestore con la moglie di un B&amp;b a Firenze, in via Martelli, accanto al duomo. In realt\u00e0, secondo gli inquirenti, Turja sarebbe l&#8217;organizzatore in Toscana della banda, attraverso un &#8216;criptofonino&#8217; manteneva i contatti con i broker in Ecuador, che finanziavano l&#8217;acquisto della droga in Colombia. Sempre lui, secondo l&#8217;accusa, avrebbe gestito l&#8217;importazione e poi la fase pi\u00f9 delicata dell&#8217;uscita dello stupefacente dal porto di Livorno. Per portare a termine le operazioni, Turja avrebbe complici dentro il porto livornese. Le indagini proseguono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FIRENZE &#8211; Sono almeno quattro gli indagati dell&#8217;inchiesta della Dda di Firenze accusati anche con l&#8217;aggravante di agevolazione della criminalit\u00e0 organizzata nell&#8217;inchiesta sul traffico di cocaina da Ecuador e Colombia verso Livorno e altri porti europei. 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