{"id":25691,"date":"2013-09-04T07:48:10","date_gmt":"2013-09-04T05:48:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=25691"},"modified":"2023-01-17T13:23:14","modified_gmt":"2023-01-17T12:23:14","slug":"10474-gente-in-aspromonte-di-corrado-alvaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/10474-gente-in-aspromonte-di-corrado-alvaro\/","title":{"rendered":"&#8220;Gente in Aspromonte&#8221; di Corrado Alvaro"},"content":{"rendered":"<p>Unanimemente riconosciuto come il capolavoro di Corrado Alvaro, Gente in Aspromonte \u00e8 un romanzo breve che narra la storia, ambientata nei primi anni del Novecento, della dura vita dei pastori d&#8217;Aspromonte subito descritta, fin dall&#8217;incipit del romanzo, con una cadenza profonda, sentita e, nel contempo, distaccata perch\u00e9 si tratta di una verit\u00e0 ineluttabile.<br \/>\u00abNon \u00e8 bella la vita dei pastori in Aspromonte, d&#8217;inverno, quando<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>i torbidi torrenti corrono al mare,<br \/>e la terra sembra navigare sulle acque&#8230;\u00bb.L&#8217;inizio della storia \u00e8 una evocazione della vita in Aspromonte, che \u00e8 un tutt&#8217;uno con il paesaggio severo, solenne, con il respiro pesante delle mandrie, con le capanne \u00abdi frasche e di fango\u00bb nelle quali \u00absi entrava carponi\u00bb, abitate dai pastori nella stagione invernale, con i pellegrinaggi al Santuario della Madonna di Polsi e le manifestazioni di piet\u00e0 popolare, con i canti che si odono, \u00abintramezzati dal rumore dell&#8217;acqua nei crepacci\u00bb, con il suono della zampogna&#8230; Segue poi l&#8217;avvio della vicenda con modi narrativi pi\u00f9 spezzati, pi\u00f9 bruschi, ma con lo stesso ritmo delle immagini.<br \/>Protagonista \u00e8 la famiglia del pastore Argir\u00f2, che sogna la possibilit\u00e0 di uscire dalle terribili condizioni di vita, dalla miseria secolare, da quella subordinazione ai proprietari, ai padroni delle terre e delle mandrie, di tipo ancora quasi feudale, e di portare almeno uno dei figli sino alla dignit\u00e0 degli studi. Sperando di potercela fare, Argir\u00f2 sottopone s\u00e9 e i suoi ai sacrifici e alle fatiche pi\u00f9 aspre. Ma una serie di disavventure, dalla perdita dei buoi che aveva avuto in custodia dal padrone Filippo Mezzatesta, che precipitano in un burrone, all&#8217;incendio doloso della sua stalla, lo costringono a rinunciare a questo arduo quanto legittimo progetto. Il figlio, Antonello, matura dentro di s\u00e9, e sulla sua pelle, la coscienza della posizione subalterna della sua famiglia e della classe sociale a cui appartiene, e quindi delle profonde ingiustizie sociali che si rinnovano come in un ciclo perpetuo, e diviene protagonista di un atto di ribellione e di disperazione assieme: si dar\u00e0 alla macchia, e dopo aver massacrate le mandrie del padrone e distribuito la carne ai compaesani, butter\u00e0 il fucile e si consegner\u00e0 ai carabinieri. \u00abFinalmente\u00bb, disse, \u00abpotr\u00f2 parlare con la giustizia, che ci \u00e8 voluto per poterla incontrare, e dirle il fatto mio!\u00bb<br \/>Quella dei pastori \u00ab\u00e8 una vita alla quale occorre essere iniziati per capirla, esserci nati per amarla, tanto \u00e8 piena come la contrada, di pietre e di spine\u00bb. Il mondo pastorale viene cos\u00ec evocato con un originale taglio narrativo: lirica trasfigurazione del ricordo di chi vive altrove, ma \u00e8 nato in quella terra e quindi pu\u00f2 capirla e amarla, che per\u00f2 non esclude una precisa attenzione ai problemi economici e sociali. Infatti la rievocazione del mondo calabrese, pur se filtrata dalla memoria e da quella visione quasi idilliaca dei luoghi natii che in Alvaro si avverte, \u00e8 una denuncia della vita miserabile dei pastori, delle ingiustizie profonde, della spietatezza dei rapporti sociali, della mentalit\u00e0 chiusa in un&#8217;ancestrale superstizione e in una secolare arretratezza culturale e sociale<br \/>Ma quel mondo possedeva anche una sua intrinseca bellezza e dei valori profondamente radicati, che poi si identificano, agli occhi di Alvaro, coi ricordi della sua infanzia e con quel costante sentimento di nostalgia, che sempre prov\u00f2 per la sua terra. Questo mondo, severamente giudicato da Alvaro, ma nel contempo, amorosamente rivissuto, era veramente cos\u00ec, ma non bisogna piangere su di esso; occorre invece custodirne gelosamente la memoria.