{"id":246297,"date":"2024-12-06T15:30:53","date_gmt":"2024-12-06T14:30:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=246297"},"modified":"2024-12-06T14:25:32","modified_gmt":"2024-12-06T13:25:32","slug":"ingv-la-nuova-carta-della-sismicita-dal-1999-al-2024-in-25-anni-oltre-72mila-terremoti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/ingv-la-nuova-carta-della-sismicita-dal-1999-al-2024-in-25-anni-oltre-72mila-terremoti\/","title":{"rendered":"Ingv: la nuova carta della sismicit\u00e0 dal 1999 al 2024, in 25 anni oltre 72mila terremoti"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; \u00a0L&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha pubblicato la nuova Carta della Sismicit\u00e0 che racconta i terremoti avvenuti nell&#8217;ultimo quarto di secolo in Italia e nelle aree limitrofe. Questa edizione speciale della Carta, realizzata in occasione delle celebrazioni per i 25 anni dalla nascita dell&#8217;Ente, mostra <strong>gli oltre 72.000 eventi sismici<\/strong> con magnitudo pari o superiore a <strong>2.0<\/strong> localizzati dalla Rete Sismica Nazionale Integrata dell&#8217;INGV tra il<strong> 1\u00b0 gennaio 1999 e il 31 agosto 2024.<\/strong> Terremoti che rappresentano solo una piccola parte di tutti gli eventi registrati dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale Integrata. Tutti i <strong>terremoti sono classificati e rappresentati in base a due parametri<\/strong>: la <strong>magnitudo<\/strong> con diversi simboli (le stelle indicano i terremoti pi\u00f9 forti, di magnitudo pari o superiore a 5.0) e la <strong>profondit\u00e0 ipocentrale<\/strong> con una scala di colori dal giallo al viola.<\/p>\n<p>La maggior parte dei <a href=\"https:\/\/carta-sismicita-in-italia-ingv.hub.arcgis.com\/\" rel=\"noopener\">terremoti sulla carta<\/a>, colorati in <strong>giallo<\/strong>, \u00e8 localizzata nello strato pi\u00f9 superficiale della crosta terrestre, prevalentemente nei primi 15 km di profondit\u00e0, mentre in arancione sono indicati gli eventi con profondit\u00e0 maggiore di 15 km. I terremoti molto profondi, anche centinaia di km, sono evidenziati con il colore dal verde al viola e sono concentrati soprattutto nell\u2019area del Tirreno centro-meridionale caratterizzata dal processo di <strong>subduzione dell\u2019Arco calabro<\/strong>, fenomeno per cui <strong>una delle due placche scorre sotto l\u2019altra, sprofondando nel mantello sottostante.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-246300 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/carta-sismicita-italia-1999-2024.jpg\" alt=\"\" width=\"684\" height=\"803\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/carta-sismicita-italia-1999-2024.jpg 710w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/carta-sismicita-italia-1999-2024-256x300.jpg 256w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/carta-sismicita-italia-1999-2024-358x420.jpg 358w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/carta-sismicita-italia-1999-2024-150x176.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/carta-sismicita-italia-1999-2024-300x352.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/carta-sismicita-italia-1999-2024-696x817.jpg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 684px) 100vw, 684px\" \/><\/p>\n<h4><strong>La sismicit\u00e0 profonda nel Tirreno Meridionale<\/strong><\/h4>\n<p>Nella <a href=\"https:\/\/ingvterremoti.com\/2024\/12\/06\/la-nuova-carta-della-sismicita-in-italia-dal-1999-al-2024\/\" rel=\"noopener\">Carta della Sismicit\u00e0 1999-2024<\/a> sono presenti anche la mappa della distribuzione delle stazioni permanenti della Rete Sismica Nazionale Integrata, costituita dalle stazioni gestite direttamente dall\u2019INGV e da quelle di altre reti locali e regionali, e il grafico dell\u2019andamento del numero annuale di terremoti di magnitudo pari o superiore a 2.0 degli ultimi 25 anni, aggiornati al 31 agosto del 2024.