{"id":255218,"date":"2025-03-29T15:00:05","date_gmt":"2025-03-29T14:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=255218"},"modified":"2025-03-29T15:14:49","modified_gmt":"2025-03-29T14:14:49","slug":"cpr-manoccio-protesta-a-cosenza-diritti-umani-violati-accordo-italia-albania-un-fallimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cpr-manoccio-protesta-a-cosenza-diritti-umani-violati-accordo-italia-albania-un-fallimento\/","title":{"rendered":"Cpr, Manoccio protesta a Cosenza: \u00abdiritti umani violati, accordo Italia-Albania un fallimento\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; &#8220;Il diritto europeo non autorizza un paese membro a collocare e gestire un proprio CPR al di fuori del territorio dell\u2019UE. Gli stranieri trattenuti devono poter incontrare familiari, avvocati, autorit\u00e0 consolari, ONG; i parlamentari, cos\u00ec come il garante dei detenuti, devono poter effettuare visite ispettive&#8221;. Lo scrive in una nota il <strong>presidente dell&#8217;Associazione Don Vincenzo Matrangolo Giovanni Manoccio<\/strong>.<\/p>\n<p>La pezza \u00e8 peggio del buco, non si vuole certificare il <strong>fallimento politico ed economico dell\u2019accordo Italia-Albania e degli insediamenti a Gjader e Shengjin<\/strong> e, dopo un anno di inutili tentativi di rendere operativi i centri in Albania, ancora si cerca di nascondere la verit\u00e0 giuridica che sovraintende sulle leggi nazionali ed europee sul tema di diritti, degli espatri e non ultimo quelle delle detenzioni. Pi\u00f9 volte, a partire dal marzo 2024, ho contestato la scelta dei due governi in merito alla stipula del protocollo; <strong>abbiamo manifestato a Cosenza contro la vile scelta operata dai due governi<\/strong> e dedicato una giornata del festival delle Migrazioni, con la partecipazione di accreditati giornalisti dell\u2019Albania che si battono per non applicare il protocollo.<\/p>\n<p>Il governo si \u00e8 intestardito a confermare l\u2019utilit\u00e0 dell<strong>\u2019ingente investimento<\/strong>, <strong>tralasciando le norme e le leggi che impediscono il trattenimento fuori nazione dei richiedenti asilo e approvando la trasformazione in CPR<\/strong>, stravolgendo la legge 14\/24 di ratifica del protocollo e quindi tutta l\u2019originaria finalit\u00e0 del protocollo stesso. Naturalmente, nella confusione che regna sovrana, la finalit\u00e0 del protocollo che prevedeva operazioni di soccorso in mare viene trasformato in centro di detenzione, affermando che non \u00e8 necessario modificare le finalit\u00e0 del protocollo stesso. Naturalmente la sconfitta \u00e8 ancora pi\u00f9 cocente nei numeri in quanto il <strong>presunto CPR potr\u00e0 contenere annualmente non pi\u00f9 140 detenuti a fronte di una previsione, nel protocollo originario, di circa 35.000 migranti all\u2019anno<\/strong>. \u00c8 una sconfitta storica, \u00e8 il trionfo di una politica che vuole abolire i diritti dei migranti tutelati dalla Costituzione, dalle leggi europee e dalle convenzioni dell\u2019Onu. Non ci resta che sperare che non si sprechino ulteriori risorse e che si trovi il coraggio di porre fine a questa inutile e triste vicenda&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; &#8220;Il diritto europeo non autorizza un paese membro a collocare e gestire un proprio CPR al di fuori del territorio dell\u2019UE. Gli stranieri trattenuti devono poter incontrare familiari, avvocati, autorit\u00e0 consolari, ONG; i parlamentari, cos\u00ec come il garante dei detenuti, devono poter effettuare visite ispettive&#8221;. 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