{"id":253080,"date":"2025-03-08T11:00:57","date_gmt":"2025-03-08T10:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=253080"},"modified":"2025-03-06T13:44:46","modified_gmt":"2025-03-06T12:44:46","slug":"legambiente-italia-bocciata-sul-target-rinnovabili-al-2030-calabria-tra-le-peggiori-per-ritardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/legambiente-italia-bocciata-sul-target-rinnovabili-al-2030-calabria-tra-le-peggiori-per-ritardi\/","title":{"rendered":"Legambiente, Italia bocciata sul target rinnovabili al 2030. Calabria tra le peggiori per ritardi"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Sullo sviluppo delle rinnovabili fissato dal Decreto Aree idonee per il 2030 il nostro Paese \u00e8 in ritardo: <strong>rischia di raggiungere i necessari 80.001 Mw di nuova potenza con 8 anni di ritardo, ossia nel 2038<\/strong>. Lo afferma il nuovo report &#8216;<strong>Scacco matto alle rinnovabili 2025<\/strong>&#8216; presentato da <strong>Legambiente<\/strong> a Rimini.<\/p>\n<p>Valle d&#8217;Aosta, Molise, <strong>Calabria<\/strong>, Sardegna e Umbria sono le peggiori in classifica, con ritardi che oscillano dai <strong>45 ai 20 anni<\/strong>. <strong>Il Lazio \u00e8 l&#8217;unica regione che, ad oggi, centrerebbe l&#8217;obiettivo al 2030.<\/strong> Dal 2021 al 2024 sono stati installati 17.717 Mw di rinnovabili con una media annuale di 4.429 Mw appena il 22% dell&#8217;obiettivo 2030.<\/p>\n<p>Mancano all&#8217;appello 62.284 Mw da realizzare nei prossimi sei anni, pari a 10.380,6 Mw all&#8217;anno, ma la <strong>strada<\/strong> da percorrere, spiega il rapporto, &#8220;\u00e8 <strong>tutta in salita<\/strong>, sia a livello nazionale <strong>sia a livello regionale e comunale<\/strong>, anche a causa di decreti e leggi sbagliate, come quelli su agricoltura e aree idonee, ritardi anche per l&#8217;ostracismo del ministero della Cultura e l&#8217;inazione delle Regioni, ostacoli burocratici e opposizioni locali&#8221;. Ritardi inaccettabili, se si considera l&#8217;accelerazione della crisi climatica nella Penisola (2.098 eventi meteo estremi dal 2015 a oggi) e le mancate occasioni di sviluppo, anche in termini occupazionali, per i territori.<\/p>\n<p>&#8220;Servono interventi strutturali&#8221; che <strong>Legambiente riassume in 10 proposte<\/strong> a partire da <strong>tre capisaldi<\/strong>: snellimento degli iter autorizzativi; rafforzamento del personale tecnico negli uffici regionali e comunali e completamento dell&#8217;organico della Commissione Pnrr\/Pniec del ministero dell&#8217;Ambiente e della sicurezza energetica. &#8220;La crisi climatica ed energetica e il rincaro delle bollette si affrontano puntando sulle rinnovabili, non su gas e nucleare&#8221; osserva l&#8217;associazione ambientalista.<\/p>\n<h4><strong>La Calabria impiegher\u00e0 23 anni\u00a0<\/strong><\/h4>\n<p>Legambiente, Italia bocciata sul target rinnovabili al 2030 (2)<br \/>\n(ANSA) &#8211; ROMA, 06 MAR &#8211; Legambiente ritiene necessaria &#8220;una rivoluzione culturale che consideri questa transizione un&#8217;occasione di investimento e sviluppo occupazionale per i territori&#8221;. Guardado alle regioni, la Valle d&#8217;Aosta impiegher\u00e0 45 anni per raggiungere l&#8217;obiettivo 2030 pari a 328 Mw (ad oggi ha raggiunto solo il 7%), il Molise viagger\u00e0 sui 29 anni di ritardo, <strong>la Calabria impiegher\u00e0 23anni,<\/strong> la Sardegna 21 anni, l&#8217;Umbria 20 anni.<\/p>\n<p>Tra le altre regioni, la Sicilia, ottava in classifica, raggiunger\u00e0 i 10.485 Mw al 2030 con oltre 13 anni di ritardo, ad oggi ne ha realizzati appena il 17%. Unica regione che, stando alla media di quanto realizzato negli ultimi 4 anni, centrerebbe l&#8217;obiettivo al 2030, pari a 4.757 Mw, \u00e8 il Lazio, che nel 2024 ha raggiunto il 39,9% del suo obiettivo 2030. Quelle che impiegheranno quasi due anni di ritardo sono Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige.<\/p>\n<h4><strong>Blocchi alle rinnovabili: salgono a 92 le storie mappate e censite da Legambiente, dal 2022 ad oggi nella Penisola<\/strong><\/h4>\n<p>Sono 31 quelle censite nel 2024 e che hanno al centro impianti eolici, fotovoltaici e agrivoltaici, segnati da ostacoli che arrivano da presidenza del Consiglio dei ministri, Sovrintendenze, Regioni, Comuni, comitati di cittadini e associazioni datoriali. Altro alert in Italia arriva dal numero di progetti, a livello nazionale, in stallo. Dal 2015 al 15 gennaio 2025 sono 2.109 i progetti avviati a valutazione di cui 1.367, pari al 79% del totale, quelli in fase di istruttoria tecnica da parte del Comitato Pnrr-Pniec. Ad oggi, sottolinea Legambiente, sono<strong> 9 le Regioni che hanno avviato pubblicamente o approvato l&#8217;iter<\/strong> per la definizione delle Aree Idonee. Analizzando gli iter normativi, sono 4 le regioni &#8211; Sardegna, Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo &#8211; bocciate dalla ong, promossa solo la Lombardia (seppure il suo iter non si sia ancora concluso). Altre <strong>11 regioni non hanno ancora avviato<\/strong>, almeno pubblicamente, <strong>l&#8217;iter di definizione delle Aree Idonee<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Sullo sviluppo delle rinnovabili fissato dal Decreto Aree idonee per il 2030 il nostro Paese \u00e8 in ritardo: rischia di raggiungere i necessari 80.001 Mw di nuova potenza con 8 anni di ritardo, ossia nel 2038. Lo afferma il nuovo report &#8216;Scacco matto alle rinnovabili 2025&#8216; presentato da Legambiente a Rimini. 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