<\/p>\n<p>Dal grafico si nota come gli anni in cui \u00e8 stato registrato un numero maggiore di terremoti coincidono con quelli delle sequenze sismiche pi\u00f9 rilevanti di questa prima parte di secolo: nel 2009, nel 2012 e nel 2016-2017. In particolare, l\u2019anno in cui sono stati registrati il maggior numero di terremoti \u00e8 il 2016, con quasi 12mila eventi di magnitudo maggiore o uguale a 2. In totale nel 2016 furono oltre 70mila gli eventi localizzati, considerando anche quelli con valori di magnitudo inferiore a 2.<\/p>\n<p><strong>In questi 25 anni si sono verificati 72 terremoti di magnitudo uguale o maggiore di 5.0 e tre eventi hanno raggiunto o superato magnitudo 6.<\/strong><\/p>\n<p>In particolare, i terremoti pi\u00f9 forti si sono verificati nel 2002, il 6 settembre (M 5.6), nel Mar Tirreno, a nord di Palermo e il 31 ottobre e 1 novembre in Molise (M 5.7) e durante le sequenze in Abruzzo (M 6.1) del 2009, in Emilia Romagna (M 5.8 e M 5.6) del 2012, in Italia centrale 2016 \u2013 2017 con gli eventi del 24 agosto 2016 (M 6.0) ad Amatrice (RI), del 26 ottobre 2016 (M 5.9) a Visso (MC), del 30 ottobre 2016 (M 6.5) a Norcia (PG) e del 18 gennaio 2017 (M 5.5) a Capitignano (AQ) e nel 2022 (M 5.5) al largo della costa marchigiana. Il terremoto di Norcia del 30 ottobre 2016 \u00e8 l\u2019evento pi\u00f9 forte registrato dalla Rete Sismica Nazionale Integrata dalla sua nascita.<\/p>\n<p>In questo periodo sono avvenuti altri eventi rilevanti (M\u22655.0), rappresentati dalle stelle sulla carta, localizzati in diversi settori del territorio nazionale o nelle aree limitrofe: ad esempio in Slovenia e in Croazia, ma anche nel Mar Adriatico, nel <strong>Mar Tirreno<\/strong> e sulle coste nord-africane. Esaminando la mappa, si nota che la maggior parte dei terremoti \u00e8 caratterizzata da eventi con magnitudo inferiore a 4.0 e che nell\u2019Italia peninsulare la sismicit\u00e0 \u00e8 concentrata lungo la catena appenninica. In Italia settentrionale i terremoti sono avvenuti principalmente lungo le Prealpi orientali, in Pianura Padana e lungo l\u2019Appennino tosco-emiliano, dove si osserva la presenza di sismicit\u00e0 anche con profondit\u00e0 maggiore di 15 km. Nell\u2019Appennino centrale \u00e8 evidente una sismicit\u00e0 superficiale e una pi\u00f9 profonda verso il Mar Adriatico, con ipocentri che arrivano fino a 50 km di profondit\u00e0. L\u2019Appennino meridionale \u00e8 stato interessato da un\u2019attivit\u00e0 sismica moderata caratterizzata comunque da alcune sequenze sismiche di un certo rilievo.<\/p>\n<h4><strong>In Calabria <\/strong><\/h4>\n<p>Si osserva una sismicit\u00e0 piuttosto significativa e diffusa in molti settori della regione sia lungo la costa tirrenica sia lungo quella ionica e nelle aree interne del <strong>crotonese<\/strong>, del <strong>catanzarese<\/strong>, del <strong>cosentino<\/strong> e del <strong>reggino<\/strong>. \u00c8 inoltre evidente un\u2019elevata sismicit\u00e0 nelle aree vulcaniche siciliane e campane, in particolare nell\u2019area etnea e, negli ultimi anni, in quella dei Campi Flegrei con terremoti di magnitudo anche superiore a 4.0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; \u00a0L&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha pubblicato la nuova Carta della Sismicit\u00e0 che racconta i terremoti avvenuti nell&#8217;ultimo quarto di secolo in Italia e nelle aree limitrofe. 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