{"id":255461,"date":"2025-04-01T20:00:08","date_gmt":"2025-04-01T18:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=255461"},"modified":"2025-04-01T19:37:53","modified_gmt":"2025-04-01T17:37:53","slug":"greenpeace-legambiente-lipu-e-wwf-reclamo-alla-commissione-ue-fermate-il-ponte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/greenpeace-legambiente-lipu-e-wwf-reclamo-alla-commissione-ue-fermate-il-ponte\/","title":{"rendered":"Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf, reclamo alla Commissione Ue: \u00abfermate il Ponte\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; <strong>Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e Wwf Italia<\/strong> hanno presentato un <strong>doppio reclamo sul Ponte sullo Stretto di Messina alla Commissione europea,<\/strong> il 27 marzo, dove <strong>contestano all&#8217;Italia la disapplicazione delle normative europee in materia ambientale.<\/strong> In una conferenza stampa alla Camera le associazioni hanno spiegato che \u00e8 la<strong> terza azione legale portata avanti<\/strong>, dopo il ricorso al Tar del 19 dicembre 2024 e la diffida al Cipess del 28 febbraio 2025. La richiesta alla Commissione europea \u00e8 la riapertura della procedura di infrazione, a suo tempo archiviata solo perch\u00e9 il progetto era stato accantonato. &#8220;Il governo ha disatteso la normativa comunitaria oltre che i principi di prevenzione e precauzione che sono alla base delle valutazioni ambientali&#8221;, hanno dichiarato le associazioni, &#8220;il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina deve essere fermato per il bene dell&#8217;ambiente e delle casse dello Stato&#8221;. <strong>I costi sono definiti in &#8220;costante lievitazione&#8221; fino a oltre 14 miliardi di euro<\/strong> e<strong> l&#8217;impatto<\/strong> sui siti della rete Natura 2000 ai due lati dello Stretto <strong>metterebbe a rischio una rotta migratoria<\/strong> attraversata ogni anno da milioni di uccelli di interesse conservazionistico.<\/p>\n<h3><strong>&#8220;Non ci ascoltano, siamo costretti a una serie di azioni legali&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p>&#8220;Le nostre istanze non sono state ascoltate cos\u00ec ci siamo trovati a dover mettere in piedi una serie di azioni attraverso i nostri legali che sono un ricorso al Tar del Lazio contro il parere della commissione tecnica Via-Vas del ministero dell&#8217;Ambiente, una diffida al Cipess a non andare avanti con l&#8217;approvazione definitiva dell&#8217;opera e l&#8217;ultimo atto presentato qualche giorno fa, il doppio reclamo alla commissione europea&#8221;, dice Dante Caserta del Wwf. Uno dei legali che ha seguito il ricorso, Enrico Mantovani, spiega che &#8220;il peccato originale dell&#8217;opera&#8221; \u00e8 che &#8220;c&#8217;\u00e8 stata una scelta di fondo politica che ha stabilito la necessit\u00e0 di realizzare l&#8217;opera a qualunque costo&#8221;. &#8220;Cos\u00ec saltano le garanzie procedimentali che assicurano pari dignit\u00e0 a vari diritti&#8221;, cos\u00ec come il rilievo dell&#8217;interesse ambientale rispetto all&#8217;attivit\u00e0 economica. Giorgia Gaibani della Lipu ha sottolineato come il doppio reclamo alla Commissione \u00e8 per la <strong>mancanza della procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas)<\/strong> e la <strong>violazione delle Direttive Habitat e Uccelli<\/strong> per vizi e lacune nella Valutazione di incidenza ambientale (Vinca).<\/p>\n<p>&#8220;Chiediamo alla Commissione europea di non dare autorizzazione al livello 3 della Vinca e di riaprire la procedura di infrazione del 2003 perch\u00e9 tutte le criticit\u00e0 che la Commissione aveva rilevato allora sono ancora presenti, tali e quali o forse di pi\u00f9&#8221;, osserva. Secondo Gaetano Benedetto del Wwf, &#8220;anche l&#8217;aspetto socioeconomico dei possibili benefici del progetto \u00e8 stato raccontato con dati fortemente opinabili&#8221;. Per Roberto Scacchi di Legambiente &#8220;si tratta di un&#8217;enorme prepotenza che genera illegittimit\u00e0 procedurali e forzature delle norme che stiamo cercando di contrastare&#8221;.<\/p>\n<h3><strong>Stretto Messina: &#8220;sul Ponte nessuna questione tecnica irrisolta&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p>La societ\u00e0 Stretto di Messina risponde in una nota &#8220;a tutte le osservazioni presentate oggi dalle associazioni ambientaliste, riaffermando quanto gi\u00e0 detto pi\u00f9 volte&#8221;. Secondo la societ\u00e0, il progetto del ponte sullo Stretto di Messina \u00e8 stato accantonato dal governo Monti non per &#8220;motivazioni tecniche&#8221; ma per aspetti legati alla ben nota congiuntura internazionale di fine 2012. <strong>Non ci sarebbe nessuna &#8220;questione tecnica irrisolta&#8221; n\u00e9 sotto il profilo sismico n\u00e9 per gli aspetti aerodinamici<\/strong>. <strong>Per l&#8217;avifauna migratrice sarebbero stati svolti &#8220;studi molto approfonditi&#8221;<\/strong> e il monitoraggio aggiornato con campagne radar h 24. In merito alla procedura approvativa, non ci sarebbe alcuna &#8220;disapplicazione delle normative europee&#8221;. &#8220;Sono in corso di predisposizione le comunicazioni al ministero dell&#8217;Ambiente e alla Commissione UE secondo quanto previsto Direttiva Habitat per aspetti relativi alla Valutazione di incidenza ambientale&#8221;, spiega la societ\u00e0. Successivamente verr\u00e0 presentata al Cipess tutta la documentazione tecnica e contrattuale, per l&#8217;approvazione che consentir\u00e0 di avviare la progettazione esecutiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e Wwf Italia hanno presentato un doppio reclamo sul Ponte sullo Stretto di Messina alla Commissione europea, il 27 marzo, dove contestano all&#8217;Italia la disapplicazione delle normative europee in materia ambientale. 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