{"id":248381,"date":"2025-01-04T20:30:23","date_gmt":"2025-01-04T19:30:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=248381"},"modified":"2025-01-04T18:29:01","modified_gmt":"2025-01-04T17:29:01","slug":"coldiretti-calabria-per-mandorle-nocciole-e-pistacchi-sgusciati-scatta-letichetta-dorigine-obbligatoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/coldiretti-calabria-per-mandorle-nocciole-e-pistacchi-sgusciati-scatta-letichetta-dorigine-obbligatoria\/","title":{"rendered":"Coldiretti Calabria: per mandorle, nocciole e pistacchi sgusciati scatta l&#8217;etichetta d&#8217;origine obbligatoria"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La <strong>frutta secca<\/strong> \u00e8 una <strong>passione<\/strong> soprattutto nelle festivit\u00e0 natalizie, negli aperitivi ma anche per le nuove tendenze salutistiche. Dal <strong>1\u00b0 gennaio 2025<\/strong> \u00e8 scattato <strong>l&#8217;obbligo dell&#8217;indicazione d&#8217;origine della frutta secca sgusciata<\/strong>, dalle nocciole alle mandorle, dai fichi secchi ai pistacchi, mettendo finalmente in <strong>trasparenza<\/strong> un settore che negli ultimi anni ha registrato una forte crescita dei consumi. Ad annunciarlo \u00e8 la <strong>Coldiretti<\/strong> dopo l&#8217;entrata in vigore del regolamento Ue che impone l&#8217;indicazione della provenienza che va a completare la norma gi\u00e0 esistente per quella in guscio.<\/p>\n<p>In <strong>Calabria<\/strong> (dati ISTAT) ci sono 414 aziende con 338 ettari che producono mandorle, le nocciole 310 aziende con 293 ettari e per il pistacchio 7 aziende per una superficie di solo 6 ettari. Numeri in crescita \u2013 sottolinea Coldiretti \u2013 grazie anche ai finanziamenti del PSR per nuovi impianti soprattutto di nocciole.<\/p>\n<h4><strong>La normativa<\/strong><\/h4>\n<p>Prevede <strong>l&#8217;obbligo di etichettatura dell&#8217;origine per la frutta secca sgusciata o essiccata<\/strong> e i <strong>prodotti di IV gamma, compresi funghi non coltivati, zafferano e capperi<\/strong>. Le informazioni relative all&#8217;origine devono essere chiaramente visibili sull&#8217;imballaggio e\/o sull&#8217;etichetta e l&#8217;indicazione del paese d&#8217;origine deve risaltare maggiormente rispetto all&#8217;indicazione del paese in cui \u00e8 avvenuto l&#8217;imballaggio.<\/p>\n<p>Resta <strong>al momento anonima l&#8217;indicazione della provenienza della frutta secca<\/strong> usata nella <strong>preparazione dei dolci<\/strong> come, ad esempio, le creme di nocciole, anche se negli ultimi anni \u00e8 cresciuto il numero dei produttori che appongono volontariamente informazioni sull&#8217;origine. Il rischio \u00e8 legato principalmente alle importazioni di prodotto estero che non rispetta le stesse regole in materia di usi di pesticidi vigenti nell&#8217;Ue e che presenta spesso alti livelli di residui di sostanze pericolose, dalle nocciole turche ai pistacchi iraniani.<\/p>\n<p>L&#8217;etichettatura obbligatoria dei cibi \u00e8 una <strong>battaglia storica della Coldiretti<\/strong> ed \u00e8 stata introdotta per la prima volta in tutti i Paesi dell&#8217;Unione Europea nel 2002 dopo l&#8217;emergenza mucca pazza nella carne bovina per garantire la trasparenza con la rintracciabilit\u00e0 e ripristinare un clima di fiducia. Da allora molti progressi sono stati fatti, con l&#8217;indicazione della provenienza che \u00e8 stata estesa a circa i quattro quindi della spesa, anche se resta anonima l&#8217;origine dei legumi in scatola, della frutta nella marmellata o nei succhi, del grano impiegato nel pane, biscotti o grissini.<\/p>\n<p>Una battaglia che Coldiretti ha portato dallo scorso anno anche in <strong>Europa<\/strong> con il lancio di una proposta di legge di iniziativa popolare per rendere obbligatoria l&#8217;origine degli ingredienti su tutti gli alimenti in commercio nella Ue. L&#8217;obiettivo \u00e8 raggiungere un milione di firme per dire basta ai <strong>cibi importati e camuffati come italiani<\/strong> e difendere la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile porre fine all&#8217;inganno dei prodotti stranieri spacciati per tricolori permesso dall&#8217;attuale norma del codice doganale sull&#8217;origine dei cibi che consente l&#8217;italianizzazione grazie ad ultime trasformazioni anche minime.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La frutta secca \u00e8 una passione soprattutto nelle festivit\u00e0 natalizie, negli aperitivi ma anche per le nuove tendenze salutistiche. 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