{"id":258888,"date":"2025-05-13T10:22:37","date_gmt":"2025-05-13T08:22:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=258888"},"modified":"2025-05-13T13:57:26","modified_gmt":"2025-05-13T11:57:26","slug":"colpo-al-clan-labate-4-arresti-la-ndrangheta-imponeva-il-pizzo-e-controllava-la-grande-distribuzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/colpo-al-clan-labate-4-arresti-la-ndrangheta-imponeva-il-pizzo-e-controllava-la-grande-distribuzione\/","title":{"rendered":"Colpo al clan Labate: 4 arresti. La \u2018ndrangheta imponeva il pizzo e controllava la grande distribuzione"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Questa mattina il ROS &#8211; con il supporto in fase esecutiva del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria e \u00a0dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori \u201cCalabria\u201d &#8211; coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria diretta dal Procuratore della Repubblica f.f., Giuseppe Lombardo, ha dato esecuzione all\u2019ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti dei sottonotati <strong>4 indagati<\/strong> ritenuti di far parte della cosca \u201cLabate\u201d, articolazione <em>\u2018ndranghetista<\/em> egemone nella del quartiere Gebbione di Reggio Calabria, indagati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso. Si tratta di <strong>Labate Michele cl.56<\/strong> (destinatario della misura della custodia cautelare in carcere),<strong> Labate Francesco Salvatore cl.66<\/strong> (destinatario della misura della custodia cautelare in carcere), <strong>Labate Paolo cl.85<\/strong> (destinatario della misura della custodia cautelare in carcere) e <strong>Lagan\u00e0 Antonino cl.71<\/strong> (destinatario della misura degli arresti domiciliari presso il proprio domicilio). I provvedimenti scaturiscono da un\u2019articolata indagine del ROS, avviata nel 2019, che ha consentito di documentare:<\/p>\n<ul>\n<li>gli assetti della cosca, riattualizzandoli, nel periodo successivo gli arresti eseguiti nella precedente indagine <strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/ndranghetaconfiscati-beni-per-un-milione-a-affiliato-cosca-sigilli-ai-beni-di-domenico-foti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201c<em>HELIANTUS<\/em>\u201d<\/a><\/strong>, rispetto al quale il presente procedimento si \u00e8 posto quale logica prosecuzione, mettendo in luce come il sodalizio abbia mantenuto inalterata la peculiare pervasivit\u00e0 sul tessuto economico della zona di influenza, consentendo di individuarne &#8211; quanto meno in termini di gravit\u00e0 indiziaria e ferma la presunzione di innocenza valevole sino al passaggio in giudicato dell\u2019eventuale sentenza di condanna &#8211; il vertice nei germani LABATE Michele e LABATE Francesco Salvatore, in virt\u00f9 dello stato di restrizione dei fratelli maggiorenti LABATE Antonino cl.50 e LABATE Pietro cl.51, ritenuto da sempre capo carismatico del sodalizio;<\/li>\n<li>il <strong>pervasivo controllo del territorio esercitato da Labate Michele<\/strong> il quale, per ridurre i rischi di esposizione alle indagini delle forze di polizia, ha organizzato una ben congeniata rete di comunicazioni attraverso <strong>incontri riservati presso luoghi ritenuti sicuri<\/strong>, utilizzando fidati fiancheggiatori per \u201c<em>schermare<\/em>\u201d gli appuntamenti;<\/li>\n<li>la <strong>pressione esercitata dagli indagati sugli operatori economici<\/strong> del territorio di riferimento che subivano sistematiche azioni vessatorie, v<strong>olte all\u2019imposizione di prodotti alimentari e al pagamento di proventi estorsivi<\/strong>. In tale quadro, LABATE Paolo cl.85 &#8211; anche per conto del padre Michele, durante il periodo di carcerazione &#8211; manteneva rapporti con gli imprenditori legati alla cosca da occulte sinergie, agevolando e coordinando l\u2019infiltrazione in lucrosi settori di espansione economica tra cui quello della grande distribuzione alimentare;<\/li>\n<li>la disponibilit\u00e0 da parte dei fratelli Labate Michele e Labate Francesco Salvatore di <strong>fidati collaboratori,<\/strong> tra cui \u00e8 emerso<strong> Lagan\u00e0 Antonino, soggetto deputato a veicolare messaggi ed <em>ambasciate<\/em>, riscuotere proventi estorsivi, eseguire azioni ritorsive e mantenere rapporti con i rappresentanti della comunit\u00e0 Rom<\/strong> al fine di consentire alla cosca il controllo sulla microcriminalit\u00e0 operante sul territorio.