{"id":259531,"date":"2025-05-21T11:42:12","date_gmt":"2025-05-21T09:42:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=259531"},"modified":"2025-05-21T11:48:30","modified_gmt":"2025-05-21T09:48:30","slug":"blitz-millenium-le-mani-delle-cosche-tra-estorsioni-elezioni-appalti-e-narcotraffico-dettagli-anche-su-un-delitto-del-1977","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/blitz-millenium-le-mani-delle-cosche-tra-estorsioni-elezioni-appalti-e-narcotraffico-dettagli-anche-su-un-delitto-del-1977\/","title":{"rendered":"Blitz &#8220;Millenium&#8221;: le mani delle cosche tra estorsioni, elezioni, appalti e narcotraffico. Dettagli anche su un delitto del 1977"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; La conferenza stampa relativa all&#8217;indagine <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/ndrangheta-maxi-operazione-millenium-97-indagati-anche-a-cosenza-ai-domiciliari-un-ex-assessore-regionale\">Millenium<\/a> ha fatto emergere un quadro di <strong>dominio<\/strong> da parte delle cosche su numerose attivit\u00e0, <strong>imprenditoriali, elettorali, e nell&#8217;attivit\u00e0 di traffico di<\/strong> droga. Sono 81 le persone finite in carcere e 16 ai domiciliari, tra cui l&#8217;ex assessore regionale <strong>Pasquale Tripodi<\/strong>. Le due ditte sequestrate sono un <strong>bar pasticceria della Locride<\/strong> che imponeva i propri prodotti ad altre attivit\u00e0 commerciali, dunque sottoposte ad estorsione.<strong> E poi un&#8217;azienda edile<\/strong> riconducibile ad un soggetto gi\u00e0 destinatario di interdittiva antimafia. Al centro la cosca Alvaro che voleva rimanere dominante sull&#8217;area tirrenica Reggina. Un&#8217;operazione scaturita da una lunga attivit\u00e0 investigativa, durata diversi anni, caratterizzata da attivit\u00e0 di intercettazione che ha permesso di scoprire diverse evenienze. Dalla riorganizzazione delle cosche dopo i colpi inflitti dalle forze dell&#8217;ordine al ruolo della cosiddetta &#8220;<strong>Provincia<\/strong>&#8220;,\u00a0locale di &#8216;ndrangheta, organismo di <strong>vertice collegiale<\/strong>. L&#8217;inchiesta ha confermato la caratteristica di unitariet\u00e0 dell&#8217;ndrangheta ridisegnando e aggiornando la struttura e i vertici, oltre a confermare l&#8217;attualit\u00e0 dell&#8217;esistenza della struttura di ndrangheta denominata &#8220;provincia&#8221;, cio\u00e8 un organo che svolge una funzione di <strong>raccordo tra i &#8220;locali&#8221; reggini e quelle dislocate in altre regioni e all&#8217;estero<\/strong> e che regola ogni nuova costituzione di strutture di &#8216;ndrangheta, ingerendosi anche nelle assegnazioni delle nuove cariche, garantendo il rispetto delle regole dell&#8217;associazione e dirimendo controversie tra gli associati.<\/p>\n<p>Le indagini hanno inoltre permesso di registrare <strong>l&#8217;operativit\u00e0 dei &#8220;locali&#8221; reggini di Sinopoli, Plat\u00ec, Locri, Melicucco e Natile di Careri , nonch\u00e9 di quelli di Volpiano (Torino) e Buccinasco (Milano). <\/strong>Oltre all&#8217;attivit\u00e0 estorsiva, le cosche, secondo l&#8217;accusa, avevano la capacit\u00e0 di infiltrazione nelle amministrazioni pubbliche, cos\u00ec da ottenere informazioni propedeutiche allo svolgimento delle attivit\u00e0 criminali, come quelle sulle procedure degli appalti e sullo stato dei pagamenti utili per infiltrarsi, grazie anche alla compiacenza di imprenditori collusi, in attivit\u00e0 economiche collegate, quali, la vendita di <strong>mascherine e guanti<\/strong> all&#8217;Asp di Reggio Calabria<strong>. Dalle indagini sono emerse anche pratiche illegali di procacciamento di voti<\/strong> in diverse consultazioni elettorali e in particolare per una candidata (poi non eletta) alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria.<\/p>\n<h4>Gli appalti e la &#8216;messa a posto&#8217;<\/h4>\n<p>In conferenza stampa, nell&#8217;aula Magna della Scuola allievi carabinieri di Reggio Calabria \u00e8 stato spiegato che i sodali addirittura sequestravano le chiavi dei mezzi alle ditte che dovevano pagare la &#8216;<strong>messa a posto&#8217; alla cosca Alvaro di Sinopoli<\/strong>. Poi c&#8217;era la raccolta di voti per le elezioni, eseguita presso le pi\u00f9 alte cariche dei &#8216;locali&#8217; reggini. L&#8217;associazione per\u00f2, non esponeva mai il candidato per evitare di &#8216;bruciarlo&#8217; con l&#8217;opinione pubblica. Un candidato non aveva contatti con l&#8217;organizzazione ma la stessa si occupava di reperire i voti raccogliendo numerosissime preferenze. Le indagini hanno documentato l&#8217;infiltrazione nella pubblica amministrazioni in procedure di evidenza pubblica e in appalti. Ogni ditta doveva versare il 3% dell&#8217;appalto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-259533\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/conferenza-stampa-millenium-02.jpg\" alt=\"\" width=\"970\" height=\"600\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/conferenza-stampa-millenium-02.