{"id":256884,"date":"2025-04-18T21:00:54","date_gmt":"2025-04-18T19:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=256884"},"modified":"2025-04-18T17:18:45","modified_gmt":"2025-04-18T15:18:45","slug":"comuni-8-su-10-virtuosi-su-bilanci-di-previsione-ma-non-al-sud-criticita-a-vibo-e-cosenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/comuni-8-su-10-virtuosi-su-bilanci-di-previsione-ma-non-al-sud-criticita-a-vibo-e-cosenza\/","title":{"rendered":"Comuni, 8 su 10 virtuosi su bilanci di previsione ma non al Sud: criticit\u00e0 a Vibo e Cosenza"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; L&#8217;82% dei comuni italiani ha approvato il bilancio di previsione entro la data prevista del 28 febbraio e il risultato complessivo, con pi\u00f9 di otto comuni su dieci che hanno approvato e trasmesso il proprio previsionale nei tempi previsti, \u00e8 in linea con quello dello scorso anno. <strong>Nel 2024 i comuni virtuosi erano stati infatti l&#8217;84% del totale.<\/strong> Stando a quanto emerso da un&#8217;elaborazione di<strong> Centro Studi Enti Locali<\/strong>, basata sui dati della Banca dati delle Amministrazioni Pubbliche (Bdap-Mef), allo scadere del termine fissato dal Viminale, mancavano all&#8217;appello i bilanci di 1.432 comuni, 900 dei quali dislocati nelle regioni del sud e nelle isole, 377 in quelle settentrionali e 155 al centro Italia. Si conferma dunque l&#8217;esistenza di ampi divari interni al Paese che vede, da un lato, regioni come il Trentino Alto Adige (98% preventivi approvati), la Valle d&#8217;Aosta (97%), l&#8217;Emilia Romagna (95%), il Veneto e la Toscana (94%), dove il comune &#8220;ritardatario&#8221; \u00e8 l&#8217;eccezione. Dall&#8217;altro, la persistenza di aree in cui i comuni che non programmano le proprie spese a tempo debito sono invece significativamente di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il caso limite \u00e8 quello siciliano dove solo il 32% dei comuni ha approvato e trasmesso in tempo il proprio bilancio di previsione per il triennio 2025-2027. Ma ci sono anche altre aree in cui il numero degli enti che non riescono a centrare l&#8217;obiettivo in tempo \u00e8 significativo. <strong>Al di sotto della media nazionale ci sono infatti anche le regioni<\/strong>: <strong>Calabria, in cui i comuni puntuali sono stati 212 su 404 (52%)<\/strong>, Campania (344 su 550, pari al 63%), Lazio (279 su 378, vale a dire il 71%), Molise (98 su 136, 72%), Puglia e Abruzzo (entrambe 79%). Al di sopra della media nazionale, invece, in aggiunta alle gi\u00e0 citate Trentino-Alto Adige, Valle d&#8217;Aosta, Emilia Romagna, Veneto e Toscana, ci sono: Lombardia (92%), Marche (91%), Friuli Venezia Giulia (90%), Umbria (89%), Piemonte (88%), Basilicata (86%), Liguria (85%) e Sardegna (84%).<\/p>\n<p>A livello aggregato, continua il Centro studi enti locali, si osserva che, mentre<strong> al Nord, solo il 9% dei comuni non si \u00e8 fatto trovare pronto con la programmazione a tempo debito, questa percentuale \u00e8 cresciuta<\/strong> man mano che si scende gi\u00f9 nella Penisola, passando al 16% al Centro e al <strong>35% nel Mezzogiorno<\/strong>. Se si restringe invece il campo d&#8217;analisi al piano provinciale, emergono differenze ancora pi\u00f9 marcate. In cima alla &#8220;classifica&#8221; abbiamo aree come le province di Bolzano, Ferrara, Piacenza, Pistoia, Reggio Emilia e Siena che registrano il 100% di comuni virtuosi. A queste si contrappongono territori come l&#8217;agrigentino che spicca invece per arretratezza su questo fronte posto che solo tre comuni su 43 (il 7% del totale) ha approvato il preventivo 2025 in tempo. Siciliane anche le successive province pi\u00f9 &#8220;problematiche&#8221;: Caltanissetta e Catania dove gli enti &#8220;puntuali&#8221; sono stati, nell&#8217;ordine, il 23% e 24%. <strong>Critiche anche le situazioni<\/strong> della provincia di Siracusa (33%), Palermo (37%), Messina (38%), Enna e <strong>Vibo Valentia (40%)<\/strong>, Ragusa (42%), Trapani (44%) e<strong> Cosenza (49%).<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Spiace &#8211; sottolinea il <strong>Centro studi enti locali<\/strong> &#8211; constatare nuovamente la distanza che separa i risultati ottenuti in quest&#8217;ambito a diverse latitudini del Paese&#8221;. &#8220;Ci sono <strong>criticit\u00e0 finanziarie e organizzative, ormai strutturali, profonde e complesse,<\/strong> dietro ai ritardi che caratterizzano determinate aree del Paese, ed \u00e8 pertanto necessario che, a livello centrale, ci si adoperi per offrire un concreto<strong> supporto agli enti afflitti da queste difficolt\u00e0 affinch\u00e9 questi divari vengano colmati.<\/strong> A una crisi strutturale si deve rispondere con una risposta strutturale e forse non dovremmo attendere i tempi ancora tutti da conoscere della conclusione dell&#8217;iter di riforma dell&#8217;ordinamento finanziario e contabile all&#8217;interno del Testo Unico Enti Locali, legati a doppio filo con la partita attualmente in gioco della riforma della contabilit\u00e0 pubblica&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; L&#8217;82% dei comuni italiani ha approvato il bilancio di previsione entro la data prevista del 28 febbraio e il risultato complessivo, con pi\u00f9 di otto comuni su dieci che hanno approvato e trasmesso il proprio previsionale nei tempi previsti, \u00e8 in linea con quello dello scorso anno. 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