{"id":251323,"date":"2025-02-11T10:24:39","date_gmt":"2025-02-11T09:24:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=251323"},"modified":"2025-02-11T12:52:53","modified_gmt":"2025-02-11T11:52:53","slug":"maxi-operazione-antimafia-a-palermo-decine-di-arresti-anche-a-reggio-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/maxi-operazione-antimafia-a-palermo-decine-di-arresti-anche-a-reggio-calabria\/","title":{"rendered":"Maxi operazione antimafia a Palermo: decine di arresti, anche a Reggio Calabria"},"content":{"rendered":"<p>PALERMO &#8211; E&#8217; scattato nella notte un maxi blitz dei carabinieri nei confronti dei mandamenti mafiosi di Palermo e provincia con 183 provvedimenti eseguiti anche a Catania, Trapani, <strong>Reggio Calabria<\/strong>, Arezzo, Firenze e Milano.\u00a0 Al maxi blitz partecipano i carabinieri dei reparti territoriali, il reparto operativo, i cacciatori di Sicilia, il secondo reggimento Sicilia, il battaglione Calabria, il IX nucleo elicotteri di Palermo per un totale di<strong> 1.200 carabinieri<\/strong>. Con l&#8217;operazione \u00e8 stato assestato un duro colpo ai mandamenti mafiosi, in particolare, di <strong>Porta Nuova, Pagliarelli, Tommaso Natale-San Lorenzo, Santa Maria di Ges\u00f9 e Bagheria.<\/strong><\/p>\n<p>Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsioni, consumate o tentate, aggravate dal metodo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, favoreggiamento personale, reati in materia di armi, contro il patrimonio, la persona, esercizio abusivo del gioco d&#8217;azzardo, e altro. I provvedimenti cautelari sono stati emessi a carico di 163 persone, delle quali 33 gi\u00e0 detenute per altra causa e rappresentano l\u2019esito delle indagini condotte tra il 2023 e il 2025 in direzione dei mandamenti di \u201cPorta Nuova\u201d, \u201cPagliarelli\u201d, \u201cTommaso Natale \u2013 San Lorenzo, e \u201cBagheria\u201d.<\/p>\n<h4><strong>&#8220;Cosa nostra&#8221;: associazione criminale &#8216;vitale e al passo coi tempi&#8217;<\/strong><\/h4>\n<p>Le indagini hanno fatto emergere come <strong>\u201ccosa nostra\u201d sia un\u2019associazione criminale vitale e al \u201cpasso coi tempi\u201d:<\/strong> se infatti essa \u00e8 fortemente legata alle regole dei <strong>\u201cpadri fondatori\u201d,<\/strong> ai suoi antichi riti e al compimento delle \u201cclassiche\u201d condotte illecite, come le estorsioni, il <strong>traffico di droga e il controllo delle scommesse clandestine online<\/strong>, dall\u2019altro \u00e8 emersa la <strong>capacit\u00e0 degli affiliati di ricorrere ai moderni mezzi di comunicazione per cercare di sfuggire alla pressione investigativa<\/strong>. \u00c8 stato infatti documentato il <strong>sistematico utilizzo di smartphone criptati<\/strong> che consentono comunicazioni &#8211; anche di gruppo \u2013 sicure, limitando all\u2019essenziale la necessit\u00e0 degli incontri e delle riunioni tradizionali.<\/p>\n<p>I capi di \u201ccosa nostra\u201d tendono a risolvere pacificamente le controversie che sorgono cercando di mantenere un profilo costantemente basso nel tentativo di non attirare le attenzioni delle Forze di Polizia. Servendosi di apparati tecnologicamente avanzati quali i telefoni criptati, hanno creato delle community ristrette nelle quali i personaggi pi\u00f9 influenti possono discutere degli affari criminali senza i rischi che comportano gli incontri \u201cin presenza\u201d. Questo sistema di comunicazione ha reso possibile il dialogo, costante e riservato, non solo con i trafficanti di droga ma anche tra i vari mandamenti. Tale tecnologia ha consentito ad un <strong>esponente del Mandamento di Porta Nuova<\/strong>, resosi latitante, non solo di poter <strong>affrontare un lungo periodo di latitanza<\/strong> (circa 2 anni), ma in una fase in cui non vi erano altri esponenti influenti in libert\u00e0, di poter continuare a reggere le sorti del mandamento evitando di incontrare di persona gli altri adepti.