{"id":255491,"date":"2025-04-02T12:30:50","date_gmt":"2025-04-02T10:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=255491"},"modified":"2025-04-02T12:18:43","modified_gmt":"2025-04-02T10:18:43","slug":"false-dichiarazioni-di-invalidita-per-ottenere-pensioni-e-agevolazioni-maxi-truffa-da-migliaia-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/false-dichiarazioni-di-invalidita-per-ottenere-pensioni-e-agevolazioni-maxi-truffa-da-migliaia-di-euro\/","title":{"rendered":"False dichiarazioni di invalidit\u00e0 per ottenere pensioni e agevolazioni: maxi truffa da migliaia di euro"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria ha <strong>sequestrato la somma complessiva di 350.000 euro nei confronti di 15 soggetti,<\/strong> tutti indagati &#8211; a vario titolo &#8211; per reati di<strong> falso e truffa ai danni dello Stato.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019operazione rappresenta l\u2019esito di un\u2019articolata indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria (diretta dal Procuratore Capo f.f. Dottor Giuseppe Lombardo), che ha permesso di scoprire complessivamente &#8211; allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all\u2019effettivo e definitivo accertamento delle responsabilit\u00e0 \u2013 <strong>75 soggetti<\/strong> (comprensivi dei gi\u00e0 citati n. 15 destinatari del decreto di sequestro), tutti ritenuti <strong>autori di plurime condotte illecite in danno dell\u2019I.N.P.S.<\/strong>, finalizzate a conseguire l\u2019indebita percezione di pensioni di invalidit\u00e0, sussidi o benefici di natura previdenziale e assistenziale non dovuti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 investigativa, avviata nel 2020 dal Gruppo di Reggio Calabria, trae origine da <strong>una perquisizione eseguita presso l\u2019abitazione di un soggetto, all\u2019epoca dei fatti<\/strong> <strong>infermiere presso il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria,<\/strong> all\u2019esito della quale era stato rinvenuto e sottoposto a sequestro copioso materiale documentale che, sin da subito, appariva meritevole di attenzione e sviluppo operativo, in quanto lasciava intendere come vi fosse in atto una<strong> sistematica attivit\u00e0 di falsificazione di documentazione funzionale<\/strong> all\u2019ottenimento di indennit\u00e0, sussidi o erogazioni a danno di Enti statali.<\/p>\n<p>Nello specifico, <strong>venivano rinvenuti timbri riconducibili ad Amministrazioni Pubbliche<\/strong> <strong>nonch\u00e9 a medici in servizio presso<\/strong> il GOM e altri ospedali della citt\u00e0 reggina, documentazione sanitaria di vario tipo <strong>(referti medici, analisi cliniche, certificati, tracciati cardiologici, cd rom contenenti esami strumentali riferiti a diversi soggetti, ricettari medici).<\/strong><\/p>\n<p>In tale contesto venivano, inoltre, scoperte fotocopie di carte di identit\u00e0 di soggetti residenti nel territorio cittadino (alcune di esse in bianco, con la sola indicazione del numero identificativo),<strong> istanze volte a ottenere la pensione di invalidit\u00e0<\/strong> indirizzate all\u2019I.N.P.S. con relativi esiti e<strong> documentazione palesemente artefatta<\/strong> (che si presentava sotto forma di ritagli o parti di ulteriori documenti modificati con correttori coprenti, stampe su carta priva di intestazione, fogli riproducenti timbri e firme).<\/p>\n<p>Tutto il materiale rinvenuto in sede di perquisizione induceva, pertanto, i finanzieri a effettuare mirati approfondimenti investigativi, successivamente svolti sia attraverso acquisizioni documentali presso diversi Enti statali (INPS, ASP, INAIL, Comuni e Ospedali locali), sia mediante escussioni a sommarie informazioni dei diversi medici che apparentemente avevano rilasciato i certificati trovati a casa dell\u2019indagato, i quali dichiaravano di non averli mai redatti e ne disconoscevano la firma apposta sugli stessi.<\/p>\n<p>Al termine delle indagini svolte, si accertava come i destinatari del provvedimento di sequestro patrimoniale eseguito oggi, anche in concorso con il principale indagato \u2013 come detto, infermiere presso il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria &#8211; avessero formato e utilizzato <strong>atti falsi di natura pubblica finalizzati all\u2019ottenimento di pensioni di invalidit\u00e0 e di sussidi e\/o benefici di natura previdenziale e assistenziale<\/strong>, inducendo in errore, in questo modo, gli Enti destinatari delle istanze, sull\u2019effettiva sussistenza dei requisiti necessari per la loro concessione.<\/p>\n<p>Le investigazioni consentivano di appurare, inoltre, come una parte degli indagati avesse presentato le false certificazioni per ottenere un ingiusto profitto rappresentato da altri benefici o vantaggi quali, ad esempio, la fornitura gratuita di protesi, <strong>l\u2019iscrizione alle liste \u201cc.d. categorie protette\u201d per il collocamento obbligatorio, agevolazioni fiscali per l\u2019acquisto di mezzi di trasporto, esenzione dal pagamento del ticket sanitario, priorit\u00e0 nelle graduatorie per l\u2019assegnazione di alloggi popolari<\/strong>, <strong>congedi straordinari retribuiti per cure fino a trenta giorni annuali, aumento della percentuale di invalidit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Si accertava, da ultimo, come una restante parte di soggetti coinvolti dall\u2019indagine siano stati indagati anche per frode processuale per aver utilizzato le false certificazioni dianzi accennate nell\u2019ambito di ricorsi proposti innanzi al Tribunale Civile &#8211; Sezione Lavoro a seguito di istanze di sussidio inizialmente non accolte, al fine di indurre in errore i periti nominati dal Giudice sull\u2019effettiva sussistenza, in capo ai richiedenti, delle patologie necessarie all\u2019ottenimento delle indennit\u00e0 e dei benefici suindicati.<\/p>\n<p>L\u2019operazione testimonia ulteriormente il costante impegno delle Fiamme Gialle reggine e della Procura della Repubblica di Reggio Calabria nell\u2019attivit\u00e0 di tutela della sicurezza economico finanziaria e di contrasto alle frodi in danno del bilancio statale realizzate al fine di conseguire, attraverso sofisticati <strong>artifici e raggiri, indebite percezioni di somme<\/strong> e vantaggi non spettanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria ha sequestrato la somma complessiva di 350.000 euro nei confronti di 15 soggetti, tutti indagati &#8211; a vario titolo &#8211; per reati di falso e truffa ai danni dello Stato. 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