{"id":246786,"date":"2024-12-12T08:30:12","date_gmt":"2024-12-12T07:30:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=246786"},"modified":"2024-12-12T16:50:17","modified_gmt":"2024-12-12T15:50:17","slug":"procreazione-medicalmente-assistita-la-situazione-a-ventanni-dalla-legge-40-2004","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/procreazione-medicalmente-assistita-la-situazione-a-ventanni-dalla-legge-40-2004\/","title":{"rendered":"Procreazione Medicalmente Assistita: la situazione in Calabria a vent\u2019anni dalla Legge 40\/2004"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Secondo i dati raccolti dal Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita, istituito dalla legge 40\/2004 presso l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 (ISS), in 20 anni i trattamenti e i tassi di gravidanza sono raddoppiati, <strong>oltre 217.000 bambini<\/strong> sono infatti <strong>nati<\/strong> grazie alla<strong> procreazione medicalmente assistita<\/strong> (PMA). Purtroppo, criticit\u00e0 peculiare dell\u2019Italia, \u00e8 che in <strong>questi 20 anni l\u2019et\u00e0 media delle donne che si sottopongono a cicli di PMA \u00e8 passata da 34 anni nel 2005 a 37 anni<\/strong> nel <strong>2022<\/strong> e la quota di donne sopra i <strong>40 anni<\/strong> \u00e8 passata dal 20,7% del 2005 al 34% del 2022. A fornire un quadro \u00e8 il dott. <strong>Davide Uva,<\/strong> Embriologo Clinico e Seminologo \u2013 Biologo Nutrizionista &#8211; CMU2 in Andrologia e Seminologia.<\/p>\n<p>&#8220;Proprio per questi motivi la fecondazione assistita non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerata una branca della medicina da mettere in secondo piano, dal momento che per ragioni biologiche, economiche e sociali il tasso di infertilit\u00e0 tra le coppie \u00e8 salito in modo preoccupante, arrivando al 15%&#8221;.<\/p>\n<h4><strong>Registro Nazionale PMA &#8211; Centri in Italia e in Calabria<\/strong><\/h4>\n<p>&#8220;In <strong>Calabria<\/strong> risultano attivi un totale <strong>di 10 centri<\/strong>, di cui <strong>5 di primo livello, 4 di secondo livello, 1 di terzo livello<\/strong>. Le strutture con maggiore afflusso di pazienti sono poche, e le altre eseguono pochi trattamenti. Oggi i dati disponibili, evidenziano anche una estrema variabilit\u00e0 nei trattamenti tra i diversi centri e tra i diversi specialisti&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Le <strong>tecniche di primo livello<\/strong> &#8211; spiega il dott.\u00a0Davide Uva &#8211; inquadrano la semplice inseminazione intrauterina (IUI), mentre le tecniche di secondo livello (FIVET e ICSI) sono trattamenti in vitro pi\u00f9 laboriosi oltre che costosi, cosi come le tecniche di terzo livello, riguardanti procedure che necessitano di anestesia generale per esempio per prelievi microchirurgici di spermatozoi direttamente dal testicolo, prelievo ovociti tramite laparoscopia. La maggior parte delle coppie che cercano una gravidanza generalmente come primo approccio si affacciano a tecniche di <strong>primo livello<\/strong>, che non sempre sono risolutive e di conseguenza sono costretti a rivolgersi a centri di livello superiore per avere maggiori probabilit\u00e0 di successo. Per quanto riguarda la <strong>situazione degli ospedali pubblici<\/strong> la problematica principale riguarda le lunghe attese e la possibilit\u00e0 di accedere al servizio con limite di et\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;La <strong>sanit\u00e0 privata, specializzata in medicina della riproduzione<\/strong>, annulla i lunghi tempi d\u2019attesa ed offre trattamenti pi\u00f9 specifici, per ottimizzare i trattamenti, per esempio la diagnosi genetica preimpianto non effettuata da tutti. Fortunatamente con l\u2019entrata in vigore del decreto tariffe, prevista per il <strong>prossimo gennaio 2025<\/strong>, in cui si riconosce l\u2019accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita come Lea (livello essenziale di assistenza) ogni coppia ha diritto di accesso in tutta Italia&#8221;.<\/p>\n<h4><strong>Emigrazione sanitaria\u00a0<\/strong><\/h4>\n<p>&#8220;Tutto questo va ad incentivare il cosiddetto <strong>fenomeno dell\u2019emigrazione sanitaria<\/strong>: solo una bassa percentuale di <strong>coppie infertili calabresi viene trattato nella regione<\/strong>. Io posso testimoniare che sono molte le coppie che si rivolgono al nostro centro ICSI Roma Villa Mafalda diretto dal <strong>Prof. Ermanno Greco<\/strong>, Presidente della Societ\u00e0 Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.) tra i massimi esponenti della fecondazione medicalmente assistita, a Roma proprio per i motivi suddetti. <strong>Dai nostri dati ci risulta che almeno 1 coppia su 10 di pazienti salgono dalla Calabria&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Per concludere il quadro &#8211; prosegue Uva &#8211; un altro importantissimo <strong>problema<\/strong> riguardo la preservazione della <strong>fertilit\u00e0<\/strong> sia <strong>maschile<\/strong> che <strong>femminile<\/strong>, perch\u00e9 ci sono poche banche criogeniche per garantire la crioconservazione di gameti. Per esempio in caso di <strong>onco &#8211; freezing<\/strong> quando un individuo \u00e8 sottoposto a cure chemioterapiche, che potrebbero influire negativamente sulla fertilit\u00e0; oppure quando si parla di social freezing, ovvero crioconservazione dei propri ovociti per preservare in modo programmato la propria capacit\u00e0 riproduttiva, ampliando la finestra temporale in cui \u00e8 possibile avere una gravidanza&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Secondo i dati raccolti dal Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita, istituito dalla legge 40\/2004 presso l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 (ISS), in 20 anni i trattamenti e i tassi di gravidanza sono raddoppiati, oltre 217.000 bambini sono infatti nati grazie alla procreazione medicalmente assistita (PMA). 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