<\/p>\n<p>Dopo aver posto fine alla latitanza nel marzo del 2024, <strong>con l\u2019operazione di oggi vengono tratti in arresto i suoi presunti fiancheggiatori:<\/strong> si tratta di persone contigue o ritenute appartenenti al mandamento di Porta Nuova che lo avrebbero supportato logisticamente, consentendogli altres\u00ec di intrattenere comunicazioni sicure per mezzo di <strong>criptofonini<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-249611 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carabinieri-3.jpg\" alt=\"carabinieri\" width=\"476\" height=\"295\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carabinieri-3.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carabinieri-3-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carabinieri-3-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carabinieri-3-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carabinieri-3-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carabinieri-3-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carabinieri-3-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 476px) 100vw, 476px\" \/><\/p>\n<h4><strong>Cellulari nei penitenziari<\/strong><\/h4>\n<p>Le indagini hanno poi riscontrato la possibilit\u00e0 di introdurre negli istituti penitenziari minuscoli apparecchi telefonici e migliaia di sim card al fine di neutralizzare le attivit\u00e0 di intercettazione, circostanza che ha consentito ai detenuti, dalle loro celle, di continuare ininterrottamente la militanza mafiosa, seppure in videochiamata.<\/p>\n<p>Il quadro che emerge dalle investigazioni restituisce una \u201c<strong>cosa nostra\u201d<\/strong> che, nonostante le numerose operazioni coordinate dalla Magistratura palermitana e portate avanti dai Carabinieri e dalle altre forze di polizia, continua a mantenere la sua presa: un\u2019associazione <strong>ben ancorata al proprio territorio sul quale esercita un costante controllo<\/strong>, incidendo significativamente sul tessuto economico attraverso le estorsioni e l\u2019imposizione di prodotti, non disdegnando di ricorrere all\u2019uso della forza quando lo ritiene opportuno, grazie anche ad una buona disponibilit\u00e0 di armi.<\/p>\n<h4><strong>Cosa nostra e &#8216;ndrangheta<\/strong><\/h4>\n<p>\u201cCosa nostra\u201d nel <strong>perseguire i grossi guadagni<\/strong>, quelli derivanti dal traffico di <strong>stupefacenti<\/strong> e dall\u2019esercizio del <strong>gioco digitale illegale<\/strong>, fa \u201ccartello\u201d prendendo decisioni che favoriscono tutti i mandamenti e tesse alleanze anche al di fuori della propria area di competenza. Sono infatti emerse stabili e documentate interlocuzioni con esponenti della \u2018ndrangheta di <strong>Reggio Calabria<\/strong> e di \u201c<strong>cosa nostra\u201d agrigentina e catanese<\/strong>.<\/p>\n<p>In linea con la tendenza registrata negli ultimi anni nel corso delle molteplici operazioni condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, tra cui l\u2019operazione Cupola 2.0 del dicembre 2018, anche oggi emerge il ruolo centrale riconquistato da parte dei mandamenti cittadini nell\u2019ambito delle dinamiche criminali, ruolo che era stato perso durante il periodo di <strong>predominio dell\u2019ala corleonese. <\/strong>Seppure oggi non si possa parlare di una nuova Commissione provinciale, il dato acquisito \u00e8 quello del coordinamento e della gestione intermandamentale degli affari pi\u00f9 delicati e lucrosi. Nello specifico, le attivit\u00e0 hanno documentato i <strong>fortissimi legami venutisi a creare tra alcuni dei pi\u00f9 importanti mandamenti mafiosi palermitani, ovvero quelli di Tommaso Natale\/San Lorenzo, Porta Nuova, Brancaccio, Noce-Cruillas, Pagliarelli e Santa Maria di Ges\u00f9 nella gestione coordinata di affari illeciti connessi con il traffico di sostanze stupefacenti.