{"id":256038,"date":"2025-04-08T19:38:25","date_gmt":"2025-04-08T17:38:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=256038"},"modified":"2025-04-08T19:38:25","modified_gmt":"2025-04-08T17:38:25","slug":"appalto-colorato-a-rende-pubbliemme-condannata-a-risarcire-le-spese-del-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/appalto-colorato-a-rende-pubbliemme-condannata-a-risarcire-le-spese-del-comune\/","title":{"rendered":"Appalto &#8220;colorato&#8221; a Rende, Pubbliemme condannata a risarcire le spese del Comune"},"content":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211;<strong> Pubbliemme dovr\u00e0 versare nelle casse del Comune di Rende 15.000 euro.<\/strong> L&#8217;impresa ha gestito gli impianti pubblicitari di servizio e le affissioni dirette d&#8217;Oltrecampagnano in sostanziale<strong> regime di monopolio<\/strong> fino al 2024. <strong>Nonostante il suo contratto fosse scaduto nel 2006<\/strong>. Un business che era quasi riuscita ad accaparrarsi nuovamente con la recente gara d&#8217;appalto per le concessioni: un appalto che vale oltre 2 milioni e 500mila euro (circa 650mila euro l&#8217;anno). Secondo il Tar di Catanzaro ci sono elementi sufficienti a dimostrare che fino all&#8217;effettiva riconsegna degli impianti<strong> l&#8217;azienda ha esercitato il servizio abusivamente<\/strong>, senza alcun titolo.<\/p>\n<h3><strong>L&#8217;appalto &#8220;colorato&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p>La gara d&#8217;appalto ufficialmente \u00e8 stata dichiarata deserta. Il<br \/>\nbando per l&#8217;affidamento del servizio di gestione degli impianti pubblicitari da destinare alle affissioni dirette \u00e8 stato pubblicato nel luglio 2024. Aperte a settembre le buste con le offerte, Pubbliemme \u00e8 risultata l&#8217;unica candidata non esclusa dalla gara grazie alle valutazioni della commissione giudicatrice presieduta dal dirigente del settore Lavori Pubblici Angelo Mancuso e composta da Eugenio Piscino, Maria Teresa Mincio e Lara Critardi. Dopo circa 20 anni di gestione esclusiva da parte di Pubbliemme l&#8217;appalto sarebbe cos\u00ec passato a Pubbliemme. Un&#8217;enorme delusione per gli operatori del comparto pubblicitario. A fine ottobre per\u00f2 la stazione appaltante si accorge che qualcosa non va e <strong>Pubbliemme viene esclusa dalla gara per gravi violazioni e gravi illeciti professionali<\/strong>. L&#8217;azienda non lo ritiene giusto, impugna tutto e pretende di tornare ad avere l&#8217;esclusiva delle concessioni su Rende.<\/p>\n<h3><strong>Il Tar condanna Pubbliemme<\/strong><\/h3>\n<p>Marted\u00ec 8 aprile, \u00e8 stata pubblicata la sentenza della seconda sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria che ha respinto il ricorso attraverso il quale Pubbliemme chiedeva di annullare l&#8217;esclusione dalla gara d&#8217;appalto e di esserne dichiarata l&#8217;aggiudicataria. Il Tar, nel citare gli illeciti professionali che l&#8217;azienda rinnega, ricorda che il precedente contratto tra Pubbliemme e il Comune di Rende per la gestione degli impianti pubblicitari \u00e8 citato anche nella relazione del Ministero dell&#8217;Interno che ha portato nel giugno 2023 a sciogliere per infiltrazioni mafiose il municipio amministrato dalla Giunta dell&#8217;ex sindaco Marcello Manna. In particolare, sottolinea il Tribunale amministrativo, nel report &#8220;si afferma che <strong>Pubbliemme avrebbe violato il divieto di subappalto<\/strong>, lasciando eseguire le prestazioni a ditte riconducibili a <strong>un soggetto molto vicino ad ambienti della criminalit\u00e0 organizzata<\/strong>&#8220;. Violazioni che il Comune ignor\u00f2, assecondando l&#8217;operato di Pubbliemme e inducendo la commissione d&#8217;accesso antimafia ad affermare che la gestione degli impianti pubblicitari a Rende fosse &#8220;una delle ragioni della ritenuta vicinanza alla criminalit\u00e0 organizzata della compagine politica e amministrativa dell&#8217;epoca&#8221;. Ma c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9. Per quanto riguarda il contratto concluso nel 2006 l&#8217;azienda &#8220;ha continuato a incamerare le somme dei servizi non consentendo di fatto all&#8217;amministrazione di avviare nuove procedure di scelta del contraente, fino all&#8217;emissione di diverse diffide da parte del Comune di Rende&#8221;. Provvedimenti che non hanno sortito alcun effetto come le ingiunzioni di pagamento a titolo di sanzione amministrativa per esposizione di pubblicit\u00e0 abusiva sul territorio comunale emesse dalla Prefettura di Cosenza.<\/p>\n<h3><strong>Il ruolo della Rende Servizi<\/strong><\/h3>\n<p>L&#8217;impresa pretendeva inoltre di essere risarcita per &#8220;perdita di chance e pregiudizio all&#8217;immagine&#8221;, ma le sue ragioni sono state ritenute inammissibili e in parte infondate. \u00c9 stata quindi condannata al pagamento in favore del Comune di Rende delle spese di giudizio quantificate, appunto, nella somma di 15.000 euro. <strong>Pubbliemme ha impugnato anche la decisione del Comune di affidare l&#8217;affissione dei manifesti pubblicitari alla Rende Servizi<\/strong>, societ\u00e0 in house del Comune, in attesa della nuova gara, in teoria solo per il trimestre dicembre 2024 &#8211; febbraio 2025. <strong>Il ricorso \u00e8 stato rigettato e attualmente le rendite degli impianti pubblicitari sono riscosse direttamente dagli uffici comunali<\/strong>. Un servizio con tariffe trasparenti (da 180 a 400 euro ogni 2 settimane) che, a pieno regime, garantisce circa 54mila euro di utili mensili. Soldi che, almeno per ora, vengono versati nelle casse comunali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; Pubbliemme dovr\u00e0 versare nelle casse del Comune di Rende 15.000 euro. L&#8217;impresa ha gestito gli impianti pubblicitari di servizio e le affissioni dirette d&#8217;Oltrecampagnano in sostanziale regime di monopolio fino al 2024. Nonostante il suo contratto fosse scaduto nel 2006. Un business che era quasi riuscita ad accaparrarsi nuovamente con la recente gara [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":244657,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,44],"tags":[19],"class_list":["post-256038","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-rende","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/256038","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=256038"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/256038\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/244657"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=256038"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=256038"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=256038"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}