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, tutti i soggetti coinvolti devono considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.<\/p>\n<h3><strong>L&#8217;indagine scattata nel 2019<\/strong><\/h3>\n<p>Avviata nel 2019, l&#8217;indagine del Ros dei Catabinieri ha consentito di documentare gli assetti della cosca riattualizzandoli, nel periodo successivo gli arresti eseguiti nell&#8217;operazione &#8220;Heliantus&#8221;. <strong>La cosca, conosciuta come i &#8220;Ti mangio&#8221;<\/strong>, aveva un pervasivo controllo del territorio esercitato, in particolare, dal boss Michele Labate il quale, per ridurre i rischi di esposizione alle indagini delle forze di polizia, aveva organizzato una ben congeniata rete di comunicazioni attraverso incontri riservati in luoghi ritenuti sicuri, utilizzando fidati fiancheggiatori per &#8220;schermare&#8221; gli appuntamenti.<\/p>\n<p>Secondo la ricostruzione della Dda reggina, <strong>gli operatori economici di Gebbione subivano sistematiche azioni vessatorie per l&#8217;imposizione di prodotti alimentari e il pagamento del pizzo.<\/strong> Su questo, un ruolo chiave lo avrebbe avuto Paolo Labate che, durante il periodo di carcerazione del padre Michele, manteneva rapporti con gli imprenditori legati alla cosca, agevolando e coordinando l&#8217;infiltrazione in lucrosi settori di espansione economica, tra cui quello della grande distribuzione alimentare.<\/p>\n<h3><strong>Cosca Labate, 54mila persone affiliate<\/strong><\/h3>\n<p>&#8220;Dopo 18 anni &#8211; ha detto Lombardo ricordando l&#8217;operazione &#8216;Gebbione&#8217; del 2007 &#8211; stiamo parlando ancora della forza di una storica articolazione di &#8216;ndrangheta che \u00e8 la cosca Labate che ha una storia nota e abbraccia un periodo temporale lunghissimo. Quando parliamo <strong>dell&#8217;area dei Labate, parliamo di un&#8217;area che riguarda 54mila persone<\/strong>. All&#8217;interno di quelli che sono gli equilibri di &#8216;ndrangheta, non \u00e8 un dato da trascurare. La rilevanza e la forza di una famiglia derivano anche dall&#8217;area territoriale che quella famiglia controlla&#8221;.<br \/>\nPer Ignazitto, &#8220;il patrimonio indiziario \u00e8 fondato sulle dichiarazioni di giustizia e sulle intercettazioni, strumenti nevralgici per il lavoro della Dda. Due sono gli aspetti pi\u00f9 significativi. Il primo \u00e8 legato alla capacit\u00e0 evocativa che ancora, in determinati territori, hanno certi nomi e cognomi.<strong> I boss temono le denunce ma nonostante questo non ci si accosta all&#8217;autorit\u00e0 giudiziari<\/strong>a e anzi a<strong>bbiamo intercettazioni in cui i commercianti dicono &#8216;campiamo noi e lasciamo campare loro<\/strong>&#8216;. E questa \u00e8 una cosa che mette tristezza. Un altro argomento \u00e8 la promiscuit\u00e0 tra la criminalit\u00e0 organizzata e frange malavitose della comunit\u00e0 rom&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Questa mattina il ROS &#8211; con il supporto in fase esecutiva del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria e \u00a0dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori \u201cCalabria\u201d &#8211; coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria diretta dal Procuratore della Repubblica f.f., Giuseppe Lombardo, ha dato esecuzione all\u2019ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":184335,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[19],"class_list":["post-258888","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/258888","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=258888"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/258888\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/184335"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=258888"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=258888"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=258888"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}