{"id":253274,"date":"2025-03-10T10:00:55","date_gmt":"2025-03-10T09:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=253274"},"modified":"2025-03-10T09:19:24","modified_gmt":"2025-03-10T08:19:24","slug":"calabria-in-ritardo-sui-pagamenti-nella-pubbliche-amministrazione-maglia-nera-per-2-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria-in-ritardo-sui-pagamenti-nella-pubbliche-amministrazione-maglia-nera-per-2-citta\/","title":{"rendered":"Calabria in ritardo sui pagamenti nella Pubbliche amministrazione: maglia nera per 2 citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Tra il 2023 e il 2024 si \u00e8 quasi dimezzato il numero delle citt\u00e0 capoluogo di provincia italiane che hanno sforato il limite temporale entro cui devono essere saldati i <strong>debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni,<\/strong> ovvero 30 giorni dalla data di ricezione della fattura o richiesta di pagamento.I capoluoghi di provincia che risultano aver superato questo limite nell&#8217;arco del 2024 sono 15, pari al 13% del totale.L&#8217;anno prima erano stati 27 (24%), e nell&#8217;arco del 2022 erano stati addirittura 41, pi\u00f9 di uno su tre.<\/p>\n<p>A metterlo in evidenza \u00e8 un&#8217;analisi condotta da <strong>Centro Studi Enti Locali<\/strong> che ha effettuato una ricognizione degli <strong>indici di tempestivit\u00e0 di pagamento<\/strong> pubblicati sui siti istituzionali delle citt\u00e0 capoluogo di provincia.Il tempo medio di pagamento di una fattura si \u00e8 ridotto di 5 giorni dal 2023 al 2024 (da 29 a 24 giorni) e addirittura del doppio se comparato con il 2022, anno in cui mediamente un debito commerciale di una citt\u00e0 capoluogo di provincia veniva pagato in 34 giorni.A distinguersi per un recupero record \u00e8 stata, in particolare, Napoli che, dopo aver vestito per anni la &#8220;maglia nera&#8221; della grande citt\u00e0 italiana con i tempi medi di pagamento pi\u00f9 lunghi, ha recuperato ben tre posizioni ed ha ceduto il posto ad Andria, che ha registrato il primato negativo dei pagamenti a 145 giorni (quasi 4 mesi in pi\u00f9 rispetto al limite fissato nel 2002 dal decreto legislativo 231), <strong>Vibo Valentia (87 giorni)<\/strong> e Caserta (70 giorni). Tra i capoluoghi di provincia pi\u00f9 virtuosi, troviamo Iglesias e Pistoia che hanno saldato le proprie fatture, mediamente, dopo solo 6 giorni dalla ricezione, Grosseto con 7,7 giorni, Verona con 8 giorni, Cuneo con 8,6 giorni, Torino con 10 giorni e Belluno e Venezia con 10,8 e 10,9 giorni.<\/p>\n<p>Altro dato molto positivo \u00e8 che, su questo fronte, sembrano essersi significativamente accorciate anche le distanze territoriali all&#8217;interno della penisola. Se nel 2023 lo scarto medio tra i tempi di pagamento di una citt\u00e0 del sud e di una del nord era di circa un mese, nel corso del 2024 questo si \u00e8 ridotto a 11 giorni. Di contro, non pu\u00f2 non saltare all&#8217;occhio che<strong> 13 su 15 delle citt\u00e0 che hanno sforato il limite imposto dalla legge sono localizzate al sud<\/strong> (4 in Campania, 3 in Sicilia,<strong> 2 in Calabria,<\/strong> Molise e Puglia). Le uniche eccezioni sono rappresentate da Roma e Frosinone che hanno avuto, rispettivamente, tempi di pagamento medi di 35 e 46 giorni.<\/p>\n<p>Questi numeri, precisa Veronica Potenza, ricercatrice del Centro Studi enti locali, non possono essere considerati del tutto consolidati perch\u00e9, sebbene la legge fissi al 31 gennaio il termine ultimo per la pubblicazione dell&#8217;ITP dell&#8217;anno precedente nell&#8217;apposita sezione del proprio sito istituzionale, come da &#8220;tradizione&#8221;, alla data del 21 febbraio 2025, mancavano all&#8217;appello i dati di 23 citt\u00e0, il 20% del totale. &#8220;Ci\u00f2 non toglie per\u00f2 che la tendenza verso la contrazione dei tempi medi di pagamento sia forte e generalizzata&#8221;. L&#8217;andamento positivo registrato complessivamente si conferma anche restringendo il campo di analisi alle sole citt\u00e0 capoluogo di regione. Se nel 2019, pi\u00f9 della met\u00e0 di queste 20 citt\u00e0 sforavano il tetto dei 30 giorni, nel 2024 (al netto di 2 citt\u00e0 che non hanno ancora reso noto il dato medio annuale), <strong>hanno mancato l&#8217;obiettivo soltanto 4 amministrazioni<\/strong>: Napoli (63 giorni), <strong>Catanzaro (35,8),<\/strong> Roma (35) e, per un soffio, Campobasso, con 30,23 giorni. Il tempo medio impiegato dalle citt\u00e0 capoluogo di regione per pagare i propri fornitori \u00e8 calato di anno in anno, passando dai 73 giorni del 2019 ai 58 del 2020, 47 del 2021, 40 del 2022, 29 del 2023 21 del 2024.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Tra il 2023 e il 2024 si \u00e8 quasi dimezzato il numero delle citt\u00e0 capoluogo di provincia italiane che hanno sforato il limite temporale entro cui devono essere saldati i debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni, ovvero 30 giorni dalla data di ricezione della fattura o richiesta di pagamento.I capoluoghi di provincia che risultano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":253275,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[19],"class_list":["post-253274","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/253274","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=253274"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/253274\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/253275"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=253274"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=253274"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=253274"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}