{"id":255565,"date":"2025-04-02T22:00:39","date_gmt":"2025-04-02T20:00:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=255565"},"modified":"2025-04-02T20:40:32","modified_gmt":"2025-04-02T18:40:32","slug":"sequestro-mazzotti-il-fratello-a-mio-padre-dissero-che-se-non-pagava-avrebbero-fatto-a-pezzi-cristina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/sequestro-mazzotti-il-fratello-a-mio-padre-dissero-che-se-non-pagava-avrebbero-fatto-a-pezzi-cristina\/","title":{"rendered":"Sequestro Mazzotti: il fratello \u00aba mio padre dissero che se non pagava, avrebbero fatto a pezzi Cristina\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COMO &#8211; \u200bIl caso di Cristina Mazzotti rappresenta una delle pagine pi\u00f9 tragiche e emblematiche della storia criminale italiana. Il 29 luglio del <strong>1975<\/strong>, la giovane studentessa di <strong>18 anni fu rapita a Eupilio<\/strong>, in provincia di Como, da un <strong>gruppo legato alla &#8216;Ndrangheta<\/strong>. Dopo <strong>28 giorni di prigionia<\/strong> in condizioni disumane, la ragazza <strong>mor\u00ec<\/strong>, e il suo corpo fu successivamente gettato in una <strong>discarica<\/strong>. Questo rapimento segn\u00f2 il primo caso <strong>documentato di sequestro al Nord Italia con una vittima donna, gettando luce sull&#8217;espansione delle attivit\u00e0 criminali mafiose al di fuori dei tradizionali territori di operazione<\/strong>. Si \u00e8 tenuta a <strong>Como<\/strong> una <strong>nuova udienza del processo<\/strong> nei confronti di tre imputati accusati di essere i mandanti del sequestro e ritrovata morta il primo settembre successivo in una discarica di Galliate (Novara).<\/p>\n<h4><strong>Sentiti i fratelli di Cristina<\/strong><\/h4>\n<p>In veste di testimoni, la corte d&#8217;Assise ha ascoltato i fratelli di Cristina, Vittorio e Marina Mazzotti. &#8220;Ricevemmo la notizia della morte di nostra sorella il primo settembre &#8211; ha detto Vittorio, faticando a contenere la commozione -. Non posso dimenticarlo anche perch\u00e9 era il compleanno di nostra madre, che proprio il giorno in cui compiva 50 anni venne a sapere che sua figlia non c&#8217;era pi\u00f9&#8221;.<\/p>\n<p>Vittorio Mazzotti ha spiegato che &#8220;<strong>Cristina era la piccola di casa, una ragazza brava e diligente<\/strong>&#8221; e &#8220;dopo il rapimento mio padre rispose alla prima telefonata. Gli chiesero 5 miliardi di lire di riscatto. Lui rispose che non era in grado di pagare e quelli replicarono minacciandolo di mandargli indietro la figlia a pezzettini. Pap\u00e0 era un uomo giovane e forte che ne aveva vissute e viste di tutti i colori, ma non sopportava quelle minacce. Alle successive telefonate risposi io&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-255566 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cristina-mazzotti.jpg\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"254\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cristina-mazzotti.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cristina-mazzotti-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cristina-mazzotti-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cristina-mazzotti-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cristina-mazzotti-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cristina-mazzotti-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cristina-mazzotti-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px\" \/><\/p>\n<p>Il <strong>pagamento del riscatto<\/strong>, ha ricordato ancora Vittorio Mazzotti, <strong>aliment\u00f2 la speranza di rivedere Cristina<\/strong>, ma i giorni passarono senza notizie. &#8220;Il primo settembre mio zio and\u00f2 in questura a Como per chiedere informazioni e, siccome non tornava, anch&#8217;io mi misi al volante con un altro zio per sincerarmi di che fine avesse fatto. Per strada incrociammo la sua auto. Ci fermammo.<strong> Lui scese e in lacrime ci diede la notizia della morte di Cristina<\/strong>&#8220;. Del giorno in cui si venne a sapere del ritrovamento del cadavere ha parlato anche Marina Mazzotti: &#8220;Ricordo la disperazione dei miei genitori\u2026 Si misero a letto, e mio fratello e io ci mettemmo a letto accanto a loro sperando di poterli consolare. Ma c&#8217;era poco da consolare&#8221;.<\/p>\n<p>Gli imputati sono <strong>Giuseppe Calabr\u00f2, 74 anni, reggino di San Luca residente a Bovalino<\/strong> (Reggio Calabria) detto &#8220;u&#8217; duttiricchiu&#8221;, <strong>Antonio Talia,<\/strong> 73 anni, di Africo (Reggio Calabria) e il reggino <strong>Demetrio Latella<\/strong>, 71 anni, detto &#8220;Luciano&#8221;, residente nel Novarese l&#8217;uomo una cui impronta digitale fu trovata sulla carrozzeria della Mini sulla quale Cristina viaggiava la sera del rapimento ma che a Latella fu attribuita dal sistema Afis della polizia scientifica di Roma soltanto a fine 2006. Il quarto imputato, Giuseppe Morabito \u00e8 deceduto per malattia alla fine dello scorso novembre, a processo gi\u00e0 avviato. <strong>Si torna in aula il 16 aprile quando l&#8217;imputato Calabr\u00f2 <\/strong>dovrebbe sottoporsi<strong> all&#8217;esame, unico dei tre ad avere accolto l&#8217;invito del tribunale.\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COMO &#8211; \u200bIl caso di Cristina Mazzotti rappresenta una delle pagine pi\u00f9 tragiche e emblematiche della storia criminale italiana. Il 29 luglio del 1975, la giovane studentessa di 18 anni fu rapita a Eupilio, in provincia di Como, da un gruppo legato alla &#8216;Ndrangheta. 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