{"id":245384,"date":"2024-11-25T21:30:50","date_gmt":"2024-11-25T20:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=245384"},"modified":"2024-11-25T19:32:22","modified_gmt":"2024-11-25T18:32:22","slug":"aggravante-mafiosa-nuovo-processo-dappello-per-lex-presidente-della-camera-di-commercio-di-vibo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/aggravante-mafiosa-nuovo-processo-dappello-per-lex-presidente-della-camera-di-commercio-di-vibo\/","title":{"rendered":"Aggravante mafiosa, nuovo processo d&#8217;appello per l&#8217;ex presidente della Camera di Commercio di Vibo"},"content":{"rendered":"<p>VIBO VALENTIA &#8211; Servir\u00e0 un nuovo giudizio d&#8217;appello per stabilire, dopo il riconoscimento dell&#8217;aggravante mafiosa, il <strong>trattamento sanzionatorio per Antonio e Luca Catania,<\/strong> rispettivamente di 54 e 47 anni, entrambi di Vibo, il primo ex presidente della Camera di Commercio. I due, dopo la condanna in <strong>primo grado a 2 anni e 6 mesi di reclusione<\/strong>, in secondo grado avevano visto le accuse di tentata estorsione e tentata libert\u00e0 degli incanti finire in <strong>prescrizione<\/strong>, proprio per la <strong>caduta dell&#8217;aggravante<\/strong>, ma la Cassazione, nel <strong>disporre l&#8217;ulteriore giudizio con la trasmissione degli atti alla corte d&#8217;Appello di Catanzaro, l&#8217;ha invece riconosciuta.<\/strong><\/p>\n<p>Parti offese sono i <strong>coniugi Anita Montoro e Vincenzo Antonio Marzano<\/strong>, che sarebbero stati <strong>minacciati<\/strong> affinch\u00e9 desistessero dalla partecipazione ad un&#8217;asta pubblica per l&#8217;aggiudicazione di due immobili nell&#8217;ambito di una procedura esecutiva a carico degli imputati. <strong>Contro la sentenza di secondo grado aveva presentato ricorso per Cassazione il procuratore di Catanzaro<\/strong>, deducendo, con un unico motivo, la violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla esclusione della aggravante mafiosa. E i giudici della Cassazione lo hanno ritenuto fondato nella sentenza del settembre scorso (le cui motivazioni sono state <strong>depositate il 21 novembre<\/strong>) evidenziando che la minaccia estorsiva &#8220;pu\u00f2 essere anche implicita o addirittura &#8216;silente&#8217; ed \u00e8 permeata da metodo mafioso quando il tenore della minaccia, calata in un determinato contesto ambientale, faccia implicitamente evocare che essa non sia frutto di una azione isolata del singolo artefice, ma si inserisca o alluda ad un <strong>contesto criminale di tipo organizzato<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Nel caso in questione \u00e8 stata la stessa Corte d&#8217;appello a dare atto del fatto che, almeno in una occasione, gli imputati &#8211; in particolare Antonio Catania, ma la responsabilit\u00e0 \u00e8 stata ritenuta a carico di entrambi, in concorso tra loro, avuto riguardo alla concatenazione logica e cronologica di tutte le condotte contestate &#8211; avevano apertamente evocato alle vittime la presenza della mafia dietro ai loro comportamenti, secondo quanto gi\u00e0 valorizzato dal Tribunale (&#8220;Dovevate capire quando l&#8217;asta \u00e8 andata deserta che c&#8217;era la mafia&#8221;). In altra occasione Luca Catania aveva assunto un &#8220;fare mafioso&#8221;, inteso ad evocare alle vittime la sua forza contrattuale illecita (&#8220;tanto vi assicuro che l\u00e0 dentro non c&#8217;entra nessuno&#8221;).<\/p>\n<p>Per la Cassazione ci si trova, dunque, finanche &#8220;al di l\u00e0 della minaccia silente, gi\u00e0 bastevole, a determinate condizioni, ad agg<strong>ravare il reato attraverso il riconoscimento dell&#8217;uso del metodo mafioso&#8221;<\/strong> e il <strong>riferimento alla mafia &#8220;non era affatto generico<\/strong>, in quanto collegato, nelle parole dell&#8217;agente, alla circostanza, tipica solo delle organizzazioni criminali organizzate, di poter controllare il territorio di riferimento, a tal punto da impedire a chicchessia, nella specie, la partecipazione all&#8217;asta pubblica di interesse processuale&#8221;. Che poi tale riferimento alla &#8220;mafia&#8221; non avesse sortito alcun esito intimidatorio ulteriore sulle vittime secondo la Cassazione \u00e8 affermazione &#8220;inconferente rispetto alla configurazione giuridica dell&#8217;aggravante, non rilevando il comportamento della persona offesa, ma la volont\u00e0 dell&#8217;autore del reato, in questo caso perpetrata in pi\u00f9 occasioni, a dimostrazione della sua seriet\u00e0 sotto il profilo criminale&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VIBO VALENTIA &#8211; Servir\u00e0 un nuovo giudizio d&#8217;appello per stabilire, dopo il riconoscimento dell&#8217;aggravante mafiosa, il trattamento sanzionatorio per Antonio e Luca Catania, rispettivamente di 54 e 47 anni, entrambi di Vibo, il primo ex presidente della Camera di Commercio. 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