{"id":25557,"date":"2013-08-28T13:11:27","date_gmt":"2013-08-28T11:11:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=25557"},"modified":"2023-01-17T13:23:06","modified_gmt":"2023-01-17T12:23:06","slug":"10404-topi-nel-centro-trasfusioni-dell-ospedale-di-cosenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/10404-topi-nel-centro-trasfusioni-dell-ospedale-di-cosenza\/","title":{"rendered":"Malasanit\u00e0: topi nel centro trasfusioni dell&#8217;ospedale di Cosenza"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; L&#8217;ispezione ministeriale porta alla luce gli &#8216;orrori&#8217; dell&#8217;Annunziata.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La relazione stilata dai quattro &#8216;007 della sanit\u00e0&#8217; inviati a Cosenza lo scorso 12 agosto dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, non lascia spazio a interpretazioni: il sistema di gestione del sangue all\u2019ospedale di Cosenza presenta molte falle. Otto pagine mettono a nudo le carenze della struttura. Un report in cui si parla addirittura della presenza, per come accertato dai tecnici dell\u2019Azienda sanitaria provinciale, di \u00abesche per topi e di occasionale presenza di roditori nei locali del servizio trasfusionale\u00bb.&nbsp;Una situazione drammatica, insomma. Che \u00e8 legata ad un\u2019altra vicenda di presunta malasanit\u00e0. Costata la vita a un uomo, il 79enne Cesare Ruffolo, deceduto lo scorso 4 luglio poche ore dopo una trasfusione di sangue contaminata da germi. Il caso, comunque, non rappresenta un inedito. Gi\u00e0 due settimane prima si era registrato un caso simile, ma per fortuna il paziente non per\u00ec nel corso della degenza. La Procura di Cosenza che sta ricostruendo il percorso del contenitore infetto e le pratiche attivate tra le corsie dell\u2019ospedale parla di &#8220;omissione d\u2019atti d\u2019ufficio e omicidio colposo&#8221;, sono queste le ipotesi di reato nel fascicolo aperto dopo la morte di Ruffolo e che vede indagate a vario titolo sette persone tra manager sanitari e medici. Al temine dell&#8217;ispezione i funzionari del Ministero hanno rilevato che, &#8220;al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio, la situazione di grave criticit\u00e0 del servizio trasfusionale ha costituito elemento certamente favorente la produzione di unit\u00e0 di globuli rossi contaminati&#8221;. La tragedia forse si sarebbe potuta evitare se qualcuno avesse dato uno sguardo alla relazione redatta dai responsabili della struttura commissariale della Regione. Per due giorni, nel settembre 2012, i quattro ispettori inviati a Cosenza passarono sotto la lente d\u2019ingrandimento il centro trasfusionale dell\u2019Annunziata e rilevarono 65 irregolarit\u00e0, 17 delle quali sono indicate come gravi, &#8220;con potenziale impatto diretto negativo sulla sicurezza del donatore o del paziente&#8221;.&nbsp;Per questo motivo, al direttore generale dell\u2019Azienda ospedaliera di Cosenza Paolo Gangemi, ora indagato per omissione di atti d\u2019ufficio, erano stati dati dai 15 ai 30 giorni di tempo per sanare le rilevanti criticit\u00e0 riscontrate. Dalle colonne di&nbsp;Adnkronos Salute lo stesso Cangemi sottolinea che&nbsp;&#8220;gli ispettori nel loro verbale hanno per\u00f2 riconosciuto anche il grande sforzo del management aziendale ad attivare le procedure di controllo del Centro. Resta per\u00f2 il fatto che la struttura \u00e8 vecchia e le carenze strutturali ci sono e sono emerse. Su questo non ci sono dubbi&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; L&#8217;ispezione ministeriale porta alla luce gli &#8216;orrori&#8217; dell&#8217;Annunziata.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":25558,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42],"tags":[],"class_list":["post-25557","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25557","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25557"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25557\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25558"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25557"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25557"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25557"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}