{"id":245473,"date":"2024-11-26T19:20:55","date_gmt":"2024-11-26T18:20:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=245473"},"modified":"2024-11-26T19:21:38","modified_gmt":"2024-11-26T18:21:38","slug":"pronto-soccorso-di-cosenza-da-8-giorni-un-migrante-affetto-da-epatocarcinoma-in-attesa-di-un-posto-in-reparto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/pronto-soccorso-di-cosenza-da-8-giorni-un-migrante-affetto-da-epatocarcinoma-in-attesa-di-un-posto-in-reparto\/","title":{"rendered":"Pronto soccorso di Cosenza: \u00abda 8 giorni un migrante affetto da epatocarcinoma in attesa di un posto in reparto\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; \u00abLo hanno chiamato &#8220;<strong>Open Space<\/strong>&#8220;, come se l&#8217;uso dell&#8217;anglicismo potesse dare una <strong>parvenza di seriet\u00e0<\/strong> a quello che \u00e8 a tutti gli effetti il <strong>limbo<\/strong> nel quale sono costretti a sostare i malati che giungono al pronto soccorso di Cosenza. Un <strong>limbo costato<\/strong> (unitamente alla ristrutturazione del Pronto Soccorso) un <strong>milione e duecentomila euro<\/strong>, pomposamente inaugurato lo scorso luglio e definito dal commissario De Salazar &#8220;un pronto soccorso veramente invidiabile&#8221;. Un cartello strategicamente esposto per lo sfarzoso evento recitava: <strong>&#8220;i nostri valori: buone cure con dignit\u00e0, rispetto, umanit\u00e0&#8221;\u00bb. Sono le parole di Emilia Corea dell&#8217;Associazione <\/strong>La Kasbah.<\/p>\n<h4><strong>&#8220;L&#8217;Open Space&#8221;<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abL&#8217;area adiacente al pronto soccorso avrebbe dovuto ospitare, in seguito al restyling milionario, <strong>8 posti letto<\/strong> per accogliere i pazienti che sostano al PS &#8211; prima di essere trasferiti nei reparti o dimessi &#8211; sempre nel rispetto dei tanto sbandierati principi di umanizzazione della cura. Fin qui la promotion (fa figo l&#8217;anglicismo random) da parte di commissari sanitari, dirigenti, presidente di regione e sindaco di Cosenza\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;area nella quale dimorano i malati, nei fatti, \u00e8 uno stanzone che richiama alla memoria i lazzaretti della peste manzoniana: uno stanzone all&#8217;interno del quale sono <strong>stipate ben 24 barelle,<\/strong> <strong>distanziate l&#8217;una dall&#8217;altra pochi centimetri<\/strong>. Uno stanzone, servito da un solo bagno (spesso sudicio) per gli uomini e uno per le donne, nel quale i malati senza distinzione di genere giacciono per diversi giorni, a volte settimane. <strong>Con buona pace di tutti i politici di questa maledetta regione nella quale si \u00e8 costretti a sanguinare, a soffrire<\/strong>, a<strong> morire nell&#8217;indifferenza degli amministratori locali<\/strong>, di quelli che godono di assistenza sanitaria privilegiata all&#8217;interno delle cliniche private profumatamente sovvenzionate\u00bb.<\/p>\n<h4>Il caso di un migrante<\/h4>\n<p>\u00abE <strong>se a finire dentro al pronto soccorso di Cosenza (pardon Open Space) \u00e8 un migrante<\/strong>, l&#8217;incuria e l&#8217;abbandono anche da parte di medici e personale infermieristico sono assicurati. Da <strong>8 giorni<\/strong> un cittadino ghanese affetto da <strong>epatocarcinoma<\/strong> con la complicanza di trombosi neoplastica \u00e8 stato posizionato all&#8217;interno dell&#8217;Open Space in attesa di essere trasferito in reparto per l&#8217;esecuzione di una gastroscopia.<strong> Nessun trattamento, ad eccezione dell&#8217;eparina<\/strong> che lo stesso avrebbe avuto la possibilit\u00e0 di somministrarsi da solo a casa propria, \u00e8 stato effettuato.<strong> Abbandonato su una barella<\/strong> da <strong>oltre una settimana<\/strong> con una trombosi neoplastica in atto, <strong>in attesa di un posto in un reparto che mai si liberer\u00e0\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 <strong>se non hai le spalle coperte<\/strong>, un <strong>familiare<\/strong> che faccia la voce grossa o, molto pi\u00f9 semplicemente, delle buone conoscenze o &#8211; ancor meglio &#8211; gli agganci politici giusti, quel misero posto in reparto non lo avrai mai. <strong>E su quella barella puoi anche morire.<\/strong> Cos\u00ec come \u00e8 capitato qualche sera fa a una signora deceduta subito dopo essere stata spostata dal pronto soccorso nell&#8217;Open Space e il cui corpo senza vita \u00e8 rimasto a lungo esposto sulla barella, in<strong> mezzo e a fianco ad altri 23 malati<\/strong>, prima che venisse portato via\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Mi chiedo come facciano a dormire sonni tranquilli gli amministratori di questa regione<\/strong> &#8211; tuona Emilia Corea &#8211; mi chiedo come si possa mostrare cos\u00ec tanto disamore e disaffezione per la propria terra. Me lo chiedo da anni, tutte le volte che a causa del mio lavoro sono costretta a recarmi al pronto soccorso, a toccare con mano le conseguenze del malaffare, della disumanit\u00e0, del menefreghismo di chi ci governa. Mi auguro di cuore che tutti coloro i quali ci hanno ridotto in queste condizioni siano costretti, a loro volta, a dimorare per lunghi giorni e lunghe notti tra i corridoi del pronto soccorso o nello stanzone dell&#8217;Open Space. Non \u00e8 una bestemmia ma una speranza dalle finalit\u00e0 pedagogiche. Perch\u00e9 provare sulla propria pelle la sofferenza alla quale ci hanno condannato nell&#8217;Ospedale di Cosenza \u00e8, forse, il migliore trattamento terapeutico per il capovolgimento di un sistema sanitario nel quale la <strong>dignit\u00e0 dei malati<\/strong> viene <strong>quotidianamente calpestata\u00bb<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; \u00abLo hanno chiamato &#8220;Open Space&#8220;, come se l&#8217;uso dell&#8217;anglicismo potesse dare una parvenza di seriet\u00e0 a quello che \u00e8 a tutti gli effetti il limbo nel quale sono costretti a sostare i malati che giungono al pronto soccorso di Cosenza. 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