<br \/>Con Gente in Aspromonte, Corrado Alvaro non solo inaugurava un tema, quello calabrese, che poi risulter\u00e0 costante nella sua produzione, ma rinnovava la tradizione della narrativa a ispirazione regionale e meridionale, la tradizione di Verga, Capuana, De Roberto, e Luigi Pirandello, ma con una differenza sostanziale: alla societ\u00e0 meridionale vista, da questi autori, come qualcosa di immutabile, senza speranza, soggetta ad una fatalit\u00e0 di tristezza, sofferenza, subalternit\u00e0, contro la quale nulla poteva, nemmeno la volont\u00e0 e la forza degli uomini e della storia, Alvaro contrappone un mondo arcaico fatto di ignoranza, superstizione, povert\u00e0 e tragico fatalismo, che per\u00f2 non \u00e8 immutabile, ma \u00e8 gi\u00e0 sgretolato e in parte sommerso, un mondo, anche quello, in trasformazione, un mondo quindi, quello arcaico, che pu\u00f2 essere giudicato solo con gli occhi della memoria. Infatti, anche in Gente in Aspromonte, cos\u00ec come negli articoli giornalistici raccolti nel volume Un treno nel Sud, Alvaro dimostra di saper cogliere tutte le novit\u00e0 e i segni di trasformazione che quel mondo stava vivendo. Segni che erano visibili nell&#8217;arrivo di strade, nell&#8217;estendersi dell&#8217;istruzione, nell&#8217;emigrazione che apr\u00ec nuovi orizzonti a tanti calabresi e che certamente miglior\u00f2 le condizioni economiche della regione: \u00abOra la strada cui lavorano da vent&#8217;anni sta per bruciare all&#8217;arrivo con l&#8217;ultima mina&#8230; i buoi portano dall&#8217;alta montagna i tronchi d&#8217;albero legati a una fune trascinandoli in terra senza carro&#8230; Ma per poco ancora. Come a contatto dell&#8217;aria le antiche mummie si polverizzano, si polverizz\u00f2 cos\u00ec questa vita. \u00c8 una civilt\u00e0 che scompare, e su di essa non c&#8217;\u00e8 da piangere, ma bisogna trarre, chi ci \u00e8 nato, il maggior numero di memorie\u00bb.<br \/>Gente in Aspromonte \u00e8 seguita da dodici racconti minori: La pigiatrice d&#8217;uva, Il rubino, La zingara, Coronata, Teresita, Romantica, La signora Flavia, Innocenza, Vocesana e Primante, Temporale d&#8217;autunno, Cata dorme, Ventiquattr&#8217;ore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Unanimemente riconosciuto come il capolavoro di Corrado Alvaro, Gente in Aspromonte \u00e8 un romanzo breve che narra la storia, ambientata nei primi anni del Novecento, della dura vita dei pastori d&#8217;Aspromonte subito descritta, fin dall&#8217;incipit del romanzo, con una cadenza profonda, sentita e, nel contempo, distaccata perch\u00e9 si tratta di una verit\u00e0 ineluttabile.\u00abNon \u00e8 bella [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":25692,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,25],"tags":[],"class_list":["post-25691","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-libri"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25691","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25691"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25691\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25692"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25691"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25691"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25691"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}