<\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, \u00e8 emerso il ruolo preminente dei <strong>mandamenti cittadini<\/strong> su quelli della provincia. Eloquente al riguardo \u00e8 lo scenario bagherese nell\u2019ambito del quale \u00e8 emerso come le famiglie mafiose palermitane rappresentino una sorta di caposaldo attraverso il quale ottenere legittimazione mafiosa piuttosto che alleanze. Nel caso di specie, infatti, l\u2019appoggio delle famiglie palermitane avrebbe rappresentato l\u2019ago della bilancia che avrebbe consentito ai due contendenti alla leadership, di prevalere l\u2019uno sull\u2019altro. Emerge un vero e proprio dualismo tra due schieramenti contrapposti, quello dei \u201ccapizziani\u201d, a cui apparterrebbe il primo e quello dei \u201crotoliani\u201d a cui si ispirerebbe il secondo, quest\u2019ultimo -secondo l\u2019ipotesi accusatoria- riconosciuto dalla consorteria mafiosa bagherese come reggente protempore.<\/p>\n<h4><strong>Le regole dell&#8217;organizzazione<\/strong><\/h4>\n<p>Il richiamo alle regole che disciplinano l\u2019organizzazione \u00e8 emerso in maniera significativa nelle indagini condotte dai Carabinieri di Palermo nel corso degli ultimi anni, facendo emergere la consapevolezza dei consociati che solo attraverso un <strong>ortodosso rispetto<\/strong> delle stesse, l\u2019organizzazione criminale pu\u00f2 continuare ad esistere ed operare. Cos\u00ec, ad esempio, nel corso dell\u2019indagine \u201cRoccaforte\u201d con cui in data 24.01.2023 \u00e8 stata smantellata la famiglia mafiosa di Rocca-Mezzomonreale. In particolare veniva intercettata una riunione di mafia tenutasi con l\u2019intento di ricomporre alcune gravi fratture venutesi a creare tra lo storico capo famiglia e il nipote. La lunga discussione che ne scaturiva era l\u2019occasione per richiamare ripetutamente l\u2019esistenza di talune imprescindibili regole mafiose, riportate in un codice mafioso scritto, custodito gelosamente da decenni e che regola, ancora oggi, la vita di \u201ccosa nostra\u201d.<\/p>\n<p>La <strong>struttura verticistica dell\u2019organizzazione criminale<\/strong> e il <strong>rispetto delle sue rigide regole,<\/strong> vengono oggi emblematicamente rappresentati da alcune conversazioni captate nel mandamento di San Lorenzo \u2013 Tommaso Natale. Una delle persone sottoposte a indagini, nel parlare del presunto reggente del mandamento di San Lorenzo-Tommaso Natale, avrebbe ribadito che da \u201ccosa nostra\u201d si pu\u00f2 uscire solo con la morte, spiegando il concetto stesso di reggenza mafiosa, che conferiva temporaneamente l\u2019autorit\u00e0 della direzione del mandamento in capo a chi in quel momento si trovava in libert\u00e0, fino al momento in cui non fosse stato scarcerato qualcuno a lui sovraordinato.<\/p>\n<p>Un altro importante richiamo al rispetto delle rigide regole di \u201ccosa nostra\u201d emergeva nel contesto delle investigazioni svolte in direzione dell\u2019area di<strong> Terrasini, Cinisi e Carini<\/strong>: allorquando un indagato di quel contesto territoriale aveva subito un torto da parte di un soggetto residente a Siracusa e, al fine di realizzare un intervento punitivo nei confronti del contendente, si sarebbe rivolto alla persona ritenuta capo della locale famiglia mafiosa. Questi gli avrebbe per\u00f2 fatto notare la necessit\u00e0 di seguire un percorso gerarchico che passasse in primo luogo dalla citt\u00e0 di Palermo al fine di gestire la vicenda.<\/p>\n<p>Un altro elemento cardine dell\u2019attivit\u00e0 mafiosa \u00e8 stato rappresentato durante una riunione riservata tra i presunti appartenenti alla <strong>consorteria dello Zen.<\/strong> Uno di loro avrebbe evidenziato la necessit\u00e0 di individuare un soggetto capace e affidabile, pienamente inserito nel contesto associativo mafioso, che svolgesse il ruolo di cassiere. Questi sarebbe stato il detentore e custode di tutti i proventi delle attivit\u00e0 illecite del sodalizio, soldi necessari per il mantenimento delle famiglie dei detenuti. I proventi, confluiti in una cassa unica, garantivano quella solidit\u00e0 economica necessaria nonch\u00e9 la stabilit\u00e0 del potere mafioso nel corso del tempo nonostante i cambi al vertice dell\u2019organizzazione, come quello che il suddetto prevedeva proprio allo Zen quando sarebbe stato sostituito. Il nuovo reggente infatti avrebbe fatto affidamento al cassiere, chiedendo un rendiconto del lavoro svolto e apprezzando, nel caso di una gestione oculata e precisa delle risorse economiche, il lavoro dei sodali e di chi lo aveva preceduto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-242648 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/carabinieri-controlli-covid.jpg\" alt=\"\" width=\"509\" height=\"315\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/carabinieri-controlli-covid.