{"id":251669,"date":"2025-02-14T15:00:08","date_gmt":"2025-02-14T14:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=251669"},"modified":"2025-02-14T13:26:53","modified_gmt":"2025-02-14T12:26:53","slug":"cosenza-la-lettera-dellequipe-multidisciplinare-che-si-occupa-di-sopravvissuti-a-tortura-al-presidente-occhiuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cosenza-la-lettera-dellequipe-multidisciplinare-che-si-occupa-di-sopravvissuti-a-tortura-al-presidente-occhiuto\/","title":{"rendered":"Cosenza: la lettera dell&#8217;Equipe Multidisciplinare che si occupa di &#8216;sopravvissuti a tortura&#8217; al presidente Occhiuto"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Una lettera rivolta al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto <strong>per portare alla sua attenzione le attivit\u00e0 del centro che prende in carico i richiedenti internazionali sopravissuti a tortura. La sede<\/strong> si trova nell\u2019area dell\u2019ex INAPLI di fianco al centro Roberta Lanzino.<\/p>\n<p>&#8220;Gentile Presidente, con questa lettera intendiamo metterLa a conoscenza dell&#8217;esistenza della <strong>nostra equipe socio-sanitaria nata per favorire l&#8217;emersione, la diagnosi, la presa in carico dei richiedenti e titolari di protezione internazionale sopravvissuti a tortura<\/strong>. Lo facciamo pur condividendo dal lontano 2015 uno spazio all&#8217;interno della struttura della Regione Calabria, <strong>nello stabile dell&#8217;ex INAPLI a Cosenza<\/strong>. Siamo per\u00f2 quasi certi che Lei non conosca la nostra esperienza, non essendoci mai state interazioni tra la nostra equipe e la Sua amministrazione&#8221;.<\/p>\n<h4><strong>L&#8217;equipe<\/strong><\/h4>\n<p>&#8220;Nasce nel 2012 e rappresenta <strong>un&#8217;esperienza unica, non solo in Calabria ma in tutto il Sud Italia<\/strong>, perch\u00e9 rappresenta un tentativo di <strong>coordinamento tra il privato sociale e le istituzioni<\/strong>, anche in ottemperanza al Decreto del Ministero della Salute del 3 agosto 2017. Tale decreto stabilisce che ogni ASL debba dotarsi di <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/area-urbana\/cosenza-senza-corrente-il-centro-che-ospita-i-sopravissuti-a-tortura-nessun-preavviso-dalla-regione\">un&#8217;equipe multidisciplinare<\/a> per supportare il sistema sanitario nell&#8217;individuazione precoce dei sopravvissuti a tortura intenzionale e garantire una presa in carico efficace attraverso interventi appropriati e uniformi su tutto il territorio nazionale.<\/p>\n<p>Dal <strong>2012 &#8211; anno della costituzione dell&#8217;equipe multidisciplinare di Cosenza<\/strong> &#8211; ad oggi, sono quasi mille i percorsi di riabilitazione portati avanti nei confronti di richiedenti e titolari di protezione internazionale. Nonostante si ritenga sia una pratica medievale, la tortura \u00e8 tutt&#8217;ora presente in ogni angolo del pianeta ed ha visto le sue modalit\u00e0 evolversi in modo sempre pi\u00f9 creativo. La letteratura internazionale \u00e8 concorde nell&#8217;affermare che la popolazione dei rifugiati e richiedenti asilo sperimenti una condizione di salute fisica e mentale significativamente peggiore rispetto alla popolazione generale. Infatti, la violenza intenzionale a cui questa popolazione \u00e8 generalmente sottoposta determina gravi conseguenze sia in ambito fisico e neurobiologico, che psicologico, sociale ed economico con effetti a breve e a lungo termine<strong>. Tra i migranti che arrivano in Italia una grande percentuale \u00e8 stata vittima di violenza intenzionale<\/strong> e in terra di migrazione si trovano spesso sospesi in un limbo privo di definizione sociale e di identit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;equipe, nel corso dei 13 anni di attivit\u00e0 &#8211; viene spiegato nella lettera &#8211; ha <strong>sopperito a una grave carenza da parte delle ASP,<\/strong> e ha contribuito a decongestionare i Centri di Salute Mentale del territorio i quali si troverebbero, altrimenti, a doversi fare carico di un numero drammatico di migranti forzati e a dovere mettere in atto azioni e percorsi di tutela della salute nei sopravvissuti a tortura, sia in termini di prevenzione che di assistenza, cura e riabilitazione. La <strong>presenza di medici, psicologi e mediatori culturali<\/strong> adeguatamente formati sui traumi da tortura all&#8217;interno dell&#8217;equipe ha fatto s\u00ec che l&#8217;assistenza sanitaria offerta ai richiedenti protezione favorisse percorsi di individuazione precoce e adeguata cura, con un metodo multidisciplinare e multidimensionale&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Da qualche giorno per\u00f2, su questa esperienza meritoria, la quale dovrebbe rappresentare un motivo di orgoglio per la Calabria, <strong>\u00e8 calato un velo di incertezza in merito alla prosecuzione delle attivit\u00e0 di riabilitazione all&#8217;interno della sede operativa per le attivit\u00e0 dell&#8217;equipe.<\/strong> Struttura che, in ottemperanza agli impegni sanciti dal Protocollo di intesa per l&#8217;individuazione dei percorsi di cura nei confronti dei sopravvissuti a tortura, la Regione Calabria ha inteso mettere a disposizione <strong>dell&#8217;Associazione Culturale &#8220;La Kasbah<\/strong>&#8221; per le attivit\u00e0 di riabilitazione attraverso il supporto degli specialisti dell&#8217;ASP e di medici volontari. <strong>Per questo motivo, Le chiediamo di comunicarci esplicitamente quale sia la volont\u00e0 politica da parte della Regione Calabria in merito alla nostra permanenza all&#8217;interno dell&#8217;area<\/strong>, dal momento che nessuna comunicazione ufficiale ad oggi ci \u00e8 pervenuta e che a quanto pare l&#8217;area sar\u00e0 interessata, a breve, da lavori di ristrutturazione. Ci teniamo a sottolineare che attualmente l&#8217;equipe ha in carico moltissime persone, uomini, donne e anche molti minori e che tali percorsi non possano assolutamente essere sospesi in quanto processi di ricomposizione dei frammenti della mente e del corpo dei sopravvissuti a tortura. Si tratta di persone che portano addosso ferite visibili e invisibili, paralizzanti, che presentano problemi di salute complessi. Si tratta di donne ripetutamente stuprate nelle carceri dei paesi di transito, di giovani ragazzi torturati e seviziati, di minori con storie terribili alle spalle, ricattati, picchiati, torturati, denutriti. Percorsi che devono continuare e sui quali non pu\u00f2 calare la scure della smobilitazione dall&#8217;area all&#8217;interno della quale operiamo. Confidiamo in una Sua cortese risoluzione alla situazione che si sta determinando e restiamo a disposizione per un eventuale confronto affinch\u00e9 tale esperienza non debba spegnersi&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Una lettera rivolta al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto per portare alla sua attenzione le attivit\u00e0 del centro che prende in carico i richiedenti internazionali sopravissuti a tortura. 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