{"id":250184,"date":"2025-01-28T17:30:52","date_gmt":"2025-01-28T16:30:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=250184"},"modified":"2025-01-28T16:40:34","modified_gmt":"2025-01-28T15:40:34","slug":"caronte-tourist-revocate-le-misure-di-prevenzione-personale-e-patrimoniali-a-massimo-buda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/caronte-tourist-revocate-le-misure-di-prevenzione-personale-e-patrimoniali-a-massimo-buda\/","title":{"rendered":"Caronte &#038; Tourist: revocate le misure di prevenzione personale e patrimoniali a Massimo Buda"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211;\u00a0La Corte d\u2019Appello di Reggio Calabria ha disposto<strong> la revoca delle misure di prevenzione personali e patrimoniali applicate a Massimo Buda<\/strong> ed al suo nucleo familiare. La decisione segna un momento importante in una lunga vicenda giudiziaria legata all\u2019indagine denominata <em><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/393220-carontetourist-i-tentacoli-della-ndrangheta-nei-servizi-sulle-navi-anche-le-assunzioni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cScilla e Cariddi<\/a>\u201d<\/em>, che aveva coinvolto l<strong>a societ\u00e0 di navigazione privata Caronte &amp; Tourist<\/strong>.\u00a0L\u2019indagine, coordinata dalla Direzione Investigativa Antimafia e dalla Procura di Reggio Calabria, ipotizzava un c<strong>ondizionamento mafioso sulle attivit\u00e0 della Caronte &amp; Tourist spa<\/strong> e delle imprese collegate. Si sosteneva che <strong>Massimo Buda<\/strong>, dipendente della societ\u00e0, ritenuto<strong> esponente della famiglia Buda di Villa San Giovanni,<\/strong> fosse un punto di riferimento per gli interessi della \u2018ndrangheta all\u2019interno dell\u2019azienda. Secondo gli inquirenti, avrebbe agevolato le cosche locali nella gestione di vari servizi, come ristorazione, pulizia e assunzioni di personale, oltre a beneficiare di una rapida progressione in carriera.<\/p>\n<p>Nel 2021 l\u2019amministrazione giudiziaria della societ\u00e0 e il sequestro di beni di propriet\u00e0 di Massimo Buda avevano dato inizio a un periodo difficile per lui e la sua famiglia. Tuttavia, la difesa, composta dagli avvocati Francesco Calabrese, Guido Contestabile, Francesco Albanese e Davide Vigna<strong>, ha contestato le accuse, portando avanti un lungo lavoro per dimostrare l\u2019estraneit\u00e0 del proposto ai fatti contestati<\/strong>. Attraverso testimonianze, documenti e una consulenza tecnico-contabile sulla provenienza legittima dei beni (curata dal Dott. Francesco Deraco), il<strong> collegio difensivo \u00e8 riuscito a confutare l\u2019intero impianto accusatorio<\/strong>.\u00a0La Corte d\u2019Appello, con il decreto depositato oggi, ha accolto le argomentazioni della difesa, annullando il precedente decreto adottato dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria nel 2022. <strong>Il provvedimento odierno non solo revoca le restrizioni personali a carico di Massimo Buda, ma restituisce anche i beni confiscati al suo nucleo familiare e ai terzi coinvolti<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli avvocati difensori hanno espresso soddisfazione, sottolineando come questa decisione rappresenti <strong>un riconoscimento dell\u2019estraneit\u00e0 del Buda rispetto alle accuse mosse inizialmente<\/strong>. Per il nucleo familiare dell\u2019ex dipendente si chiude un capitolo doloroso, che ha avuto un forte impatto sia sul piano personale che professionale.\u00a0Il decreto della Corte d\u2019Appello costituisce un precedente significativo, soprattutto per quanto riguarda la tutela dei diritti individuali in situazioni in cui l\u2019applicazione di misure preventive pu\u00f2 risultare sproporzionata rispetto alle evidenze disponibili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211;\u00a0La Corte d\u2019Appello di Reggio Calabria ha disposto la revoca delle misure di prevenzione personali e patrimoniali applicate a Massimo Buda ed al suo nucleo familiare. 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