{"id":249887,"date":"2025-01-24T11:30:40","date_gmt":"2025-01-24T10:30:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=249887"},"modified":"2025-01-24T11:33:44","modified_gmt":"2025-01-24T10:33:44","slug":"estorsione-ai-danni-di-una-35enne-cosentina-condannato-il-datore-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/estorsione-ai-danni-di-una-35enne-cosentina-condannato-il-datore-di-lavoro\/","title":{"rendered":"Estorsione ai danni di una 35enne cosentina, condannato il datore di lavoro"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Dare oltre la met\u00e0 dello stipendio al titolare o dimettersi. Sono queste le condizioni che <strong>l\u2019imprenditore 47enne di Montalto Uffugo, Giovanni Magliocchi<\/strong>, ha imposto a una sua dipendente. Una minaccia di licenziamento poco velata, che al termine di un lungo procedimento penale avviato nel 2017, lo ha portato a incassare una pena definitiva di <strong>3 anni e 5 mesi di reclusione<\/strong>. La Corte di Cassazione il 22 gennaio 2025 ha infatti messo fine a un incubo professionale per una <strong>35enne cosentina, confermando la condanna per estorsione<\/strong> emessa dalla Corte d\u2019Appello di Catanzaro a carico del suo ex datore di lavoro.<\/p>\n<h4><strong>La sentenza ribaltata<\/strong><\/h4>\n<p>La donna lavorava per la <strong>Olivicola Cosentina Societ\u00e0 Cooperativa di Massimo Magliocchi<\/strong>, padre dell\u2019imputato che in primo grado era stato assolto dal reato di estorsione.<strong> Il Tribunale di Cosenza per entrambi aveva per\u00f2 riconosciuto la truffa commessa ai danni dell\u2019INPS<\/strong> in virt\u00f9 del rapporto professionale istaurato con la 35enne che, difesa dall\u2019avvocato Gianpiero Calabrese, ha impugnato la sentenza ottenendo giustizia. L\u2019uomo, inizialmente posto agli arresti domiciliari, prima di essere denunciato pretendeva di incassare met\u00e0 del salario corrisposto in busta paga alla lavoratrice. In caso contrario la dipendente avrebbe dovuto firmare immediatamente le dimissioni perdendo il sussidio di disoccupazione.<\/p>\n<h4><strong>Dal bando dalla Regione all\u2019estorsione<\/strong><\/h4>\n<p>Il lavoro era stato ottenuto dalla <strong>35enne partecipando a un bando della Regione Calabria<\/strong> che prevedeva un corso di formazione e uno stage (retribuiti) nelle aziende aderenti all\u2019iniziativa. Imprese che godono di altri incentivi economici quando assumono a tempo indeterminato lo stagista. Terminato il tirocinio, dopo un periodo di prova di 5 mesi, le \u00e8 stato chiesto di barattare il rimborso spese che le avevano promesso, ma non le era mai stato corrisposto con un contratto presso la Eurosinergy Consulting di Giovanni Magliocchi. Accettato lo scambio la lavoratrice ha continuato a svolgere le sue mansioni nella cooperativa Associazione Olivicola Cosentina anche se sulla carta operava a Montalto Uffugo nell\u2019azienda nella quale era stata appena assunta. Dopo un mese il titolare dice di avere difficolt\u00e0 economiche e chiede di restituirgli (temporaneamente) quanto le veniva versato come stipendio. <strong>Delle 1.300 euro percepite poteva trattenere solo 500 euro.<\/strong><\/p>\n<h4><strong>Gli stipendi non versati<\/strong><\/h4>\n<p>Ogni mese, per oltre un anno, la donna doveva prelevare 800 euro dal proprio salario e consegnarli in contanti a Giovanni Magliocchi. <strong>A dicembre 1.100 euro, per la tredicesima. In totale la lavoratrice all\u2019epoca 26enne ha cos\u00ec versato nelle tasche dell\u2019imprenditore ben 9.300 euro.<\/strong> L\u2019alternativa era rassegnare le dimissioni per evitare all\u2019azienda sanzioni che sarebbero potute scaturire dall\u2019ingiusto licenziamento. Una soluzione accettata a fronte dei ritardi nei pagamenti di pi\u00f9 mensilit\u00e0, dietro un\u2019altra promessa: ricevere un contratto a tempo determinato alla Olivicola Cosentina e tutti gli stipendi arretrati. <strong>Padre e figlio per\u00f2 non diedero alla ragazza n\u00e9 i salari vecchi n\u00e9 quelli maturati con il nuovo contratto a tempo determinato<\/strong>. Scaduto questo, Massimo Magliocchi (che rivestiva anche la carica di presidente del Comitato Promotore IGP Olio di Calabria), su insistenza della donna che chiedeva di ricevere il pagamento per le prestazioni fornite, le comunic\u00f2 che non prevedeva rinnovi e che non aveva nulla a pretendere. Da qui \u00e8 partita la querela della lavoratrice che ha portato Massimo e Giovanni Magliocchi ad essere condannati anche per aver indotto in errore l\u2019INPS ottenendo, in termini di sgravi contributivi, un <strong>ingiusto profitto pari a 8.500 euro<\/strong>. Soldi che in questo caso sarebbero stati dei contribuenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Dare oltre la met\u00e0 dello stipendio al titolare o dimettersi. Sono queste le condizioni che l\u2019imprenditore 47enne di Montalto Uffugo, Giovanni Magliocchi, ha imposto a una sua dipendente. 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