{"id":250329,"date":"2025-01-30T15:30:23","date_gmt":"2025-01-30T14:30:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=250329"},"modified":"2025-01-30T14:29:17","modified_gmt":"2025-01-30T13:29:17","slug":"sfruttate-e-costrette-a-pagare-per-lavorare-blitz-partito-dalla-denuncia-di-una-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/sfruttate-e-costrette-a-pagare-per-lavorare-blitz-partito-dalla-denuncia-di-una-donna\/","title":{"rendered":"Sfruttate e costrette a pagare per lavorare: blitz partito dalla denuncia di una donna"},"content":{"rendered":"<p>CROTONE &#8211; E&#8217; partita dalla denuncia di una delle ragazze georgiane che avevano fatto arrivare in Italia promettendole un lavoro, <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/agganciavanog-donne-georgiane-per-farle-lavorare-in-nero-e-sfruttate-in-calabria-9-arresti\">l&#8217;indagine della Squadra mobile<\/a> di Crotone che ha portato all&#8217;esecuzione di <strong>9 misure cautelari<\/strong> (quattro in carcere e cinque ai domiciliari) chieste dalla Dda di Catanzaro per altrettante persone. Gli indagati sono accusati di avere fatto parte di <strong>un&#8217;organizzazione<\/strong> che favoriva il <strong>reclutamento<\/strong>, <strong>l&#8217;ingresso e la permanenza sul territorio nazionale di cittadini georgiani<\/strong> da utilizzare come forza lavoro in condizioni di sfruttamento.<\/p>\n<p>In <strong>carcere<\/strong> sono finiti, Antonio Miletta, di 73 anni;Tamila Chavleishvili (30), Monika Daraselia (30), Maia Gulkhadarashvili (39). Ai <strong>domiciliari<\/strong>: Maria Lucia (53); Otari Kogua (36); Ana Kankadze (38); Abesalomi Gogolishvili(47) e Spartak Todua (30).<\/p>\n<h4><strong>La denuncia di una vittima<\/strong><\/h4>\n<p>L&#8217;operazione scaturisce di una indagine condotta dalla Squadra mobile che nel 2022 aveva ricevuto la denuncia di una ragazza georgiana che era stata attirata da un annuncio su Facebook. Al suo arrivo era stata messa in una <strong>safe house a Botricello<\/strong> con altre dieci connazionali, le era stato sottratto il passaporto e chiesto 700 euro per le spese di viaggio. Inoltre le venivano <strong>chiesti 10 euro al giorno di affitto e 2 euro a pasto<\/strong>. La ragazza era stata mandata poi a lavorare, senza contratto, in una famiglia di Cir\u00f2 Marina.<\/p>\n<p>Attraverso molte intercettazione, la visione di decine di ore di filmati di videosorveglianza, pedinamenti, analisi dei siti web, localizzazione di veicoli tramite satellite, gli investigatori hanno messo in luce il modus operandi dell&#8217;organizzazione che faceva capo a Antonio Miletta il qule coordinava le attivit\u00e0 di <strong>tre donne georgiane<\/strong> che da tempo erano in Calabria: <strong>Tamila Chavleishvili, Monika Daraselia, Maia Gukhadarashvili<\/strong> <strong>scrivevano gli annunci sui social<\/strong> e si occupavano della gestione delle ragazze in arrivo. Ragazze che per lavorare come badanti o cameriere senza contratto <strong>dovevano pagare 500 euro<\/strong>. L&#8217;indagine ha verificato almeno una trentina di casi analoghi. Nel corso dell&#8217;attivit\u00e0 investigativa \u00e8 emerso il rapporto del sodalizio con una societ\u00e0 che si occupava di offrire servizi alle famiglie italiane gestita da Maria Lucia. Il gip di Catanzaro ha disposto anche il sequestro di<strong> due safe house a Botricello e due a Steccato di Cutro.\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CROTONE &#8211; E&#8217; partita dalla denuncia di una delle ragazze georgiane che avevano fatto arrivare in Italia promettendole un lavoro, l&#8217;indagine della Squadra mobile di Crotone che ha portato all&#8217;esecuzione di 9 misure cautelari (quattro in carcere e cinque ai domiciliari) chieste dalla Dda di Catanzaro per altrettante persone. 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