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/carabinieri-controlli-covid-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/carabinieri-controlli-covid-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/carabinieri-controlli-covid-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/carabinieri-controlli-covid-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/carabinieri-controlli-covid-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/carabinieri-controlli-covid-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/><\/p>\n<h4><strong>Il reclutamento di nuovi e giovani adepti<\/strong><\/h4>\n<p>Per la famiglia di <strong>Santa Maria del Ges\u00f9<\/strong> sarebbe invece il <strong>capo famiglia a tenere il \u201clibro mastro\u201d<\/strong> su cui sono metodicamente indicate le attivit\u00e0 economiche sottoposte ad estorsione ed annotate le entrate e le uscite, necessarie anche a garantire il sostentamento agli uomini d\u2019onore detenuti. Nonostante l\u2019organizzazione mafiosa nel corso degli anni sia stata colpita da diverse attivit\u00e0 investigative che hanno condotto all\u2019arresto di molti affiliati, essa riesce ancora ad esercitare una forza di attrazione su un <strong>nutrito numero di giovani<\/strong> che ne sposano i principi e si mettono a disposizione per accattivarsi la stima dei rappresentanti di riferimento. \u00c8 emersa non solo la necessit\u00e0 da parte dell\u2019organizzazione di <strong>trovare nuovi adepti<\/strong> ma anche quella di <strong>formarli secondo le regole della consorteria<\/strong>.<\/p>\n<p>Emblematica \u00e8 la vicenda che riguarda il mandamento mafioso di Pagliarelli e nello specifico il reclutamento, da parte della <strong>famiglia di Corso Calatafimi di un giovane<\/strong>, ritenuto legato a un mafioso detenuto, al fine di avviarlo alle attivit\u00e0 illecite tipiche del sodalizio non prima per\u00f2 di averlo istruito circa i principi cardine di \u201ccosa nostra\u201d attraverso vere e proprie \u201clezioni di mafia\u201d. Il giovane sarebbe stato \u201c<strong>preso in carico\u201d da un indagato<\/strong> che gli avrebbe offerto specifiche indicazioni invitandolo a prendere esempio dal proprio modo di agire nei confronti delle persone da sottoporre ad estorsione nonch\u00e9 consigliandolo su come rapportarsi ai vertici mafiosi.<\/p>\n<h4><strong>La droga tra le attivit\u00e0 pi\u00f9 redditizie<\/strong><\/h4>\n<p>Tra le attivit\u00e0 criminali pi\u00f9 remunerative per l\u2019organizzazione criminale vi \u00e8 il traffico di stupefacenti, nel cui ambito gli interessi sono cos\u00ec alti che vi \u00e8 una gestione coordinata da parte dei mandamenti cittadini. Sono emersi i rapporti che i mandamenti palermitani hanno intrapreso con le <strong>altre provincie dell\u2019isola<\/strong> e con la \u2018<strong>Ndrangheta calabrese per le forniture<\/strong>. Il traffico di stupefacenti a Palermo ha evidenziato infatti il consolidamento di stretti rapporti tra \u201ccosa nostra\u201d palermitana e \u201ccosa nostra\u201d agrigentina, nonch\u00e9 con esponenti di vertice di alcuni clan della \u2018ndrangheta calabrese della <strong>piana di Gioia Tauro<\/strong> per l\u2019approvvigionamento di ingenti quantit\u00e0 di stupefacenti.