{"id":257398,"date":"2025-04-25T18:00:27","date_gmt":"2025-04-25T16:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=257398"},"modified":"2025-04-25T17:00:21","modified_gmt":"2025-04-25T15:00:21","slug":"stanze-dellamore-in-carcere-i-sindacati-replicano-diritti-umani-o-privilegio-fuori-luogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/stanze-dellamore-in-carcere-i-sindacati-replicano-diritti-umani-o-privilegio-fuori-luogo\/","title":{"rendered":"Stanze dell\u2019amore in carcere, i sindacati replicano: \u00abDiritti umani o privilegio fuori luogo?\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>cosenza &#8211; &#8220;Nel dibattito sul sistema penitenziario italiano, il tema delle cosiddette <strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/italia\/in-carcere-arrivano-le-stanze-dellamore-pronta-una-circolare-per-tutti-gli-istituti-penitenziari\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cstanze dell\u2019amore\u201d<\/a><\/strong> \u2013 <strong>ambienti riservati ai detenuti per momenti di intimit\u00e0 con i propri partner<\/strong> \u2013 continua a suscitare opinioni contrastanti. Diritti e morale si scontrano in un terreno delicato, dove la dignit\u00e0 della persona deve convivere con il significato profondo della detenzione&#8221;. A scriverlo in una nota <strong>Maria Lucrezia Pandolfo vice segreteria con. Si. Pe.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La pena detentiva limita la libert\u00e0, non la dignit\u00e0 della persona, vero anche che da un punto di vista giuridico e umano, non si pu\u00f2 negare che anche chi \u00e8 in carcere abbia diritto a mantenere relazioni affettive, la libert\u00e0 \u00e8 sospesa, ma la persona resta tale. Il carcere dovrebbe essere anche un luogo di recupero, e non \u00e8 pensabile che si possa rieducare qualcuno privandolo completamente del contatto umano e affettivo. Allo stesso tempo, <strong>non si possono ignorare le riserve di natura etica.<\/strong> <strong>La detenzione \u00e8, per definizione, una forma di punizione.<\/strong> Chi ha commesso reati \u2013 a volte anche gravi \u2013 deve affrontare le conseguenze delle proprie azioni. <strong>In quest\u2019ottica, concedere spazi di intimit\u00e0 pu\u00f2 sembrare un privilegio fuori luogo<\/strong>, una sorta di premio in un contesto in cui dovrebbe prevalere il senso della responsabilit\u00e0 e della riflessione.La domanda che dobbiamo porci \u00e8: qual \u00e8 il confine tra tutela dei diritti umani e rispetto della funzione rieducativa e punitiva della pena? \u00c8 possibile mantenere il carcere come luogo di espiazione, senza per questo trasformarlo in un luogo di disumanizzazione?Forse la risposta sta nel trovare un equilibrio.<\/p>\n<p>Le \u201cstanze dell\u2019amore\u201d non dovrebbero diventare una concessione automatica, ma un diritto da esercitare con responsabilit\u00e0. Si potrebbe legare l\u2019accesso a questi spazi a un percorso concreto di riabilitazione, a una buona condotta, a un progetto di reinserimento. In questo modo, l\u2019intimit\u00e0 non sarebbe un privilegio, ma parte di un cammino serio verso il cambiamento. Il tema resta aperto, ma una cosa \u00e8 certa: una societ\u00e0 giusta \u00e8 quella che sa punire senza disumanizzare, e che sa ascoltare anche i dubbi etici, senza ignorare i diritti fondamentali. Negare ogni forma di contatto umano significa contribuire a una disumanizzazione che non dovrebbe appartenere a uno Stato civile.<strong> Tuttavia, da un punto di vista etico, di fatica ad accettare l\u2019introduzione di questi spazi.<\/strong> <strong>La pena detentiva, oltre a essere privazione della libert\u00e0, \u00e8 anche riflessione, responsabilit\u00e0, e in qualche misura rinuncia.<\/strong> Inserire all\u2019interno di questo percorso momenti di intimit\u00e0 rischia di alterare la percezione stessa del carcere. \u00c8 ancora un luogo di espiazione o diventa qualcos\u2019altro?Non si pu\u00f2 e non si dovrebbe confondere il riconoscimento dei diritti con l\u2019idea che tutto debba essere concesso. L\u2019intimit\u00e0, per quanto importante, non \u00e8 un diritto assoluto quando si \u00e8 chiamati a rispondere delle proprie azioni nei confronti della societ\u00e0. E sebbene alcuni sostengano che questi momenti possano favorire la riabilitazione,<strong> non \u00e8 detto che la rieducazione passi necessariamente da l\u00ec.<\/strong> \u00c8 verissimo che nessuna societ\u00e0 avanzata pu\u00f2 permettersi di trattare i detenuti come numeri o corpi da isolare.Ma su un piano pi\u00f9 concreto ed etico, le perplessit\u00e0 restano forti. In definitiva, pur comprendendo le ragioni giuridiche alla base di queste iniziative, non la maggior parte dell\u2019opinione pubblica ed interna all\u2019Amministrazione Penitenziaria non condivide l\u2019impostazione.<\/p>\n<p>\u00c8 davvero questo il messaggio che vogliamo dare a chi ha infranto le regole della convivenza civile?<strong> Dov\u2019e\u2019 il confine tra dovere e diritto e punizione e privilegio?<\/strong> E\u2019 questo che si vuole dare a chi ha infranto le regole della convivenza civile? Inoltre, si apre un ulteriore fronte: quello della sicurezza;in un ambiente dove il controllo \u00e8 fondamentale, permettere rapporti privati pu\u00f2 diventare un canale per l\u2019introduzione illecita di oggetti o sostanze non consentite. Non si pu\u00f2 ignorare il rischio concreto che, attraverso momenti di intimit\u00e0, si facilitino scambi clandestini all\u2019interno degli istituti.E infine ci\u00f2 che \u00e8 rilevante sottolineare e\u2019 il tema del personale penitenziario. Gli agenti non dovrebbero trovarsi a dover gestire situazioni potenzialmente imbarazzanti o spiacevoli, n\u00e9 essere coinvolti \u2013 direttamente o indirettamente \u2013 in dinamiche legate alla sfera sessuale dei detenuti. Oltre ad essere inappropriato, e\u2019 anche lesivo ed irrispettoso per la loro professionalit\u00e0 e il loro ruolo.Nonostante si comprendano tutte le motivazioni giuridiche del caso,il prezzo da pagare, in termini di senso della pena, sicurezza e dignit\u00e0 del contesto carcerario,sembrano troppo alti.Il carcere non deve essere una tortura, ma nemmeno un luogo dove si attenua il senso della pena. Si pu\u00f2 tutelare la dignit\u00e0 senza sminuire la responsabilit\u00e0 ma la linea di confine \u00e8 stata superata,perche\u2019 una societ\u00e0 giusta sa riconoscere i diritti, ma anche porre dei limiti,e anche questo uno di quei casi in cui il limite pare sia stato superato&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>cosenza &#8211; &#8220;Nel dibattito sul sistema penitenziario italiano, il tema delle cosiddette \u201cstanze dell\u2019amore\u201d \u2013 ambienti riservati ai detenuti per momenti di intimit\u00e0 con i propri partner \u2013 continua a suscitare opinioni contrastanti. Diritti e morale si scontrano in un terreno delicato, dove la dignit\u00e0 della persona deve convivere con il significato profondo della detenzione&#8221;. 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