{"id":250458,"date":"2025-01-31T22:00:19","date_gmt":"2025-01-31T21:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=250458"},"modified":"2025-01-31T20:17:12","modified_gmt":"2025-01-31T19:17:12","slug":"ndrangheta-antonio-randisi-e-il-nuovo-pentito-si-e-presentato-ai-pm-da-uomo-libero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/ndrangheta-antonio-randisi-e-il-nuovo-pentito-si-e-presentato-ai-pm-da-uomo-libero\/","title":{"rendered":"&#8216;Ndrangheta, Antonio Randisi \u00e8 il nuovo pentito: si \u00e8 presentato ai pm da &#8216;uomo libero&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; <strong>A Reggio Calabria c&#8217;\u00e8 un nuovo collaboratore di giustizia.<\/strong> Si tratta di Antonino Randisi, esponente delle cosche di &#8216;ndrangheta di Archi. Nelle settimane scorse, Randisi ha scelto di saltare il fosso rendendo le prime dichiarazioni alla Direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore Giuseppe Lombardo. <strong>Quattro verbali del nuovo collaboratore sono stati depositati stamattina nel processo &#8220;Gallic\u00f2&#8221;<\/strong>, nato da un&#8217;inchiesta della Dda contro cosche nella zona nord di Reggio Calabria. \u00c8 il processo che ha acceso un faro sulle frizioni tra i clan di Gallico. I verbali sono stati depositati nel fascicolo processuale dal procuratore aggiunto Walter Ignazzitto.<\/p>\n<p><strong>Uomo di fiducia del boss Luigi Molinetti, detto la &#8220;Belva&#8221;<\/strong>, Antonino Randisi era imputato nel processo &#8220;Epicentro&#8221; da cui lo scorso luglio era stato assolto dalla Corte d&#8217;Appello. Dopo l&#8217;assoluzione, quindi, si \u00e8 presentato ai magistrati per collaborare con la giustizia: <strong>&#8220;Intendo superare gli errori del passato &#8211; ha dichiarato ai pm &#8211; e voglio cambiare vita.<\/strong> Ho capito che questa non \u00e8 la vita che voglio. Ho scelto di collaborare da uomo libero, non temo la carcerazione, ma voglio rimediare ai miei errori&#8221;. Ai magistrati, Randisi ha raccontato di aver ricevuto &#8220;la dote dello sgarro&#8221; da Carmine De Stefano. E ha riferito anche dei luoghi dove venivano nascoste le armi degli &#8220;arcoti&#8221; e le dinamiche all&#8217;interno del locale di Gallico dove i Molinetti avevano &#8220;stretto un patto&#8221; con Nino Crupi e Mario Corso, soggetti imputati per associazione mafiosa, che &#8220;comandavano a Gallico sotto l&#8217;egida di Gino Molinetti&#8221;. &#8220;La divisione di tutto ci\u00f2 che riguardava il territorio di Gallico, non solo le estorsioni &#8211; ha affermato il collaboratore &#8211; doveva essere effettuata al 50%: met\u00e0 al gruppo Molinetti e l&#8217;altra met\u00e0 a Corso e Crupi&#8221;.<\/p>\n<p>Ai magistrati, infine, Randisi ha parlato dell&#8217;<strong>omicidio di Paolo Munno,<\/strong> un pregiudicato ucciso ad Archi nel 2012 all&#8217;interno del circolo ricreativo che gestiva la vittima. &#8220;L&#8217;esecutore fu Giuseppe Molinetti, figlio di Luigi Molinetti, e Ciccio Saraceno gli fece da palo. &#8211; c&#8217;\u00e8 scritto nei verbali depositati oggi in aula &#8211; Venne utilizzata una pistola a tamburo&#8221;.<br \/>\nNaturalmente sulle dichiarazioni sta indagando la Dda di Reggio Calabria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; A Reggio Calabria c&#8217;\u00e8 un nuovo collaboratore di giustizia. 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