<\/p>\n<p>Il coordinamento tra i mandamenti cittadini sarebbe stato salvaguardato dal presunto reggente del mandamento di Porta Nuova, la cui figura sarebbe in qualche modo sovraordinata agli altri reggenti dei mandamenti cittadini che -secondo l\u2019ipotesi accusatoria- gli riconoscono la possibilit\u00e0 di imporre la sua volont\u00e0 anche al difuori dei confini del suo territorio di riferimento. Difatti acquisita la reggenza del mandamento dopo l\u2019arresto nel marzo 2024 del latitante, il predetto avrebbe imposto il suo monopolio sulle piazze di spaccio di Palermo, non limitandosi a quelle di Porta Nuova. Tale imposizione, pur creando malcontento in alcuni affiliati di altri mandamenti, in particolare di Tommaso Natale, sarebbe stata accettata perch\u00e9 proveniente da uno dei massimi esponenti di \u201ccosa nostra\u201d palermitana.<\/p>\n<p>Il <strong>traffico di stupefacenti oltre a garantire importanti proventi<\/strong> da reinvestire o da utilizzare per il <strong>sostentamento di affiliati e famiglie dei detenuti<\/strong>, consente all\u2019organizzazione, attraverso il controllo delle piazze di spaccio, di esercitare una pressante azione di controllo del territorio. I pusher possono approvvigionarsi dal canale autorizzato e controllato dal mandamento oppure utilizzarne un altro, pagando all\u2019organizzazione mafiosa una \u201ctassa\u201d. La non osservanza di tali imposizioni viene punita dagli esponenti mafiosi anche con violente ritorsioni. Nel corso dell\u2019attivit\u00e0 sono stati complessivamente sequestrati <strong>43 kg di cocaina, 8,5 kg di hashish ma anche 335 gr di crack<\/strong>, sostanza stupefacente sempre pi\u00f9 diffusa tra i giovanissimi di Palermo.<\/p>\n<h4><strong>Il gioco digitale<\/strong><\/h4>\n<p>Al pari del traffico di stupefacenti, rappresenta una delle attivit\u00e0 pi\u00f9 remunerative per \u201ccosa nostra\u201d che in tal modo, oltre al controllo del territorio attraverso l\u2019imposizione mafiosa dei \u201c<strong>pannelli di gioco<\/strong>\u201d, pu\u00f2 contare su importanti introiti che consentono di rimpinguare le casse dell\u2019organizzazione e quindi di sostenere le famiglie dei detenuti e gli affiliati. <strong>L\u2019imprenditore del settore scommesse che intenda promuovere l\u2019utilizzo del sito di sua propriet\u00e0, sigla accordi di cooperazione con i vertici mafiosi<\/strong> e quindi si avvale della forza di intimidazione mafiosa per imporre il proprio sito alle agenzie di scommesse del territorio. Uno spaccato dell\u2019attuale scenario in materia di gioco digitale \u00e8 emerso in maniera significativa dalle attivit\u00e0 investigative condotte sui mandamenti di Tommaso Natale \u2013 San Lorenzo e di Porta Nuova, anche se la gestione, al pari degli stupefacenti, vede coinvolti i pi\u00f9 importanti mandamenti cittadini.<\/p>\n<p>Nel contesto territoriale di Carini, alcuni imprenditori, <strong>abili inventori di un software<\/strong> per il gioco on line, dopo aver costituito alcuni siti a Malta avrebbero iniziato a commercializzarli avvicinandosi ai mafiosi, tra cui il presunto vertice della famiglia di Carini- abbinandoli ad un sito perfettamente legale che funge da schermo. Dopo l\u2019arresto di quest\u2019ultimo si sarebbe creata una simbiosi tra l\u2019imprenditore e il presunto reggente del mandamento mafioso di Tommaso Natale, che avrebbe avuto un ruolo determinante nelle dinamiche di commercializzazione del sito nonch\u00e9 nella risoluzione di varie controversie sorte.<br \/>\nParte dei proventi provenienti dalle scommesse illegali \u00e8 stata utilizzata per il mantenimento dei carcerati, anche fornendo ai referenti di zona, i c.d. \u201cmaster\u201d, il loro prodotto a condizioni agevolate cos\u00ec da realizzare un extra profitto da destinare ai detenuti, come sarebbe avvenuto in un caso.