{"id":249137,"date":"2025-01-19T11:00:36","date_gmt":"2025-01-19T10:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=249137"},"modified":"2025-01-14T12:26:23","modified_gmt":"2025-01-14T11:26:23","slug":"in-italia-1-figlio-su-3-e-nato-grazie-alla-procreazione-assistita-dopo-i-40-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/in-italia-1-figlio-su-3-e-nato-grazie-alla-procreazione-assistita-dopo-i-40-anni\/","title":{"rendered":"In Italia 1 figlio su 3 \u00e8 nato grazie alla procreazione assistita dopo i 40 anni"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; La procreazione medicalmente assistita (Pma) ha contribuito al 3,7% del tasso di fecondit\u00e0 totale in Italia nel 2022, rispetto al 2,1% nel 2013, un aumento di oltre il 76%. Ma, soprattutto, ha consentito il concepimento di un figlio su tre dopo i 40 anni. I dati sono stati illustrati nel corso del convegno &#8216;<strong>Un Istituto per il futuro della popolazione<\/strong>&#8216;, che ha esplorato i risultati del programma Age-It guidato dall&#8217;Universit\u00e0 di Firenze e finanziato dal Pnrr.<\/p>\n<p>&#8220;Per comprendere e affrontare i cambiamenti demografici in atto in ottica &#8216;positiva&#8217; \u00e8 fondamentale <strong>rimuovere gli ostacoli strutturali<\/strong> <strong>che impediscono alle donne e alle coppie di pianificare e realizzare il numero di figli desiderato nei tempi auspicati<\/strong>&#8220;, ha spiegato il direttore scientifico di Age-It, Daniele Vignoli, che ha presentato i dati relativi al bisogno insoddisfatto di fecondit\u00e0 nelle donne italiane conviventi o sposate: quasi il 67% tra le 35-39enni e il 45% delle 40-44enni intende avere figli nei prossimi anni.<\/p>\n<p>&#8220;Politiche di stampo &#8216;<strong>pronatalista&#8217; come baby bonus o incentivi specifici non sono percepite come importanti per la genitorialit\u00e0<\/strong> e non si dimostrano efficaci per raggiungere l&#8217;obiettivo prefissato&#8221;, ha continuato Vignoli. &#8220;Contano aspetti di natura pi\u00f9 strutturale, in particolare l&#8217;indipendenza economica di una coppia (avere due stipendi e un reddito dignitoso e senza squilibri di genere) che \u00e8 percepito come centrale per le scelte riproduttive&#8221;.<\/p>\n<p>Vignoli identifica nella <strong>fecondit\u00e0<\/strong>, nella <strong>longevit\u00e0<\/strong> e nelle <strong>migrazioni<\/strong> gli elementi essenziali per una visione &#8216;positiva&#8217; della demografia. &#8220;La <strong>bassa fecondit\u00e0<\/strong> potrebbe rappresentare un&#8217;opportunit\u00e0 per maggiori investimenti nel campo dell&#8217;istruzione, verso la riduzione delle disuguaglianze sociali o l&#8217;aumento dell&#8217;occupazione femminile&#8221;, ha sottolineato, aggiungendo come invece &#8220;le <strong>caratteristiche demografiche dell&#8217;Italia<\/strong>, pioniera globale nell&#8217;invecchiamento, potrebbero consentire al Paese, che non ha un modello di riferimento da cui apprendere, di diventare quel modello&#8221;. Per quanto riguarda le <strong>migrazioni<\/strong>, esse &#8220;sono essenziali per una lente positiva sull&#8217;invecchiamento: le politiche di fecondit\u00e0 vedono i propri risultati in decenni, mentre le persone migranti sono potenziali genitori oggi, subito&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; La procreazione medicalmente assistita (Pma) ha contribuito al 3,7% del tasso di fecondit\u00e0 totale in Italia nel 2022, rispetto al 2,1% nel 2013, un aumento di oltre il 76%. Ma, soprattutto, ha consentito il concepimento di un figlio su tre dopo i 40 anni. 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