{"id":257725,"date":"2025-04-29T16:19:49","date_gmt":"2025-04-29T14:19:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=257725"},"modified":"2025-04-29T16:19:49","modified_gmt":"2025-04-29T14:19:49","slug":"infiltrazioni-mafiose-nei-giochi-pubblici-il-consiglio-di-stato-revoca-la-licenza-a-un-imprenditore-cosentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/infiltrazioni-mafiose-nei-giochi-pubblici-il-consiglio-di-stato-revoca-la-licenza-a-un-imprenditore-cosentino\/","title":{"rendered":"Infiltrazioni mafiose nei giochi pubblici: il Consiglio di Stato revoca la licenza a un imprenditore cosentino"},"content":{"rendered":"<p>ROMA \u2013 La Questura ha il potere di revocare una licenza per la commercializzazione di giochi pubblici in caso di sospette implicazioni in attivit\u00e0 criminali. A stabilirlo, riporta Agipronews, \u00e8 la sentenza del Consiglio di Stato in merito ad una causa che ha coinvolto <strong>un imprenditore della provincia di Cosenza &#8211; proprietario di una societ\u00e0 attiva nel settore giochi e scommesse<\/strong> &#8211; contro la Questura della Provincia di Cosenza, a seguito della revoca delle licenze per la commercializzazione di giochi pubblici.<\/p>\n<p>Il provvedimento della Questura \u00e8 stato adottato dopo la scoperta di elementi che<strong> porterebbero a pensare ad un<\/strong> coinvolgimento dell\u2019appellante con la criminalit\u00e0 organizzata. Di fatti, un primo ricorso presentato dal ricorrente era stato gi\u00e0 respinto dal Tar Calabria con una sentenza del 2022. Nella sentenza del <strong>Consiglio di Stato<\/strong> si legge, al tal proposito, che il decreto del Questore inerente la revoca delle licenze \u201cvaluta la complessiva situazione, evidenziando l\u2019emersione di circostanze che lasciano trasparire che il predetto <strong>titolare<\/strong> delle licenze abbia prestato acquiescenza ai tentativi di avvolgimento mafioso ed abbia, conseguentemente,<strong> consentito che la propria impresa fungesse da strumento di penetrazione mafiosa nel settore dei giochi pubblici<\/strong>, concludendo che il detto titolare non \u00e8 persona affidabile in relazione alle specifiche autorizzazioni ottenute e non \u00e8 in possesso del requisito della buona condotta\u201d.<\/p>\n<p>Secondo quanto emerso nel corso della causa, la Questura ha revocato le autorizzazioni sulla base di circostanze ritenute rilevanti tra cui <strong>frequentazioni con soggetti con gravi precedenti penali, frequentazione documentata presso l\u2019abitazione di un presunto capo clan e situazioni che lascerebbero intendere la presenza di un possibile prestanome<\/strong> che potrebbe favorire l\u2019ingresso di infiltrazioni mafiose nel settore giochi. I fatti emersi e documentati dalla Polizia durante <strong>le indagini hanno condotto il Consiglio di Stato a confermare la revoca applicata dalla Questura della Provincia di Cosenza<\/strong>: \u201cIl provvedimento \u00e8 fondato non soltanto sulla plausibile ipotesi dell\u2019interposizione fittizia di persona, ma anche sull\u2019accertata mancanza del requisito della buona condotta ricavabile da una serie di frequentazioni fortemente controindicate riguardanti il ricorrente che sono state oggettivamente riscontrate e debitamente documentate\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA \u2013 La Questura ha il potere di revocare una licenza per la commercializzazione di giochi pubblici in caso di sospette implicazioni in attivit\u00e0 criminali. 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