<\/p>\n<h4><strong>Le estorsioni<\/strong><\/h4>\n<p>L\u2019organizzazione mafiosa ha la necessit\u00e0 di effettuare un costante controllo del territorio, garantito anche per mezzo delle estorsioni. Le modalit\u00e0 predilette continuano a essere la richiesta del cosiddetto \u201c<strong>pizzo<\/strong>\u201d e l\u2019imposizione ai commercianti di prodotti da fornitori contigui a \u201ccosa nostra\u201d e a prezzi imposti. Tra i numerosi casi riscontrati, si cita a esempio quello che sarebbe avvenuto nel territorio della famiglia mafiosa di Corso Calatafimi ove uno degli indagati nel commentare le resistenze manifestate dal titolare di un esercizio commerciale alla richiesta estorsiva avanzatagli, si sarebbe mostrato adirato per la mancanza di rispetto e sarebbe stato intenzionato a risolvere la vicenda anche facendo uso della forza. <strong>Anche l\u2019attivit\u00e0 di spaccio di stupefacenti, qualora le sostanze non siano approvvigionate da canali intermediati da \u201ccosa nostra\u201d, sono oggetto di \u201cpizzo<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Nel mandamento di Tommaso Natale &#8211; San Lorenzo, ad aprile 2024 emergeva che l\u2019organizzazione mafiosa aveva avuto delle difficolt\u00e0 nell\u2019approvvigionamento dello stupefacente che fino a quel momento aveva immesso nel circuito delle piazze di spaccio dello Zen. Pertanto veniva adottata una nuova strategia finalizzata a garantire comunque dei proventi da quell\u2019attivit\u00e0 illecita: i titolari delle piazze di spaccio venivano lasciati liberi di procurarsi lo stupefacente attraverso loro canali personali e non pi\u00f9 costretti a rifornirsi da \u201ccosa nostra\u201d a patto che pagassero una \u201ctassa\u201d proporzionata alla tipologia dello stupefacente spacciato.<\/p>\n<p>Veniva altres\u00ec deciso che le estorsioni dovevano essere estese a tappeto anche verso tutti i commercianti dello Zen e di questo se ne sarebbero occupati alcuni personaggi ai quali sarebbe stata data carta bianca su quali commercianti aggredire al fine di rimpinguare la cassa mafiosa, senza risparmiare gli ambulanti del mercato rionale del gioved\u00ec. Uno degli indagati avrebbe inoltre chiarito i termini delle richieste estorsive, ovvero che se qualcuno avesse reagito, cos\u00ec come in passato, avrebbero anche usato la violenza nei suoi confronti, accettando il rischio di poter essere arrestati.<\/p>\n<p>Sempre nell\u2019ambito dello stesso mandamento \u00e8 emersa <strong>l\u2019imposizione del pesce ai ristoranti<\/strong> delle <strong>borgate marinare di Sferracavallo e Mondello<\/strong>. In particolare nel febbraio 2023, la compagine mafiosa guidata di Tommaso Natale-San Lorenzo avrebbe deciso di riprendere la distribuzione dei mitili e degli altri frutti di mare a tutti i ristoratori delle citate aree, imponendone l\u2019acquisto con la forza derivante dall\u2019appartenenza a \u201ccosa nostra\u201d ed estromettendo la concorrenza, previa individuazione di un noto imprenditore del settore, deputato a fornire la materia prima.<\/p>\n<p>Nel complesso sono stati accertati circa <strong>50 episodi di estorsione tra consumate e tentate<\/strong>. In pochissimi casi le vittime hanno denunciato la richiesta di \u201cpizzo\u201d, un dato certamente minimo rispetto al totale che trova spiegazione in un contesto di forte presenza mafiosa. \u00c8 emerso a pi\u00f9 riprese che l\u2019organizzazione mafiosa pu\u00f2 contare su una buona disponibilit\u00e0 di armi da fuoco. La presenza di <strong>armi<\/strong> viene registrata su ogni mandamento anche se \u201ccosa nostra\u201d negli ultimi anni ha cercato di non rendersi protagonista di eventi delittuosi eclatanti, preferendo mantenere un profilo basso in modo da evitare di attirare le attenzioni delle forze di polizia. <strong>In alcuni casi \u00e8 stato possibile sequestrare delle armi<\/strong>: nel mandamento di Tommaso Natale \u2013 San Lorenzo, ed in particolare a Carini, \u00e8 emerso che uno degli indagati aveva la disponibilit\u00e0 di alcune armi da fuoco. Infatti, un suo familiare, resosi protagonista di una lite, avrebbe prelevato da un terreno una pistola. A seguito di un mirato servizio di osservazione svolto dai Carabinieri il 15 ottobre 2023 sono stati quindi tratti in arresto i predetti assieme ad altri due parenti, perch\u00e9 trovati in possesso di una pistola cal. 7,65 mm e di 17 proiettili, 1 fucile e materiale per la pulizia delle armi.