{"id":249830,"date":"2025-01-26T08:00:01","date_gmt":"2025-01-26T07:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=249830"},"modified":"2025-01-23T12:06:35","modified_gmt":"2025-01-23T11:06:35","slug":"lavoro-al-sud-e-boom-di-assunzioni-a-cosenza-820-nuovi-posti-nel-prossimo-trimestre-105","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/lavoro-al-sud-e-boom-di-assunzioni-a-cosenza-820-nuovi-posti-nel-prossimo-trimestre-105\/","title":{"rendered":"Lavoro, al Sud \u00e8 boom di assunzioni. A Cosenza +820 nuovi posti nel prossimo trimestre (+10,5%)"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 <strong>Come va il mercato del lavoro in Italia?<\/strong> Secondo un recente <a href=\"https:\/\/www.cgiamestre.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Lavoro-18.1.25.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">studio<\/a> della <strong>CGIA di Mestre<\/strong> c\u2019\u00e8 un paradosso:<strong>120mila occupati sono a rischio<\/strong> ma, nel contempo, <strong>190mila posti fissi rimangono inevasi<\/strong>. Entro i prossimi tre mesi le imprese italiane hanno dichiarato all\u2019Unioncamere\/Ministero del Lavoro l&#8217;intenzione di <strong>assumere 1,37 milioni di lavoratori<\/strong>, di cui <strong>380mila circa a tempo indeterminato<\/strong>. Tuttavia, in un caso su due, sussiste il rischio di <strong>non poter procedere alle assunzioni a causa della carenza di candidati o dell&#8217;impreparazione delle persone che si presentano ai colloqui<\/strong>. Pertanto, a fronte di 120mila lavoratori che potrebbero perdere il posto, nei primi tre mesi di quest\u2019anno le imprese non sarebbero nelle condizioni di coprire, nemmeno offrendo un posto fisso, almeno 190mila posizioni lavorative.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Locandina-convegno-sicurezza-lavoro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-244932 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Locandina-convegno-sicurezza-lavoro.jpg\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"355\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Locandina-convegno-sicurezza-lavoro.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Locandina-convegno-sicurezza-lavoro-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Locandina-convegno-sicurezza-lavoro-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Locandina-convegno-sicurezza-lavoro-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Locandina-convegno-sicurezza-lavoro-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Locandina-convegno-sicurezza-lavoro-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Locandina-convegno-sicurezza-lavoro-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 573px) 100vw, 573px\" \/><\/a><\/p>\n<h3>Quest\u2019anno solo al Sud le assunzioni sono previste in aumento<\/h3>\n<p>Ad eccezione di Benevento e Chieti, <strong>in tutte le province del Mezzogiorno nel primo trimestre di quest\u2019anno \u00e8 previsto un aumento delle assunzioni rispetto alle previsioni riferite allo stesso periodo del 2024<\/strong>. Nel resto d\u2019Italia, invece, per 45 province del Nord e del Centro le variazioni saranno anticipate dal segno meno. <strong>La situazione pi\u00f9 virtuosa \u00e8 attesa a Siracusa con il +29,8 per cento (+1.770 entrate)<\/strong>. Seguono Foggia con il +25,9 (+2.070), Matera con il +23,6 (+670), <strong>Vibo Valentia con il + 20,1 (+350)<\/strong> e Messina con il + 19,1 (+1.700). <strong>A Cosenza previste 820 nuove assunzioni pari al +10,5%. <\/strong>Per quanto riguarda le altre province calabresi, numeri tutti positivi. <strong>A Crotone previste 180 nuove entrare<\/strong> pari al +9,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Segue <strong>Reggio Calabria con un +9,1% (+460 nuovi ingressi)<\/strong> e <strong>Catanzaro con 240 nuovi assunzioni ( +5,2%). <\/strong>Nonostante il depotenziamento previsto per il 2025, la decontribuzione relativa alle assunzioni nella Zona Economica Speciale (<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/piu-opportunita-con-la-zes-unica-per-il-sud-occhiuto-fa-i-complimenti-a-meloni-fitto-e-romano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ZES<\/a>) unica per il Mezzogiorno e l&#8217;attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresentano i due elementi fondamentali in grado di &#8220;giustificare&#8221; l&#8217;eccellente performance occupazionale attesa nel Mezzogiorno in questi primi mesi dell\u2019anno.