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/conferenza-stampa-millenium-02-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/conferenza-stampa-millenium-02-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/conferenza-stampa-millenium-02-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/conferenza-stampa-millenium-02-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/conferenza-stampa-millenium-02-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/conferenza-stampa-millenium-02-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px\" \/><\/p>\n<h4>Le estorsioni<\/h4>\n<p>Tra gli eventi particolari emersi nel corso della conferenza stampa, un&#8217;estorsione subita da un&#8217;associazione che favoriva la &#8216;ndrangheta per trovare i voti da parte di un esponente della cosca Commisso che pretendeva la restituzione di 125mila, versati precedentemente per aggiustare un processo relativo al fratello (operazione Crimine). Fratello che \u00e8 stato poi assassinato e dopo ci\u00f2, l&#8217;indagato avrebbe chiesto con minacce e violenza la restituzione dei soldi. Si sarebbe anche impadronito di una vettura del valore di 20mila euro.<\/p>\n<h4>Cosca Barbaro-Castani e Alvaro di Sinopoli<\/h4>\n<p>Tra le circostanze accertate dai carabinieri un sequestro di persona, definito &#8216;lampo&#8217;, di un appartenente della cosca Alvaro ritenuto colpevole dalla cosca Castani, di non aver restituito <strong>45mila euro che dovevano essere una parte di un carico di droga dal Sud America<\/strong>. Carico che non arriv\u00f2 e la persona \u00e8 stata sequestrata fino a quando non \u00e8 stata pagata una prima tranche e la promessa di saldare nei giorni successivi.<\/p>\n<h4>L&#8217;omicidio di Mariangela Passiatore<span style=\"color: #222222; font-family: Verdana, BlinkMacSystemFont, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen, Ubuntu, Cantarell, 'Open Sans', 'Helvetica Neue', sans-serif; font-size: 15px;\">\u00a0<\/span><\/h4>\n<p>Sono stati acquisiti &#8211; \u00e8 stato spiegato in conferenza stampa &#8211; elementi circa un evento molto triste ovvero quello relativo al caso di Mariangela Passiatore, sequestrata e uccisa a Brancaleone nell&#8217;agosto del 1977. Uno degli indagati ha dichiarato di aver avuto un ruolo determinante. La donna fu assassinata e non vennero mai trovati resti del suo cadavere. Era la moglie di un imprenditore milanese ed era in vacanza a Brancaloene. Fu vittima di una finta rapina mentre era a cena con altre persone. Venne ceduta ad un gruppo di carcerieri che non riuscendo a gestire la donna, in forte stato di agitazione emotiva e bisognosa di cura venne uccisa a colpi di bastone.<\/p>\n<h4>Elezioni consiglio regionale, uno spaccato inquietante<\/h4>\n<p>E&#8217; emersa la figura di alcuni soggetti che, a prescindere da valori o ideologie di partito, si sono posti al servizio del <strong>miglior offerente per raccogliere<\/strong> <strong>voti<\/strong> presso le famiglie mafiose facendo emergere ka consapevolezza degli indagati a rivolgersi a determinati gruppi criminali per ricercare voti.<\/p>\n<h4>L&#8217;alleanza tra cosche e la cocaina<\/h4>\n<p>Una struttura stabile ed organizzata, frutto di un&#8217;alleanza (&#8220;un unico corpo&#8221;) tra cosche dei locali dei tre &#8220;mandamenti&#8221; della provincia di Reggio Calabria, sovraordinata alle singole articolazioni e a queste complementare, che gestiva il traffico di droga. La struttura, secondo quanto emerso, si occup\u00a0 tra l&#8217;altro, di importare dall&#8217;estero (specialmente Colombia, Brasile e Panama) ingenti quantitativi di <strong>cocaina<\/strong> nascosta in container imbarcati su navi, e al successivo recupero attraverso il porto di Gioia Tauro, sfruttando la <strong>compiacenza di squadre di operatori portuali<\/strong>. La droga viene poi distribuita su tutto il territorio nazionale, attraverso una ben rodata struttura organizzata e diretta dalle cosche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; La conferenza stampa relativa all&#8217;indagine Millenium ha fatto emergere un quadro di dominio da parte delle cosche su numerose attivit\u00e0, imprenditoriali, elettorali, e nell&#8217;attivit\u00e0 di traffico di droga. Sono 81 le persone finite in carcere e 16 ai domiciliari, tra cui l&#8217;ex assessore regionale Pasquale Tripodi. 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