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Cosa nostra<\/strong>\u201d non disdegna di risolvere le problematiche attraverso <strong>l\u2019uso della forza<\/strong>, come sarebbe successo con un presunto esponente del mandamento di Tommaso Natale \u2013 San Lorenzo: questi, dopo aver subito il furto del quad del figlio, avrebbe incaricato uno degli indagati di identificare il responsabile e punirlo, mediante un pestaggio. Analogamente a Ficarazzi, uno degli indagati, al fine di risolvere un suo problema con un artigiano a cui aveva commissionato una fornitura, ne avrebbe ordinato il pestaggio: ne scaturiva una lesione grave all\u2019occhio della vittima con una riduzione della vista.<\/p>\n<p>Complessivamente le indagini hanno consentito di <strong>ricostruire una decina di episodi di pestaggio alcuni dei quali con l\u2019aggravante mafiosa<\/strong>. Tra gli episodi spicca un caso di \u201ctortura\u201d, reato previsto dall\u2019art. 613 bis del Codice Penale, commesso in danno di una persona ritenuta responsabile di alcuni furti e, pertanto, picchiata pi\u00f9 volte violentemente.<br \/>\nAnche i contrasti per la gestione di una piazza di spaccio hanno avuto esito in un grave atto violenza: il 5 settembre 2024 a causa di alcuni dissidi sorti per lo spaccio di stupefacenti allo Zen, uno degli indagati sparava alcuni colpi di arma da fuoco all\u2019indirizzo dell\u2019antagonista, che riusciva miracolosamente a salvarsi. Seguiva pertanto l\u2019intervento della consorteria mafiosa al fine di ristabilire l\u2019ordine nel quartiere e non ostacolare gli affari illeciti.<\/p>\n<h4><strong>L\u2019associazione gode di una fitta rete di informatori<\/strong><\/h4>\n<p>Il 7 novembre 2023 viene arrestato un commesso giudiziario della Procura di Palermo, per il delitto di favoreggiamento poich\u00e9, essendo addetto al materiale traporto dei fascicoli, era solito consultare, fotografare e poi diffondere il contenuto dei procedimenti coperti dal segreto, compresi i decreti di intercettazione ancora attivi. Dalle indagini \u00e8 emerso che il predetto impiegato non era l\u2019unica fonte informativa di \u201ccosa nostra\u201d: lo stesso giorno del predetto arresto, un indagato della compagine bagherese sarebbe stato informato che un esponente di Corso dei Mille aveva appreso di tre imminenti operazioni di polizia previste per \u201cfine anno\u201d. A seguito di tale notizia, gli affiliati si adoperavano per fare \u201csparire\u201d alcune cose, mentre taluni sodali di Brancaccio (quelli pi\u00f9 pesanti) si \u201cbuttavano latitanti\u201d.<br \/>\nL\u2019esistenza di altre fonti di informazione \u00e8 emersa inoltre nel contesto della famiglia di Partanna Mondello, con riguardo a un avvocato il quale avrebbe \u201cmesso in guardia\u201d un esponente dell\u2019organizzazione mafiosa avvisandolo di essere indagato e di avere una microspia in macchina. \u00c8 obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verr\u00e0 vagliata dall\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria nel corso dell\u2019intero iter processuale e definita solo a seguito dell\u2019eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO &#8211; E&#8217; scattato nella notte un maxi blitz dei carabinieri nei confronti dei mandamenti mafiosi di Palermo e provincia con 183 provvedimenti eseguiti anche a Catania, Trapani, Reggio Calabria, Arezzo, Firenze e Milano.\u00a0 Al maxi blitz partecipano i carabinieri dei reparti territoriali, il reparto operativo, i cacciatori di Sicilia, il secondo reggimento Sicilia, il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":250923,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[19],"class_list":["post-251323","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/251323","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=251323"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/251323\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/250923"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=251323"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=251323"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=251323"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}