<\/p>\n<h3>A novembre record storico di dipendenti con il posto fisso<\/h3>\n<p>Il numero dei lavoratori dipendenti italiani con il posto fisso ha toccato, nel novembre scorso, il suo <strong>record storico pari a 16.264.000 addetti<\/strong>. Per contro, <strong>i lavoratori a termine sono in flessione<\/strong>; sempre nello scorso mese di novembre si attestano attorno alla stessa soglia che avevamo a novembre del 2020, vale a dire <strong>2.652.000 occupati<\/strong>. Un risultato importante che, comunque, va analizzato attentamente<strong>. Il livello retributivo in Italia si presenta mediamente inferiore rispetto a quello riconosciuto ai dipendenti dei paesi con cui competiamo quotidianamente<\/strong>.<\/p>\n<p>E sebbene un lavoratore possa beneficiare del cosiddetto posto fisso, non \u00e8 da escludere che, a causa di uno stipendio molto contenuto, s<strong>i trovi invischiato nelle nuove forme di povert\u00e0\u00a0sempre pi\u00f9 diffuse soprattutto nelle grandi aree urbane<\/strong>. Fenomeni di profondo disagio che sino a un decennio fa non avvertivamo con la stessa preoccupazione con cui si presentano ora. Tuttavia, se l\u2019alternativa alla crescita dei lavoratori con il contratto a tempo indeterminato \u00e8 la disoccupazione, la precariet\u00e0 o, peggio ancora, il lavoro sommerso, non possiamo che salutare con soddisfazione il record ottenuto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Opere-Pubbliche-operai-lavoro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-229910 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Opere-Pubbliche-operai-lavoro.jpg\" alt=\"Opere Pubbliche operai lavoro\" width=\"539\" height=\"334\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Opere-Pubbliche-operai-lavoro.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Opere-Pubbliche-operai-lavoro-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Opere-Pubbliche-operai-lavoro-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Opere-Pubbliche-operai-lavoro-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Opere-Pubbliche-operai-lavoro-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Opere-Pubbliche-operai-lavoro-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Opere-Pubbliche-operai-lavoro-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 539px) 100vw, 539px\" \/><\/a><\/p>\n<h3>Sempre meno giovani entrano nel mondo del lavoro<\/h3>\n<p>Sono <strong>sempre meno i giovani che entrano nel mercato del lavoro<\/strong>. Il numero \u00e8 in costante diminuzione, un trend che, comunque, sta interessando la gran parte dei principali paesi del mondo occidentale. In Italia, per\u00f2, la situazione \u00e8 molto pi\u00f9 critica: l<strong>a fascia di et\u00e0 25-34 \u00e8 passata da circa 8,5 milioni di persone nel 2004 ai 6,2 milioni attuali<\/strong>. Si tratta di un crollo inedito rispetto al passato e tra i pi\u00f9 accentuati in Europa. La forte riduzione del rinnovo della popolazione attiva va trascinare via via verso il basso la forza lavoro potenziale. In particolare <strong>la fascia 35-49 \u00e8 passata da oltre 14 milioni di residenti nel 2014 a meno di 11,5 milioni nel 2024<\/strong>, con la previsione di scendere a meno 10 milioni entro il 2040\u2026\u201d<\/p>\n<h3>Ben 3 milioni di addetti in pensione. Sostituirli sar\u00e0 un problema<\/h3>\n<p>Auspicando che le crisi industriali scoppiate in questi ultimi mesi si concludano con soluzioni che garantiscano la continuit\u00e0 aziendale e la salvaguardia dei posti di lavoro interessati, <strong>con pochi giovani e il conseguente invecchiamento della popolazione<\/strong> in atto nel nostro Paese <strong>provocheranno nei prossimi anni moltissime criticit\u00e0<\/strong>, anche al sistema economico e produttivo del Paese. <strong>Squilibri che nessuno, in tempi ragionevolmente brevi, sembra avere gli strumenti appropriati per affrontare <\/strong>con successo.<\/p>\n<p>Alla luce delle informazioni riportate nel report \u201cPrevisioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia nel medio termine (2024-2028)\u201d, <strong>il fabbisogno occupazionale delle imprese pubbliche e private presenti in Italia in questo quinquennio dovrebbe attestarsi attorno ai 3,6 milioni di occupati<\/strong>.\u00a0Di questi, l\u201983%, pari in valore assoluto a quasi 3 milioni di addetti, dovrebbe sostituire chi \u00e8 destinato a uscire dal mercato del lavoro per raggiunti limiti di et\u00e0. Pertanto, considerando le difficolt\u00e0 nel reperimento di personale e il numero esiguo di giovani alla ricerca della prima occupazione, nel prossimo decennio la vera sfida non consister\u00e0 tanto nella reintegrazione di coloro che hanno perso il lavoro a causa di crisi aziendali, quanto piuttosto nella copertura dei posti vacanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Come va il mercato del lavoro in Italia? Secondo un recente studio della CGIA di Mestre c\u2019\u00e8 un paradosso:120mila occupati sono a rischio ma, nel contempo, 190mila posti fissi rimangono inevasi. 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