{"id":246499,"date":"2024-12-09T16:30:23","date_gmt":"2024-12-09T15:30:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=246499"},"modified":"2024-12-09T16:34:55","modified_gmt":"2024-12-09T15:34:55","slug":"sfruttavano-i-migranti-con-trattamenti-inumani-e-degradanti-tra-i-4-arrestati-anche-un-calabrese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/sfruttavano-i-migranti-con-trattamenti-inumani-e-degradanti-tra-i-4-arrestati-anche-un-calabrese\/","title":{"rendered":"Sfruttavano i migranti con &#8216;trattamenti inumani e degradanti&#8217;. Tra i 4 arrestati anche un calabrese"},"content":{"rendered":"<p>BOLOGNA &#8211; Tra i quattro finiti in cella, nell&#8217;operazione dei carabinieri di Rimini con 12 misure cautelari per per favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina, sfruttamento dei lavoratori e della prostituzione, c&#8217;\u00e8<strong> Giuseppe Troiano, calabrese<\/strong>, a carico del quale sono emersi anche contatti con la criminalit\u00e0 organizzata. Secondo il Gip del Tribunale di Rimini Troiano attraverso diverse societ\u00e0 da lui gestite &#8211; una delle quali titolare di un albergo a Pennabili (Rimini), con amministratore il cognato, Pietro Briamonte, anche lui finito in carcere &#8211; era in grado di organizzare il <strong>&#8220;sistema ben collaudato&#8221;<\/strong> <strong>per presentare domande di assunzione fittizie dei cittadini extracomunitari.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli stranieri, che pagavano fino a 6mila euro per ottenere il permesso di soggiorno, venivano &#8216;ospitati&#8217; in un complesso alberghiero a Bellaria Igea Marina<\/strong>, riconducibile ad una societ\u00e0 il cui proprietario e amministratore unico era Briamonte, che secondo gli investigatori per\u00f2 anche in questo caso era solo un prestanome di Troiano. Nelle <strong>stanze fatiscenti e non adatte ad accogliere i turisti, venivano infatti sistemati i cittadini stranieri che pagavano fino a 300 euro mensili e venivano impiegati nelle pi\u00f9 svariate attivit\u00e0 lavorative.<\/strong> In alcuni casi, sottolinea il Gip, il trattamento riservato ai lavoratori &#8220;in evidente stato di bisogno e clandestini, era decisamente inumano e degradante&#8221;.<\/p>\n<p>Figure di rilievo, secondo le indagini, erano anche un dipendente dell&#8217;Inps di Rimini, ora ai domiciliari, che favoriva le pratiche di accesso ai contributi e sussidi statali, un commercialista con studi a Rimini e a Pesaro, (anche lui ai domiciliari), che era a conoscenza delle intestazioni fittizie delle imprese riconducibili a Troiano e presentava le domande fittizie per il rilascio dei nulla osta nell&#8217;ambito del decreto flussi 2020. E infine una dipendente di un patronato di Rimini, anche lei finita ai domiciliari, che aiutava a presentare le domande, pur sapendo della falsit\u00e0 dei contratti di lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BOLOGNA &#8211; Tra i quattro finiti in cella, nell&#8217;operazione dei carabinieri di Rimini con 12 misure cautelari per per favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina, sfruttamento dei lavoratori e della prostituzione, c&#8217;\u00e8 Giuseppe Troiano, calabrese, a carico del quale sono emersi anche contatti con la criminalit\u00e0 organizzata. 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