{"id":25881,"date":"2013-09-11T20:00:00","date_gmt":"2013-09-11T18:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=25881"},"modified":"2023-01-17T13:23:25","modified_gmt":"2023-01-17T12:23:25","slug":"10572-ilva-1400-lavoratori-usati-come-merce-di-scambio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/10572-ilva-1400-lavoratori-usati-come-merce-di-scambio\/","title":{"rendered":"Ilva: 1400 licenziamenti per ricattare Governo e magistrati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12px; text-align: justify;\">ROMA<\/span><span style=\"font-size: 12px; text-align: justify;\">&nbsp;&#8211;&nbsp;<\/span>L&#8217;azienda giustifica la chiusura di sette impianti con i sequestri dello scorso ventidue maggio, ma la sensazione \u00e8 che si voglia ricattare il governo. Pronta la risposta dell&#8217;esecutivo: dossier e nazionalizzazione<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sapore che resta in bocca, oltre quello dell&#8217;amarezza naturalmente, \u00e8 quello del grande ricatto. Come se le sorti di mille e quattrocento lavoratori possano essere considerate merce di scambio per ingaggiare un braccio di ferro con il governo. Il buon senso, e &#8220;magari&#8221; anche qualche legge, consiglierebbero di no, ma tant&#8217;\u00e8. Per la famiglia Riva, storica regina dell&#8217;acciaieria italiana, rispondere colpo su colpo all&#8217;esecutivo sembra essere diventata la priorit\u00e0 assoluta.&nbsp;E cos\u00ec accade che l&#8217;azienda annunci, in una semplice nota, che a causa del sequestro preventivo legato all&#8217;inchiesta sull&#8217;Ilva per il disastro ambientale, sette stabilimenti cesseranno l&#8217;attivit\u00e0. Una botta non da poco se si considera che i lavoratori coinvolti sono pi\u00f9 di mille e quattrocento. E, soprattutto, se a questi si aggiungono i mille e cinquecento addetti che operano in tredici societ\u00e0 riconducibili ai Riva e che saranno messi &#8220;in libert\u00e0&#8221;. Il sequestro a cui i proprietari di Ilva spa fanno riferimento \u00e8 quello del 22 maggio scorso durante il quale la magistratura tarantina aveva bloccato beni per otto miliardi di euro, fra i quali impianti di produzione. Dal palazzo di giustizia jonico, per\u00f2, avevano garantito che nonostante i sequestri tutte le attivit\u00e0 avrebbero potuto continuare senza grandi traumi. Una speranza, questa, evidentemente disattesa.&nbsp;A chiudere i battenti, momentaneamente, saranno gli stabilimenti produttivi di Verona, Caronno Pertusella (Varese), Lesegno (Cuneo), Malegno, Sellero, Cerveno (Brescia) e Annone Brianza (Lecco). La societ\u00e0 ha provato a tirarsi &nbsp;fuori dalla logica dei &#8220;cattivi pensieri&#8221; e in una nota ha spiegato che &#8220;tali attivit\u00e0 non rientrano nel perimetro gestionale dell&#8217;Ilva e non hanno quindi alcun legame con le vicende giudiziarie che hanno interessato lo stabilimento Ilva di Taranto&#8221;.&nbsp;Salvo, poi, mettere a segno un involontario autogol e spiegare: &#8220;La decisione si \u00e8 resa purtroppo necessaria poich\u00e9 il provvedimento di sequestro preventivo penale del Gip di Taranto, datato 22 maggio e 17 luglio 2013 e comunicato il 9 settembre, in base al quale vengono sottratti a Riva Acciaio i cespiti aziendali, tra cui gli stabilimenti produttivi, e vengono sequestrati i saldi attivi di conto corrente e si attua di conseguenza il blocco delle attivit\u00e0 bancarie, impedendo il normale ciclo di pagamenti aziendali, fa s\u00ec che non esistano pi\u00f9 le condizioni operative ed economiche per la prosecuzione della normale attivit\u00e0&#8221;.&nbsp;Quindi, provando a decifrare il complesso messaggio dei Riva, la questione Ilva non c&#8217;entra, ma \u00e8 la causa della chiusura degli stabilimenti. Un p\u00f2 strano. Ecco perch\u00e9 il dubbio che si tratti di un ricatto verso i ministri, Zanotato e Saccomanni in primis, resta forte e motivato. &#8220;Il governo non pu\u00f2 stare a guardare &#8211; ha tuonato il segretario Pd Epifani, chiamando l&#8217;esecutivo ad intervenire &#8211; &nbsp;\u00e8 un fatto grave con effetti su centinaia di lavoratori&#8221;. &nbsp;E, a quanto pare, il governo \u00e8 pronto a fare il suo. Da via Veneto oggi \u00e8 previsto un incontro con i nuovi vertici Ilva durante il quale Zanonato &#8220;presenter\u00e0&#8221; due strade al presidente Bruno Ferrante. Qualche concessione, non in materia penale naturalmente, in cambio della marcia indietro sul licenziamento dei lavoratori. O, e questa \u00e8 la strada pi\u00f9 probabile, niente carota ma solo bastone: con la ripresa dei dossier sulle attivit\u00e0 dei Riva &#8220;abbandonati&#8221; a giugno e nazionalizzazione di societ\u00e0 e strutture. Tornare indietro, ormai, appare improbabile. In gioco, il futuro di mille e quattrocento lavoratori.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA&nbsp;&#8211;&nbsp;L&#8217;azienda giustifica la chiusura di sette impianti con i sequestri dello scorso ventidue maggio, ma la sensazione \u00e8 che si voglia ricattare il governo. 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