{"id":249813,"date":"2025-01-23T10:30:35","date_gmt":"2025-01-23T09:30:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=249813"},"modified":"2025-01-23T10:14:37","modified_gmt":"2025-01-23T09:14:37","slug":"neonata-rapita-a-cosenza-una-riflessione-psicologica-sul-dramma-e-sulle-sue-implicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/neonata-rapita-a-cosenza-una-riflessione-psicologica-sul-dramma-e-sulle-sue-implicazioni\/","title":{"rendered":"Neonata rapita a Cosenza: una riflessione psicologica sul dramma e sulle sue implicazioni"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; &#8220;La donna responsabile del gesto avrebbe <strong>simulato una gravidanza per nove mesi,<\/strong> organizzando una vera e propria messa in scena della nascita, culminata nel rapimento della neonata. Questa vicenda solleva <strong>riflessioni profonde<\/strong> sulle <strong>motivazioni psicologiche<\/strong> alla base di un gesto cos\u00ec estremo&#8221;. E&#8217; quanto afferma il <strong>dottor Marco Piccolo<\/strong> (<em>nella foto in basso<\/em>), <strong>psicologo e presidente del sindacato delle Famiglie &#8211; Sidef Calabria<\/strong> che spiega: &#8220;simulare una gravidanza, organizzare una festa, coinvolgere inconsapevolmente familiari e amici, e arrivare al punto di rapire una neonata indicano una <strong>frattura profonda nel mondo interno di questa persona<\/strong>. Un gesto cos\u00ec estremo potrebbe essere il risultato di un vissuto traumatico, di un senso di vuoto esistenziale insopportabile o di una profonda alienazione&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;La donna sembrerebbe aver <strong>costruito una sorta di allucinazione mentale<\/strong> che l\u2019ha portata a vivere come reale ci\u00f2 che reale non era: <strong>la sua maternit\u00e0<\/strong>. La sua mente ha probabilmente elaborato questa convinzione come un meccanismo di difesa estremo, un modo per riempire un vuoto insostenibile. Questo le ha permesso di agire con una coerenza spaventosa, organizzando dettagli come la festa, gli abiti della neonata e persino il post sui social, alimentando ulteriormente la sua convinzione&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-249814 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/dott.-Marco-Piccolo.jpg\" alt=\"\" width=\"379\" height=\"235\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/dott.-Marco-Piccolo.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/dott.-Marco-Piccolo-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/dott.-Marco-Piccolo-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/dott.-Marco-Piccolo-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/dott.-Marco-Piccolo-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/dott.-Marco-Piccolo-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/dott.-Marco-Piccolo-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 379px) 100vw, 379px\" \/><\/p>\n<h4><strong>Il marito di Rosa<\/strong><\/h4>\n<p>&#8220;Un ulteriore elemento di complessit\u00e0 \u00e8 la possibilit\u00e0 che il <strong>marito della donna fosse realmente all\u2019oscuro dell\u2019intera simulazione<\/strong>. Se cos\u00ec fosse, ci troveremmo di fronte a una <strong>dinamica relazionale caratterizzata da una profonda disconnessione<\/strong> o, in alternativa, da <strong>una forma di negazione inconscia da parte del partner<\/strong>. \u00c8 quindi possibile che, per ragioni legate a bisogni emotivi insoddisfatti, egli abbia inconsapevolmente accettato una narrazione tanto fragile quanto irreale, senza mai metterla in discussione, trasformando la realt\u00e0 in un teatro di autoinganno reciproco, dove il dolore e la sofferenza sono rimasti per\u00f2 inespressi&#8221;.<\/p>\n<h4><strong>I genitori di Sofia<\/strong><\/h4>\n<p>&#8220;<strong>Non meno rilevanti sono le emozioni dei genitori della bambina rapita<\/strong>, che hanno vissuto <strong>ore di terrore<\/strong>. Il senso di vulnerabilit\u00e0 che deriva dal vedere spezzata la sacralit\u00e0 del legame tra madre e figlio, proprio in un luogo che dovrebbe essere sinonimo di protezione, come una clinica, \u00e8 qualcosa che lascer\u00e0 inevitabilmente un segno.<br \/>\nQuesto evento drammatico, per\u00f2, ci parla anche di un altro aspetto: la straordinaria capacit\u00e0 della nostra societ\u00e0 di mobilitarsi. Il rapido intervento delle forze dell\u2019ordine, il sostegno della comunit\u00e0 e il ritorno della bambina tra le braccia dei genitori sono un segnale di speranza&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Come psicologo &#8211; conclude il dott. Piccolo &#8211; credo che sia <strong>fondamentale riflettere sulla necessit\u00e0 di strumenti pi\u00f9 efficaci per intercettare segnali di disagio psicologico<\/strong> \u2013 come il potenziamento dei servizi pubblici territoriali \u2013 soprattutto in quelle situazioni in cui il dolore individuale rischia di trasformarsi in un gesto estremo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; &#8220;La donna responsabile del gesto avrebbe simulato una gravidanza per nove mesi, organizzando una vera e propria messa in scena della nascita, culminata nel rapimento della neonata. Questa vicenda solleva riflessioni profonde sulle motivazioni psicologiche alla base di un gesto cos\u00ec estremo&#8221;. 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