{"id":251310,"date":"2025-02-10T19:45:37","date_gmt":"2025-02-10T18:45:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=251310"},"modified":"2025-02-11T10:16:25","modified_gmt":"2025-02-11T09:16:25","slug":"cosenza-senza-corrente-il-centro-che-ospita-i-sopravissuti-a-tortura-nessun-preavviso-dalla-regione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cosenza-senza-corrente-il-centro-che-ospita-i-sopravissuti-a-tortura-nessun-preavviso-dalla-regione\/","title":{"rendered":"Cosenza, senza corrente il centro che ospita i sopravissuti a tortura: &#8220;Nessun preavviso dalla Regione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; <strong>A Cosenza il centro che prende in carico i richiedenti internazionali sopravissuti a tortura<\/strong> &#8211; che si trova nell&#8217;area dell&#8217;ex INAPLI di fianco al centro Roberta Lanzino &#8211; <strong>\u00e8 senza luce<\/strong>. La denuncia arriva dall&#8217;equipe socio-sanitaria multidisciplinare che si occupa della riabilitazione fisica e psicologica nei confronti dei rifugiati dal 2012.<\/p>\n<p>&#8220;Siamo consapevoli che, nell\u2019attuale momento storico, istituzioni e alcuni strati della societ\u00e0 preferirebbero che le persone delle quali ci occupiamo quotidianamente morissero in mare o dissanguate all\u2019interno delle carceri libiche profumatamente pagate dai governi italiani&#8221;, scrivono gli specialisti del centro in una nota.<\/p>\n<p><strong>Emilia Corea,<\/strong> coordinatrice dell&#8217;equipe multidisciplinare, ha spiegato la situazione ai microfoni di <strong>Rlb<\/strong><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-251310-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/emilia.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/emilia.mp3\">https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/emilia.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&#8220;L&#8217;<strong>equipe sociosanitaria<\/strong> per la riabilitazione dei sopravvissuti a tortura &#8211; scrivono in una nota gli specialisti &#8211; ha affrontato, soprattutto negli ultimi anni, migliaia di difficolt\u00e0. Gli specialisti che operano al suo interno &#8211; tutti gratuitamente &#8211; dal 2012 ad oggi hanno portato avanti percorsi di cura dai traumi da tortura nei confronti di 942 persone, di uomini, donne e minori con vissuti di violenza inenarrabili. La sua sede \u00e8 all&#8217;interno dell&#8217;ex inapli della regione calabria, in uno dei capannoni in disuso. Da venerd\u00ec 7 gennaio,<strong> la Regione Calabria ha sospeso l&#8217;erogazione della corrente elettrica senza darne comunicazione alcuna<\/strong>. Ha di fatto spento le luci sui dolorosissimi percorsi di riabilitazione dei sopravvissuti a tortura. I nostri pazienti troveranno medici e psicologi ad accoglierli all&#8217;interno di una<strong> struttura fredda e buia<\/strong>. Riteniamo che si tratti di un atto gravissimo che non pu\u00f2 passare sotto silenzio!&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Una decisione, questa, che mortifica il nostro operato e che mette a rischio il doloroso percorso di riabilitazione dai traumi da tortura nei confronti di richiedenti e titolari di protezione internazionale.<strong> Non \u00e8 nostra intenzione arretrare di mezzo passo rispetto al nostro operato<\/strong> &#8211; conclude la nota &#8211; nei confronti di persone estremamente fragili e traumatizzate, spesso considerate dalle istituzioni e dalla societ\u00e0 alla stregua di rifiuti e scarti umani. Auspichiamo una solerte risoluzione della questione da parte della Regione Calabria nella ferma convinzione che al nostro posto resteremo!&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; A Cosenza il centro che prende in carico i richiedenti internazionali sopravissuti a tortura &#8211; che si trova nell&#8217;area dell&#8217;ex INAPLI di fianco al centro Roberta Lanzino &#8211; \u00e8 senza luce. 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