{"id":24857,"date":"2013-07-31T11:47:15","date_gmt":"2013-07-31T09:47:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=24857"},"modified":"2023-01-17T13:22:23","modified_gmt":"2023-01-17T12:22:23","slug":"10046-arrestato-l-assassino-di-pelaia-giovanni-polimeni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/10046-arrestato-l-assassino-di-pelaia-giovanni-polimeni\/","title":{"rendered":"Arrestato Giovanni Polimeni, l&#8217;assassino di Arcangelo Pelaia"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA \u2013 L\u2019autore dell\u2019omicidio di Arcangelo Pelaia, 37enne freddato con nove colpi di pistola calibro 9 nel pomeriggio del 29 giugno 2013 in pieno centro a Gioia Tauro, e\u2019 stato arrestato dai Carabinieri.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>I militari hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi. La persona fermata e&#8217; Giovanni Polimeni, autotrasportatore di 38 anni, residente a Polistena, in provincia di Reggio Calabria. Il fermo e&#8217; gia&#8217; stato convalidato dal Gip del tribunale di Palmi. Il momento esatto dell&#8217;omicidio, che era avvenuto in pieno pomeriggio davanti al municipio di Gioia Tauro mentre le strade erano affollate di passanti, era stato immortalato dalle telecamere di videosorveglianza installate nell&#8217;area.&nbsp;In particolare, in un fotogramma mostrato dai Carabinieri, si vedono le due auto, la Fiat Panda grigia dei killer e la Fiat Panda bianca della vittima, riprese da dietro nel momento in cui la macchina dei sicari sperona quella del bersaglio, e la mano del passeggero della Panda di colore grigio si sporge fuori dal finestrino impugnando una pistola. Arcangelo Pelaia e&#8217; stato ucciso con nove colpi di pistola calibro 9. L&#8217;autovettura utilizzata dai killer era stata rubata lo scorso aprile, mentre per l&#8217;agguato e&#8217; stata utilizzata una targa rubata a un&#8217;altra autovettura nel mese di maggio. Ancora, sempre dalle telecamere sono state osservate attivita&#8217; di sopralluogo, poco prima del delitto, per individuare la posizione della vittima. Il tutto, ha spiegato il procuratore di Palmi, Giuseppe Creazzo, rende piu&#8217; che credibile che l&#8217;omicidio sia stato pianificato con largo anticipo. Subito dopo l&#8217;assassinio i killer sono sfrecciati via sempre a bordo della Panda grigia, abbandonata e incendiata alla periferia della cittadina. Il presunto killer, invece, da li&#8217; sarebbe stato spostato su altri mezzi, e il giorno successivo e&#8217; stato identificato nella citta&#8217; di Napoli. Quanto al movente, gli inquirenti ipotizzano che sia da ricondurre a una vendetta della famiglia Giacobbe contro Arcangelo Pelaia. Sia Arcangelo che suo fratello Giuseppe, nel 2005 furono a vario titolo coinvolti nel duplice omicidio dei due cugini Leonardo e Saverio Giacobbe, avvenuto d&#8217;estate in un lido per futili motivi. Il fratello di Arcangelo fu condannato a 20 anni per quei fatti ed e&#8217; tuttora detenuto, mentre Arcangelo fu prosciolto dalle accuse. &#8220;Anche la data dell&#8217;omicidio non e&#8217; casuale per noi &#8211; ha puntualizzato Creazzo \u2013 in quanto precede di appena 2 giorni l&#8217;anniversario della morte dei due giovani e cade nel giorno dell&#8217;onomastico del padre di una delle due vittime, ma ovviamente non sono queste le prove su cui ci basiamo&#8221;. Al momento gli investigatori lavorano per identificare gli altri complici, che, secondo Creazzo, sarebbero almeno quattro persone. Ieri il gip di Palmi ha interrogato Polimeni, che si e&#8217; avvalso della facolta&#8217; di non rispondere. Il gip ha convalidato l&#8217;arresto e ha disposto la misura cautelare in carcere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA \u2013 L\u2019autore dell\u2019omicidio di Arcangelo Pelaia, 37enne freddato con nove colpi di pistola calibro 9 nel pomeriggio del 29 giugno 2013 in pieno centro a Gioia Tauro, e\u2019 stato arrestato dai Carabinieri.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":24858,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-24857","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24857","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24857"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24857\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24858"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24857"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24857"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24857"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}